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Venerdì 24 Novembre 2017 | 21:22

Pd, rottura con Vendola Assist di Lotti per Emiliano Stefàno: una provocazione che avvelena il clima

di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Alta tensione tra Pd e Sel. La rottura romana rischia di produrre contraccolpi anche in periferia. Il sottosegretario Luca Lotti, vicinissimo a Renzi, ha gelato Dario Stefàno, candidato alle primarie del centrosinistra in Puglia con la benedizione di Vendola, e ha espresso stima per Emiliano. I renziani, intanto, si organizzano anche in Puglia attorno al segretario, chiamati a raccolta dal sindaco di Bari, Decaro. E oggi riunione del comitato che organizzerà le primarie
Pd, rottura con Vendola Assist di Lotti per Emiliano Stefàno: una provocazione che avvelena il clima
BEPI MARTELLOTTA
BARI - «Con Sel si chiude qua». Una frase lapidaria, quella pronunciata ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, ma che promette cambi di scenario non solo a Roma, dove si è appena consumato lo strappo sulle riforme tra il partito di Renzi e quello di Nichi Vendola. Chiusa ogni possibilità di negoziato in Parlamento, infatti, il Pd è intenzionato a mettere fortemente in discussione anche le alleanze sul territorio a cominciare proprio dalle prossime regionali in Puglia, dove il governatore e leader di Sel ha deciso di non ricandidarsi affidando la sfida ai gazebo con i Democratici al senatore Sel Dario Stefàno.Da Palazzo Chigi arrivano notizie su un premier fortemente irritato e pronto a tutto pur di non dare concessioni all’alleato Vendola. Al punto che, preoccupato per l’escalation di dichiarazioni, lo stesso Stefàno è corso da Lotti a chiedere chiarimenti. E, purtroppo per Sel, li ha ottenuti. «Gli ho spiegato le nostre motivazioni. Quando diciamo delle cose - scandisce Lotti riferendo dell’incontro con Stefàno - le spieghiamo. Ci accusano di essere incostituzionali, ma ricordo che governiamo con loro in tutta Italia e siamo gli stessi, le stesse persone che agiscono a Roma come a Bari». Insomma, aria di bufera non solo sugli appuntamenti cruciali in Parlamento, ma in tutti gli enti locali dove democratici e vendoliani sono sesuduti sugli stessi banchi.

Quanto a Emiliano, che a questo punto avrebbe degli ostacoli più «indeboliti» sulla sua corsa a governatore, Lotti non si sbilancia: «la segreteria non si è mai schierata sulle scelte nei territori, di lui - chiarisce Lotti posso parlare solo a titolo personale non essendo responsabile enti locali del partito e dico che lo stimo molto». Se non è una benedizione, poco ci manca, al punto che Lotti esclude pure l’ipotesi, circolata nelle scorse settimane e già smentita dal diretto interessato, di una candidatura del manager Vito Pertosa alle primarie per la Regione.

Altrettanta chiarezza sulla «fatwa» che ora cade sulla testa dei vendoliani: «non possono condividere con noi le politiche nelle giunte regionali e poi darci dei “dittatori” a Roma, sbattere i pugni sui banchi e urlare come hanno fatto oggi in Parlamento. Non saranno dieci senatori che si comportano indegnamente - scandisce Lotti - a fermarci e a fermare quello che ci chiede il Paese: il cambiamento».

A Bari, intanto, i renziani doc hanno ripreso a organizzare le truppe. Antonio Decaro, pur impegnato nell’avvio dell’amministrazione comunale, ha ripreso a tessere le file dei renziani della prima ora e nei giorni scorsi ha tenuto una riunione per blindare il partito sulla candidatura di Emiliano. E già oggi si terrà la prima riunione del comitato organizzatore dei gazebo. Per come si stanno mettendo le cose, insomma, la corsa ai gazebo dell’«outsider» del partito, l’assessore regionale Guglielmo Minervini, e quella - sinora solo «minacciata» - della civatiana Elena Gentile, rischiano di risultare più difficili del previsto.

Su Stefàno, e su tutti i possibili candidati che possano quantomeno arginare la corsa in solitario dell’ex sindaco di Bari e ridare un peso alla sua area, dopo la scelta di non ricandidarsi, ci sta puntando anche Vendola. Ma ora che le cose si mettono male a Roma, probabile che molti dei democratici che sinora hanno sempre preferito Nichi in Puglia a quelle «imposte» dal partito, ritornino nelle truppe. «#lottistaisereno - si sfoga su Twitter il governatore - il Pd rompe in tutta Italia alleanze con Sel. La svolta politica più veloce del mondo. La svoltina».

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