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Domenica 19 Novembre 2017 | 17:09

Lo studio delle fogne affidato a un robot

di ANTONELLA FANIZZI
BARI - L’obiettivo è ambizioso: evitare che dopo le piogge violente la città finisca sott’acqua e che a Pane e pomodoro scattino i divieti di balneazione. Per risolvere il problema degli allagamenti e degli scarichi che si riversano in mare, il Comune è intenzionato ad avviare una collaborazione con il Politecnico. Sarà un robot a stimare la capacità di contenimento della condotta Picone
Lo studio delle fogne affidato a un robot
di ANTONELLA FANIZZI

BARI - L’obiettivo è ambizioso: evitare che dopo le piogge violente la città finisca sott’acqua e che a Pane e pomodoro scattino i divieti di balneazione. Per risolvere il problema degli allagamenti e degli scarichi che si riversano in mare, il Comune è intenzionato ad avviare una collaborazione con il Politecnico. Sarà un robot a stimare la capacità di contenimento della condotta Picone, quella che costeggia la ferrovia, passa sotto l’estramurale Capruzzi e che nella parte finale confluisce nel tronco Matteotti.
«Vogliamo risolvere e al più presto - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso - i disagi che hanno origine dall’intasamento del sistema fognario. Dovremo fare una serie di indagini nel sottosuolo e, insieme all’Acquedotto puglie, avviare gli interventi di pulitura dei tombini».

Un gruppo di progettisti ha ricevuto l’incarico di individuare i punti di criticità: fra questi rientra certamente il collettore Matteotti, le cui paratie si aprono ogni qualvolta la città viene investita da un acquazzone. Il problema comunque va risolto a monte. Il sistema fognario barese è misto perchè in alcuni quartieri c’è la commistione fra le acque reflue e quelle di fogna. La manutenzione della fogna bianca spetta al Comune, quella della fogna nera all’Aqp. Nella città vecchia però i pozzetti sono promiscui, per cui spesso non è chiaro di chi sia la competenza.

«Per questo motivo - continua l’assessore - stiamo pianificando un calendario di azioni da portare avanti di pari passo. L’Acquedotto ha risorse specifiche per tali interventi». Lo scopo finale è congiunto: ridurre il carico idraulico, e cioé la portata della condotta Picone, dove si incontrano le due tipologie di scarichi. Soltanto in questa maniera sarà possibile contenere la furia delle acque e impedire che queste finiscano in mare. Questa estate è già accaduto per ben sei volte, battendo ogni record. Ogni volta che le paratie del collettore Matteotti si aprono, a Pane e pomodoro scattano i divieti di balneazione. Eppure non è tutta colpa del tempo. A fine giugno la rottura di un tubo ha finito per causare gli stessi effetti della pioggia con un’aggravante: oltre all’acqua sporca e maleodorante, sulla riva sono approdati i topi. La questione si trascina ormai da anni. Il progetto del prolungamento del tubo sottomarino procede a rilento. La gara indetta dal Comune, a causa dei ricorsi e dell’esame delle proposte avanzate dalle imprese interessate ad aggiudicarsi l’opera, non è stata ancora appaltata. Eppure lo stanziamento, basato su un contributo regionale, è stato previsto. Il progetto è ricompreso nel Piano triennale delle opere pubbliche. Le paratie del collettore fognario, per una disfunzione che risale agli anni Quaranta, in presenza di piogge abbondanti si sollevano causando il mescolamento della fogna bianca a quella nera. Le acque inquinate arrivano fino al mare. Ma questa del prolungamento è un’altra storia».

Conclude Galasso: «Non ci dovrà più essere il sovraccarico della condotta Picone. La progettazione è in corso e a questa farà seguito un preliminare degli interventi prioritari e di quelli da effettuare con tempi più ampi. Abbiamo la necessità di completare il quadro conoscitivo delle portate, di capire quali tubazioni scaricano nella tubatura Picone. Con l’aiuto degli esperti del Politecnico faremo un’indagine sotterranea avvalendoci di tecnologie avanzate». A causa delle esalazioni, nessuno dei tecnici potrà esplorare il canale. Lo farà un robot.

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