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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 14:08

Farmaci scaduti putiferio al «Di Venere» Il dg: «Tutto falso»

di VALENTINO SGARAMELLA
BARI - Farmaci scaduti serviti ai pazienti nei reparti degli ospedali Di Venere di Bari e Fallacara di Triggiano. La notizia choc giunge dall’Unione sindacati professionisti pubblico privato impiego (Usppi). Ma il direttore generale Asl, Domenico Colasanto, a conoscenza della nota, smentisce e si arrabbia. Il primo agosto scorso il direttore sanitario del Di Venere e del Fallacara, dott. Domenico Labbate, ha inviato una nota ai dirigenti delle varie unità operative
Farmaci scaduti putiferio al «Di Venere» Il dg: «Tutto falso»
di VALENTINO SGARAMELLA

BARI - Farmaci scaduti serviti ai pazienti nei reparti degli ospedali Di Venere di Bari e Fallacara di Triggiano. La notizia choc giunge dall’Unione sindacati professionisti pubblico privato impiego (Usppi). Ma il direttore generale Asl, Domenico Colasanto, a conoscenza della nota, smentisce e si arrabbia. Procediamo con ordine. Il primo agosto scorso il direttore sanitario del Di Venere e del Fallacara, dott. Domenico Labbate, invia una nota ai dirigenti delle varie unità operative, ai capi sala dei diversi reparti ed al direttore dell’unità operativa di Farmacia. In essa si legge che «da un’ispezione dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro è emersa la presenza di farmaci scaduti sui carrelli di terapia». A questo fanno seguito delle raccomandazioni: «Si rammenta delle responsabilità delle SS.LL. sulla vigilanza delle scadenze dei farmaci e dei dispositivi medici dei carrelli di terapia, degli armadi farmaceutici, delle cassette di sicurezza, delle casseforti e sulla vigilanza della corretta detenzione del cloruro potassio».

Immediatamente interviene l’Usppi, attraverso il segretario generale Nicola Brescia: «Non è possibile prendersela con i lavoratori che con turni massacranti non riescono a sopperire la forte carenza di personale». E cita i casi del pronto soccorso del Fallacara e del Di Venere, «che non riescono a fare i turni di lavoro; gli stessi infermieri hanno declinato ogni responsabilità se dovessero accadere eventi drammatici».

Magari fosse finita qui. All’ospedale San Paolo «la Chirurgia Generale non ha i bisturi per le piccole operazioni». Anche questa circostanza viene denunciata dall’Usppi la prima decade di luglio. «Ad oggi nulla è stato disposto: è una vergogna».
La situazione sanitaria è quella che desta impressione maggiore nella pubblica opinione. Su questo, la reazione del direttore generale Asl, Colasanto, è indignata. «Non esiste alcun verbale dei carabinieri del Nil, è una notizia falsa», dice subito. Di cosa si tratta lo spiega subito dopo: «Giunse un’in - formazione al direttore sanitario del Di Venere, non sappiamo tramite quali canali; si diceva che potevano esserci sui carrelli farmaci scaduti».

Immediatamente è stata disposta una verifica. «Il dott. Labbate, preso da legittimo scrupolo, ha redatto la nota in possesso della Gazzetta». Invece, spiega il direttore Asl le cose stanno così: «Sono state trovate due fiale del diuretico Lasix che scadevano quello stesso giorno e che potevano essere iniettate senza alcun rischio; se i Nil – afferma Colasanto – avessero stilato un verbale lei capisce bene che putiferio si sarebbe scatenato».
Circa la mancanza del bisturi al San Paolo, Colasanto si indigna: «Ho chiesto al dott. Michele De Mundo di confermare per iscritto quanto affermato nella nota Usppi; nel qual caso, io avrei aperto un provvedimento disciplinare nei confronti della direttrice della farmacia e del direttore sanitario del San Paolo». La nota di De Mundo sarebbe giunta due giorni fa e sarebbe stata già protocollata. «Il dott. De Mundo ha inviato a me ed ai giornali un comunicato di smentita per cui non è assolutamente vero che al San Paolo manca il bisturi».

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