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Lunedì 20 Novembre 2017 | 01:27

Leghista altamurano al Comune di Verona

di MICHELE PIZZILLO
ALTAMURA - Politico di strada, non per la delega assessorile: manutenzione delle strade cittadine di Verona. Perché Antonio Lella - 60 anni a dicembre prossimo, sottufficiale degli Alpini in pensione, nato ad Altamura e dal 1998 trasferitosi nella città scaligera - l’attività politica la fa per strada, ai mercati rionali, agli incontri serali, dove arriva con il suo gazebo per parlare con tutti, ascoltare lamentele e sollecitare proposte da portare in consiglio comunale. Dove è stato eletto nel 2012, con 1.125 voti personali, sesto degli eletti, nella lista civica «Tosi sindaco (nella foto, Lella con Tosi)
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Leghista altamurano al Comune di Verona
di Michele Pizzillo

ALTAMURA - Politico di strada, non per la delega assessorile: manutenzione delle strade cittadine di Verona. Perché Antonio Lella - 60 anni a dicembre prossimo, ma ne dimostra di meno, sottufficiale degli Alpini in pensione, nato ad Altamura e dal 1998 trasferitosi nella città Scaligera ma senza perdere l’inflessione altamurana - l’attività politica la fa per strada, ai mercati rionali, agli incontri serali, dove arriva con il suo gazebo per parlare con tutti, ascoltare lamentele e sollecitare proposte da portare in consiglio comunale. Dove è stato eletto la prima volta nel 2007, nelle liste di An e nel 2012, con 1.125 voti personali, sesto degli eletti, nella lista civica «Tosi sindaco».

E subito nominato assessore, appunto alla manutenzione di strade (960 chilometri) e marciapiedi (1.400 chilometri), ma ad uno che sta in mezzo alla gente, ascolta a parla con tutti, Tosi intelligentemente ha affidato prima di tutto il decentramento, l’Urp e una delega originale, al fairplay «cioè – spiega Lella – a tenere i rapporti con le associazioni che si occupano di sport». Deleghe che evidenziano l’ottimo rapporto di Lella con Tosi.

Allora, chiediamo, non si trova in difficoltà con un sindaco che molti ritengono che abbia poca simpatia per i meridionali e, spesso, lo additano come razzista?

«Tosi non è razzista e non è ostile ai meridionali – risponde Lella -. Esempio sono io, assessore che non ha mai dimenticato le proprie origini. E poi c’è Salvatore Papadia, originario di Minervino di Lecce, anche lui eletto consigliere nella lista del sindaco. Che Tosi sia intransigente quando si tratta di preservare il decoro della città, non lo nego: e, poi, chi non ci tiene a vivere in un posto decoroso? Tant’è vero che oggi Verona, dopo Roma e Venezia, è la città che attira più turisti in Italia, grazie all’intransigenza del sindaco».

Ingiustificati, allora, gli attacchi al sindaco di Guagnano che venerdì 22 premierà il primo cittadino veronese per quello che fa per il vino?

«Sicuramente: non dimentichiamo che Tosi è uno dei sindaci più amati. Poi il riconoscimento è veramente calzante: un centro ad economia vitivinicola che premia chi guida la città che organizza la più importante fiera del vino. Fantastico. Se me lo propongono, io sarei felice di essere a Verona il testimonial del vino e dei prodotti tipici pugliesi. Faccio una proposta. Perché non organizziamo una degustazione di vini della Murgia nella città del vino per antonomasia? Aspetto proposte. Anche per prenotare una location prestigiosa come il palazzo della Gran Guardia».

Questa idea Lella la esterna mentre gustiamo un ottimo sospiro in uno storico caffè situato affianco alla bellissima cattedrale di Altamura, a Ferragosto, in occasione della festa patronale. Ed ecco che entra il sindaco della città murgiana, Mario Stacca, che accenna un fugace saluto. È più che naturale, a questo punto chiedere all’assessore scaligero qualche informazione sui rapporti con gli amministratori locali. «Vengo sempre ad Altamura, ospite di mio fratello, e sono quasi sempre a cena con gli amici di infanzia – dice Lella -, nessuno mi ha mai chiesto di organizzare una qualche manifestazione a Verona per far conoscere i nostri prodotti. E io mi tengo alla larga dalla politica locale. Se l’anno prossimo c’è un candidato sindaco che mi garba, verrò a fare campagna elettorale in suo favore».

Antonio Lella non è il classico emigrato in cerca di fortuna al Nord. Al Nord, destinazione Bolzano, infatti, fu mandato dall’amministrazione militare, dopo servizi svolti a Viterbo, Roma e Perugia. Nel capoluogo altoatesino ha conosciuto la moglie, veronese doc, «così pensai di chiedere il trasferimento a Verona» rammenta Lella. Dove entra in consiglio comunale nel 2007 con 281 voti conquistati con la lista di An che nel 2012, grazie al lavoro fra la gente, diventano 1.125 con lista «Tosi sindaco» e investendo solo 3.500 euro.

Il brillante eloquio e la determinazione di Lella si incrinano solo quando si parla di crisi, che si sente pure a Verona. E così, con il sostegno di Tosi, organizza iniziative per aiutare le persone in difficoltà; e quando parla della separazione dalla moglie e dei due figli, di 31 e 28 anni, ancora in cerca di lavoro. Così, apprendiamo che c’è qualche politico che ha le stesse problematiche della gente comune.

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