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Sabato 18 Novembre 2017 | 16:40

Mariangela, down «Orgogliosa per il mio 100 e lode» «Vi racconto mia figlia»

di LEO MAGGIO
BARI - «Vorrei lavorare, non sarà facile ma ci voglio provare». La sua voce è timida ma il coraggio non le manca. Mariangela Lerario, vent’anni, ha la sindrome di down ed ha appena concluso gli studi superiori con gli esami di stato presso il liceo linguistico Giulio Cesare di Bari, ottenendo il massimo dei voti. «100 e lode» dice con orgoglio mentre mostra fiera la sua tesi finale sul libero arbitrio delle donne nelle principali letterature europee
IL COMMENTO di Carmela Formicola
Mariangela, down «Orgogliosa per il mio 100 e lode» «Vi racconto mia figlia»
di LEO MAGGIO

BARI - «Vorrei lavorare, non sarà facile ma ci voglio provare». La sua voce è timida ma il coraggio non le manca. Mariangela Lerario, vent’anni, ha la sindrome di down ed ha appena concluso gli studi superiori con gli esami di stato presso il liceo linguistico Giulio Cesare di Bari, ottenendo il massimo dei voti. «100 e lode» dice con orgoglio mentre mostra fiera la sua tesi finale sul libero arbitrio delle donne nelle principali letterature europee.

«Si tratta di un attestato non di un diploma» chiarisce Mariella De Napoli, mamma di Mariangela «mia figlia ha seguito un piano di studi parallelo, studiando senza ansia e nel rispetto dei suoi tempi. La lentezza non è un disvalore» chiarisce.Un contributo fondamentale nel percorso scolastico di Mariangela, viene dall’Aipd, l’associazione italiana persone down, da oltre trent’anni impegnata nella promozione e nell’organizzazione di percorsi di autonomia per ragazzi con la sindrome di down presso la sede operativa di Modugno, in piazza De Nicola.
«L’autonomia vera è capire di volta in volta in che ambiente ci si trova, conoscere le regole ed adeguarsi ad esse – spiega Mariella De Napoli, che è anche presidente dell’associazione - l’inclusione sociale inizia a partire da questo ed è il primo obiettivo dei percorsi di autonomia».

In questo centro diurno, infatti, i ragazzi imparano a sviluppare e consolidare i processi di autonomia attraverso corsi e momenti di confronto suddivisi per gruppi omogenei. Mariangela Lerario, ha iniziato il suo percorso a 12 anni, nella fascia denominata Club dei ragazzi «Ogni anno avevo degli obiettivi da raggiungere - spiega Mariangela Lerario - li scrivevo su di una scheda a forma di stella e alla fine di ogni corso si faceva il bilancio delle competenze acquisite».
A 15 anni, Mariangela ha proseguito il suo percorso di autonomia nell’Agenzia del Tempo Libero. «Abbiamo imparato ad allontanarci da mamma e papà – spiega Mariangela – a muoverci per strada, a prendere i mezzi pubblici, ad organizzare i nostri incontri con gli amici e le vacanze da fare».
Spiega Mariella, sua mamma: «In questo percorso è stato insegnato loro a condividere le scelte, a favorire nei ragazzi con la sindrome di down la capacità di esprimere desideri, volontà e fare progetti insieme».

Con la fine della scuola, quindi, per Mariangela si aprirà la fase del training ed orientamento lavorativo. «Vorrei lavorare – dice Mariangela - non sarà facile ma ci voglio provare ». Ad accompagnarla in questa nuova esperienza ci sarà, prima di tutto, la sua relazione stabile con Nicola, anche lui con sindrome di Down, che lavora stabilmente da otto anni in uno dei McDonald’s della provincia di Bari, grazie al Servizio di Inserimento Lavorativo dell’Aipd. Poi la sua passione per il ballo, gli amici della scuola di danza frequentata a Bari e gli scout del gruppo Agesci di Palo del Colle. E, tra tutti, la sua famiglia, sempre presente, attenta e puntuale nel condividere con lei, scelte e percorso di vita. In oltre trent’anni di attività, l’Aipd ha visto percorrere sulla sua strada oltre 200 ragazzi, due generazioni di persone con la sindrome di down che in questo percorso hanno creduto e che hanno seguito assiduamente.

«Un percorso che ha contribuito fortemente a cambiare l’immagine dei ragazzi con la sindrome di down nella nostra società – dice la De Napoli – perché riescono ad integrarsi nei diversi ambienti e ad adeguarsi ad ogni contesto sociale».
Alla fine del percorso, sono otto i ragazzi che sono riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro. Altri due stanno concludendo il tirocinio formativo mentre altri cinque, insieme a Mariangela, inizieranno tra pochi mesi il training ed orientamento lavorativo. Teoria e pratica svolta insieme ad operatori qualificati, al termine delle quali potrebbero aprirsi per loro le porte del lavoro. Tutto sulla base delle capacità e delle attitudini naturali dei partecipanti e sulla base del bilancio delle competenze acquisite. Sono ancora tanti, però, i ragazzi con la sindrome di Down pronti per lavorare che aspettano la loro occasione. «Le aziende devono osare di più» suggerisce la De Napoli – i ragazzi con la sindrome di Down possono lavorare».

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