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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:27

Rapinavano banche nelle Marche arrestati tre baresi

ANCONA – I carabinieri di Ancona hanno arrestato i tre presunti autori della rapina messa a segno, sotto la minaccia di un taglierino, il 6 giugno scorso nella Banca popolare di Puglia e Basilicata in via Martiri della Resistenza ad Ancona. I tre, residenti a Bari, erano stati ripresi dai video di sorveglianza, descritti dai presenti e riconosciuti dai carabinieri di Melfi, Teramo e Bari: sono accusati di aver compiuto altri due colpi a Potenza e a Giulianova
Rapinavano banche nelle Marche arrestati tre baresi
ANCONA – I carabinieri di Ancona hanno arrestato i tre presunti autori della rapina messa a segno, sotto la minaccia di un taglierino, il 6 giugno scorso nella Banca popolare di Puglia e Basilicata in via Martiri della Resistenza ad Ancona. I tre, residenti a Bari, erano stati ripresi dai video di sorveglianza, descritti dai presenti e riconosciuti dai carabinieri di Melfi, Teramo e Bari: sono accusati di aver compiuto altri due colpi a Potenza e a Giulianova.

Gli arrestati sono Michele De Leo, 35 anni, di Bari, Giulio Latorre, 49 anni, di Bari e Michele Migliardi, 35 anni, nato in Belgio ma residente a Bari. Furono loro, secondo le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Ancona, gli autori del blitz alla filiale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata di Ancona da cui si allontanarono con un bottino di 7.945 euro. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Ancona Carlo Cimini su richiesta del pm Mariangela Farneti, ha spiegato il ten. Marco Ruffini, vice comandante della Compagnia, è stata eseguita ieri a Bari: i destinatari erano stati nel frattempo sottoposti ad altre misure restrittive.

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, i tre erano entrati in azione di mattina, a volto scoperto, riuscendo a eludere il metal-detector della banca: De Leo e Latorre si erano messi in fila come normali clienti mentre Migliardi presidiava l’ufficio del direttore di filiale. Poi De Leo aveva intimato ai presenti che era in corso una rapina, aveva spintonato un cliente e scavalcato il bancone della cassa, impossessandosi del denaro. Nel frattempo Migliardi aveva minacciato con un taglierino il direttore. L’azione, alla presenza di 4-5 clienti e di alcuni impiegati, era stata fulminea: i rapinatori erano scappati dalla porta di emergenza posta a lato dell’edificio dopo aver forzato il sistema di allarme anti-incendio. Il reato contestato è rapina aggravata anche per quanto riguarda altri due colpi: uno messo a segno il 23 giugno scorso al Banco di Napoli di Rionero in Vulture (Potenza), l’altro il 26 giugno nella filiale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata a Giulianova (Teramo). I carabinieri avevano rilevato anche le impronte digitali di alcuni degli arrestati, individuandoli però prima dei riscontri, grazie alla sinergia con gli altri Comandi interessati.

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