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Giovedì 23 Novembre 2017 | 10:16

Ospedaletto: il macchinario c'è, ma è senza collaudo

di LUCA BARILE
BARI -  A giugno dello scorso anno il macchinario per l’esame specialistico di una prova da sforzo presso la cardiologia dell’ospedale Giovanni XXIII si è rotto, lo scorso luglio (dopo un anno) ne è stato consegnato uno nuovo, ma ancora manca il collaudo definitivo. «Venerdì prossimo arriverà una bombola di gas indispensabile a metterla in funzione» dice il direttore amministrativo, Vito Montanaro
Ospedaletto: il macchinario c'è, ma è senza collaudo
di LUCA BARILE

BARI - C’è una lista d’attesa, tra le tante della sanità pubblica pugliese, che affonda nelle sabbie mobili di pratiche amministrative interminabili. È un elenco di piccoli pazienti che hanno prenotato una prova da sforzo presso la cardiologia dell’ospedale Giovanni XXIII, presentato poco meno di due anni fa come il nuovo polo d’eccellenza della pediatria nel Sud Italia. A giugno dello scorso anno il macchinario per l’esame specialistico si è rotto, a quanto pare irreparabilmente ed è da allora che il reparto viene bombardato da richieste di informazioni, denunce e reclami dei genitori, preoccupati per la salute dei propri figli. Senza quell’apparecchio, infatti, diventa impossibile accertare una serie di patologie cardiache, nonché l’idoneità dei bambini allo sport.

Finché, un mesetto fa, la notizia che sembrava concludere l’attesa che durava ormai da un anno: alla cardiologia del Giovanni XXIII veniva consegnata una nuova macchina per le prove da sforzo cardiopolmonari, fornita da una ditta bolognese vincitrice di una gara lanciata dodici mesi prima. Nessuno, tuttavia, l’ha ancora collaudata, per cui è impossibile utilizzarla. L’azienda ospedaliera Policlinico, a cui fa capo anche l’ospedale pediatrico, assicura che presto tutto sarà risolto.
«Abbiamo scontato i tempi morti della pausa estiva, ma venerdì prossimo arriverà una bombola di gas indispensabile a metterla in funzione» dice il direttore amministrativo, Vito Montanaro.

Non è chiaro se poi la ditta fornitrice, a cui compete il collaudo, sia in grado di intervenire subito. «Lo concorderanno quanto prima con il personale dell’unità operativa – aggiunge Montanaro – in base alle reciproche disponibilità».
Pazienti, famiglie e associazioni, sperano ovviamente che sia la volta buona. Nel campo della sanità pubblica, la cardiologia pediatrica di Bari è l’unica struttura in Puglia dotata di apparecchiatura, e personale idoneo, dove eseguire le prove da sforzo. Tra i bimbi in attesa, come ha raccontato la Gazzetta nei mesi scorsi, ci sono situazioni di salute a rischio, che meritano immediati accertamenti. L’ultima volta che dal Policlinico annunciarono una soluzione al caso, era il 28 febbraio scorso. Con un comunicato stampa, il direttore generale dell’azienda, Vitangelo Dattoli dichiarò che i test da sforzo sarebbero ripresi entro il mese successivo.

«Purtroppo è inutile fermarsi ad analizzare il caso specifico – commenta Antonio Campobasso, presidente dell’associazione Tribunale dei diritti del malato – perché questa vicenda è il risultato di una mentalità molto diffusa in tutte le strutture pubbliche, che diventa particolarmente insopportabile nel campo della sanità, dov’è in ballo la salute della gente. Constatiamo che nessuno si assume la responsabilità di certe situazioni – aggiunge Campobasso – le quali vengono puntualmente motivate con il solito ritornello della scarsezza di personale o delle risorse sempre insufficienti, ma che potrebbero essere evitate con un po’ di buona volontà».

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