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Venerdì 24 Novembre 2017 | 19:48

Monopoli, guerra dei lidi approda in Procura

di GIOVANNI LONGO
BARI - Un esproprio contestato e il ruolo di un ex assessore, socio di un lido. Ruota su questi due perni un esposto redatto dal gestore di un lido di Monopoli e adesso al vaglio della Procura. Il nodo degli accessi al mare torna a fare discutere. Concessioni decennali, passaggi pedonali o per le auto non realizzati, ricorsi al Tar. Oltre l’estate è scoppiate la «guerra» tra lidi
Monopoli, guerra dei lidi approda in Procura
di Giovanni Longo

BARI - Il litorale tra Monopoli e Savelletri è una destinazione gettonatissima, non solo per i baresi. Spiagge e lidi, uno più bello e accogliente dell’altro, sono meta di turisti che provengono da tutto il mondo. Buen retiro esclusivo per viaggiatori stranieri ma anche approdo per gente comune. Sotto l’ombrellone, al Capitolo, ce n’è per tutti i gusti.

Tra un bagno nelle acque cristalline di un litorale da favola e una giornata di relax sdraiati al sole, tutto sembra filare liscio, una stagione dopo l’altra. Ma a volte capita che i rapporti tra i gestori delle spiagge non siano sempre di buon vicinato. Frizioni e liti, se non «guerre» tra lidi che possono anche approdare in Tribunale.

Al vaglio del pubblico ministero Eugenia Pontassuglia, per esempio, è finito un esposto presentato dalla società «Porto Giardino spa». Tutto ruota intorno all’esproprio di una piccola strada privata che conduce direttamente alla spiaggia gestita dalla società, deciso dal Comune di Monopoli. Che cosa c’entra la magistratura penale con una vicenda che appare a prima vista di carattere esclusivamente amministrativo?

Nell’esposto si fa riferimento alla mancata realizzazione di un accesso pedonale da parte del camping Le Macchie, due spiagge più in là. La concessione edilizia, che risale al 1980, prevedeva, a fronte del permesso per recintare lo stabilimento (diviso dalla spiaggia gestita da Porto Giardino da un pezzo di spiaggia libera), l’obbligo di lasciare aperto un passaggio a favore della spiaggia libera. Un percorso che, a Sud della concessione, collegasse la strada provinciale al litorale. L’obbligo non viene adempiuto. Il Comune di Monopoli prima avvia una «singolare contrattazione», come la definiscono gli esponenti, con Le Macchie e Lido Coccaro (l’attuale gestore della spiaggia esclusiva non c’entra nulla, sullo sfondo c’è anche un contenzioso tra i proprietari delle due spiagge, ma questa è un’altra storia) per trovare una soluzione concordata e realizzare l’accesso al mare. Poi emette un’ordinanza per costruire a spese di Le Macchie una strada pedonale larga un metro e mezzo. Il provvedimento viene impugnato davanti al Tar e al Consiglio di Stato. I giudici amministrativi danno ragione al Comune. Che però - lamenta Porto Giardino, assistita dal professor Vito Mormando - anziché insistere per chiedere l’ottemperanza, «sposta l’obiettivo», espropriando 459 metri quadrati pur di realizzare un accesso al mare in quella zona. Nell’esposto - e questo è il punto - si adombra anche un potenziale conflitto d’interessi dell’ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Monopoli, Alberto Pasqualone. Suo padre, infatti, era socio della «Camping Le Macchie srl», cui poi è subentrata la «Lido Aurora srl». Tra i soci (la quota è al 25 per cento) c’è Alberto Pasqualone.

«Credo che si stiano confondendo i piani - spiega Alberto Pasqualone che oggi non ricopre più cariche pubbliche -. Non c’è alcun collegamento tra l’obbligo per il Camping Le Macchie di lasciare un passaggio pedonale a favore della spiaggia libera, un lavoro che sarà fatto, e gli espropri decisi non solo nei confronti di Porto Giardino ma anche di altre strutture come Sabbiadoro e Bambù Beach». Un diverso presupposto giuridico impedirebbe, a detta di Pasqualone, di «sovrapporre i due piani». Del resto «gli espropri erano necessari per realizzare passi carrabili larghi sei metri e consentire l’accesso ad ambulanze e forze di polizia. Era un progetto ereditato dalla vecchia amministrazione e per il quale c’era un finanziamento regionale di 800mila euro. Una somma importante grazie alla quale - puntualizza Pasqualone - siamo riusciti a stornare somme inizialmente destinate per i lidi e utilizzate per altri capitoli di spesa del Comune. Avremmo dovuto perdere quei finanziamenti? Non ho nascosto nulla, ritengo di avere fatto fino in fondo il mio dovere di amministratore pubblico».

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