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Venerdì 24 Novembre 2017 | 17:44

Parenti vittime Atr «Il Governo faccia rispettare la sentenza»

BARI – "Abbiamo chiesto al ministro Orlando di farci avere un messaggio o resoconto sullo stato di esecuzione della condanna penale. Ora chiediamo pure al presidente Matteo Renzi che la giustizia italiana sia rispettata e che venga applicata la sentenza emessa dai giudici della Corte di appello di Palermo". Lo scrive in una nota il presidente dell’associazione 'Disastro aereo Capo Gallo 6 agosto 2005'. Nel disastro aereo morirono 16 persone e rimasero feriti 23 passeggeri
Parenti vittime Atr «Il Governo faccia rispettare la sentenza»
BARI – "Abbiamo chiesto al ministro Orlando di farci avere un messaggio o resoconto sullo stato di esecuzione della condanna penale. Ora chiediamo pure al presidente Matteo Renzi che la giustizia italiana sia rispettata e che venga applicata la sentenza emessa dai giudici della Corte di appello di Palermo, perchè solo così potremo onorare la memoria di chi non c'è più e lo stesso Stato italiano potrà riscattarsi dalla condizione di umiliazione in cui rischia di essere posto dallo Stato tunisino". Lo scrive in una nota il presidente dell’associazione 'Disastro aereo Capo Gallo 6 agosto 2005', Rosanna Albergo Baldacci, anticipando quanto riferirà domani nel suo intervento a conclusione della cerimonia per il nono anniversario del disastro dell’Atr72 che si terrà domani sera a Bari a Parco Perotti.

La cerimonia sarà preceduta dalla celebrazione di una messa nella chiesa di san Sabino. Nel disastro dell’aereo della Compagnia tunisina precipitato nel mare della Sicilia morirono 16 persone e rimasero feriti 23 passeggeri. Nel marzo del 2013 la Corte di Cassazione ha sancito definitivamente le responsabilità, condannando a pene detentive, tra 6 anni e otto mesi e 5 anni e otto mesi, sette imputati tunisini (i due piloti, il direttore generale, il direttore tecnico, due responsabili della manutenzione e il meccanico della Tunintair) giudicati responsabili del disastro.

"Il processo si è concluso – ricorda Albergo Baldacci – i responsabili sono stati individuati e condannati in via definitiva ma, a tutt'oggi, nessuno di loro sta scontando la pena. Finora i colpevoli l’hanno fatta franca e continuano la loro vita come se nulla fosse successo. Ci chiediamo a cosa servano tre gradi di giudizio, spese processuali, anni di indagini, perizie, rogatorie internazionali, se poi tutto si traduce in un nulla di fatto sul piano dell’esecuzione penale. Dobbiamo invidiare l’India – conclude il presidente dell’ associazione – o meglio il governo indiano, per come trattiene i due marò italiani non ancora condannati? Noi non ci siamo rassegnati".

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