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Domenica 19 Novembre 2017 | 11:44

Torna in cella boss Bari condannato per usura

BARI - In cella Giuseppe Mercante, 53 anni, detto 'Pinucc ù drogat', ritenuto a capo dell’omonimo clan del quartiere Libertà: deve scontare una pena residua di 3 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione della condanna definitiva a 4 anni per il reato di usura ai danni di un imprenditore edile di Grumo Appula costretto a pagare interessi del 66% per un prestito di 150mila euro
Torna in cella boss Bari condannato per usura
BARI - La Squadra Mobile della Questura e il Gico (Gruppo investigativo criminalità organizzata) della Guardia di Finanza di Bari hanno arrestato congiuntamente Giuseppe Mercante, 53 anni, detto 'Pinucc ù drogat', ritenuto a capo dell’omonimo clan del quartiere Libertà.

Nei suoi confronti è stato eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica della Corte di Appello del capoluogo pugliese a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di secondo grado che ha sancito la condanna a 4 anni direclusione di Mercante, riconosciuto colpevole del reato di usura ai danni di un imprenditore edile di Grumo Appula.

Il coinvolgimento di Mercante era già emerso nell’ambito dell’indagine, denominata 'Belfagor', condotta dai militari del Gico della Guardia di Finanza di Bari, sfociata nel marzo del 2011 nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti, oltre che del presunto boss, anche si altre quattro persone ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria ed estorsione ai danni di vari imprenditori baresi. 

E’ stato accertato che Mercante, unitamente a Leonardo Fortunato, 64 anni, ed a suo figlio Angelo, 46, entrambi residenti a Bitonto, avevano preteso da un imprenditore edile di Grumo il pagamento di interessi usurari del 66% su base annua a fronte di un finanziamento di 150.000 euro, costringendo la vittima anche ad assumere nella sua società il figlio di uno degli usurai.

Dopo l’arresto Mercante è stato condotto nel carcere Bari dove dovrà scontare la pena residua di 3 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione visto che dai 4 anni di condanna inflitti con la sentenza d’Appello è stato sottratto il periodo di detenzione già scontato nella fase di custodia cautelare.

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