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Domenica 19 Novembre 2017 | 13:34

Tutta Monopoli in festa per l’icona della zattera

di EUSTACHIO CAZZORLA
MONOPOLI - Navigatrice, pellegrina e architetta. Questi gli aggettivi che rendono unica la Madonna dei monopolitani.Questa sera la festa che comincia al Porto e finisce in piazza. Dall’acqua alla terra. Dai fuochi d’artificio alle luminarie seguendo un un’unica scia. Quella della Madonna della Madia. Così la chiamano i locali. In realtà si tratta di una Madonna bizantina. Un’odighitria, che in greco significa «colei che guida»
Tutta Monopoli in festa per l’icona della zattera
di Eustachio Cazzorla

MONOPOLI - Navigatrice, pellegrina e architetta. Questi gli aggettivi che rendono unica la Madonna dei monopolitani.Questa sera la festa che comincia al Porto e finisce in piazza. Dall’acqua alla terra. Dai fuochi d’artificio alle luminarie seguendo un un’unica scia. Quella della Madonna della Madia. Così la chiamano i locali.

In realtà si tratta di una Madonna bizantina. Un’odighitria, che in greco significa «colei che guida», colei che indica la giusta via con la sua mano destra, sicura, dritta verso il cielo e il bambino che reca sulla mano sinistra. Il Cristo fanciullo benedice alla maniera degli ortodossi in questa tavola veneratissima, un’icona come dicono i pope greci.

Ma ad attenderla stasera, nella rievocazione storica e per la sagra a mare, c’è il vescovo della diocesi Conversano-Monopoli, Domenico Padovano. Emula le gesta del suo predecessore Romualdo che per primo - nei primi anni del 1100, in periodo crociato - accolse il prezioso quadro che resta esposto tutto l’anno in cattedrale.

Bella e affascinante la storia di questa Madonna che i monopolitani sentono davvero unica. Mancavano le travi per realizzare il tetto dell’allora erigenda cattedrale romanica, come quelle che erano state costruite a Bari, a Conversano, Ruvo, Otranto e in altre località della Puglia. La Madonna ascoltò le preghiere della sua gente e nottetempo, il 16 dicembre del 1117, narra l’Indelli, fece la sua parte. In porto si materializzò una zattera che recava un’icona mariana. Con quei navigati legni venne completato il più grande tempio cittadino e quell’icona è ancora intensamente venerata.

Stasera come allora, per l’appuntamento estivo, in vista della festività di domani, dell’assunzione della beata Vergine, la storia si ripete. Alle 20.30, in Cala Batteria, almeno 25mila persone si riversano in un unico abbraccio di fede e folklore. E quando cala l’oscurità e il mare diventa un tutt’uno col suo cielo, la zattera con la Madonnina appare all’orizzonte pronta a tornare a casa. Ad accoglierla c’è il vescovo Padovano e il rettore della Basilica cattedrale, monsignor Vincenzo Muolo, alla fine del suo mandato trentennale. Per questo c’è maggiore attesa e ci si attende un saluto più caloroso del solito da parte dei fedeli. Presenti anche molti turisti in questo momento di simbiosi collettiva, che va oltre il concetto ordinario di festa patronale.

La Madonna dei miracoli qui viene chiamata della Madia. Il nome che richiama alla mente la spianata dove un tempo veniva impastato a mano il pane, il cibo. La spianata è anche quella della delle travi (31 secondo il Glianes) in parte conservate nel primo altare a destra in cattedrale, mentre le altre sono ancora oltre il soffitto tufaceo dell’attuale chiesa barocca, a sostegno delle capriate.

La Madonna nel suo simbolismo ristora il corpo e lo spirito. Venne detta dagli ispanici, con termine di origine araba, dell’«almadia» che significa la barca, la zattera. Un termine giunto fino a noi per designare la Madonna dei monopolitani che qui fa rima con ferie d’agosto. E per domani, alle 19.30, per le vie cittadine è prevista la solenne processione della statua della Madonna Assunta in argento. E così fra concerti bandistici, fuochi pirotecnici e preghiere tante, la città rinnova il culto antico della «Grande Madre» che qui il mare ha riportato a riva, miracolosamente, per rinnovare una fede antica che la gente di mare sa riconoscere e rispettare, con un segno della croce, un cero acceso, sotto un arco, con un’effigie di quella Madonna misteriosa che le onde, il vento e la sorte, sospinsero su queste rive in cerca di protezione.

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