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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 06:47

I genitori si separano due fratelli divisi a Bari Il dramma in tribunale

di ISABELLA MASELLI
BARI - Si trascina da tempo in Tribunale e non avrà risposte rapide il dramma di due fratelli di 14 e 12 anni, divisi dai giudici dopo la separazione avvenuta fra i loro genitori. Il più piccolo, disabile al 100 per cento, vive con la madre, il maggiore con il padre in provincia di Bari. La lite giudiziaria è iniziata da almeno cinque anni e si è sempre più complicata fra scambi di querele e liti violente fra gli ex coniugi
I genitori si separano due fratelli divisi a Bari Il dramma in tribunale
di Isabella Maselli

BARI - Due fratelli separati da mesi. I tempi della giustizia che tardano a dare risposte. Due genitori in guerra. La storia di una famiglia distrutta. Come troppo spesso accade. E a pagarne le conseguenze, purtroppo, rischiano di essere i figli, incolpevoli e indifesi. Michele e Fabio (nomi di fantasia) sono due fratelli di 14 e 12 anni. Fabio disabile al 100 per cento dalla nascita. I genitori, lui napoletano di 56 anni, lei barese di 46, stanno definendo la fine della loro famiglia davanti ad un Tribunale. Anzi tre.

Tutto inizia nel 2002. Michele ha due anni quando nasce Fabio. Mamma e papà si accorgono subito che qualcosa non va e ne hanno conferma quando il piccolo, a pochi mesi di vita, ancora non muove le gambe. Iniziano i ricoveri nei reparti di neurologia motoria degli ospedali di Bari, Genova, Roma, Milano e infine Ostuni, dove Fabio è ancora oggi in cura in un centro riabilitativo per bambini in età evolutiva.

I suoi genitori discutono, fino a litigare animatamente, sulle scelte legate alle terapie. Si trasferiscono nel Brindisino nel 2009. I problemi continuano e, anzi, aumentano. Una storia che può essere raccontata con le decine di querele da un lato e dall’altro, procedimenti penali e civili pendenti, e i due figli sempre nel mezzo, ad aspettare che tutto finisca.

Nel 2011 intervengono i servizi sociali con incontri di mediazione familiare e interventi domiciliari di assistenza socio-sanitaria. La situazione precipita fino alla separazione, nel dicembre 2013. Il padre e il figlio 14enne tornano nella loro casa in provincia di Bari su decisione del Tribunale per i minori.

Intanto, dopo le numerose denunce e i ricoveri in ospedale per le presunte lesioni subite, la mamma viene indagata dalla Procura di Brindisi per maltrattamenti (il procedimento è ancora alle indagini preliminari). Il più piccolo, il figlio 12enne disabile, vive ancora con lei in attesa che il tribunale civile di Brindisi si pronunci sulla richiesta di affidamento esclusivo avanzata da entrambi i genitori. L’ultimo provvedimento dei tribunale per i minori, del 31 dicembre scorso, affida il figlio 14enne al padre e dispone incontri settimanali tra i due fratelli. Gli incontri, però, si interrompono a maggio dopo l’ennesimo litigio tra i genitori. A quel punto è lo stesso tribunale, dinanzi al quale pende il procedimento di separazione, a sospendere le visite.

Unica drammatica conseguenza di questa «guerra» tra genitori è la separazione anche dei due fratelli. I minori, oltre alla difficile situazione familiare, da anni raccontano la loro vita, fatta anche di violenza, a giudici e magistrati, ravvivando spesso il dolore di certi ricordi. E torneranno ancora una volta nelle aule dei tribunali brindisini a ottobre. Il giudice vuole sentirli, vuole capire dalle loro parole cosa è meglio per il futuro di questi ragazzi.

Nell’attesa che una sentenza scriva la parola fine a questa lunga e dolorosa vicenda, il padre si è rivolto all’ufficio regionale del Garante per i diritti dei minori. «Abbiamo inviato un richiesta di approfondimento ai servizi territoriali che hanno seguito questo nucleo familiare - ha assicurato il Garante, Rosanna Paparella - chiedendo a consultorio e servizi sociali di fornire informazioni soprattutto sulle condizioni di benessere del figlio disabile (che vive ancora con la mamma, ndr)».

«Quello dei figli contesi - spiega il Garante - è un fenomeno purtroppo molto diffuso. Circa il 30 per cento delle segnalazioni che arrivano al nostro ufficio in un anno riguardano separazioni ad altissima conflittualità». «Quello che noi possiamo fare - dice ancora Paparella - senza sostituirci agli organi giurisdizionali, è affiancare le istituzioni locali nella gestione di questi casi, collaborando con la magistratura quando necessario».

Il fenomeno è in crescita. I conflitti tra i genitori investono i figli, che troppo spesso diventano strumento o armi dei contrasti tra gli ex coniugi. «Manca il lavoro di rete - conclude il Garante - per assicurare prevenzione, sostegno alla genitorialità e attività di mediazione. Ma è una questione che stiamo portando all’attenzione dei Ministeri competenti, dei Tribunali e degli Ordini professionali».

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