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Domenica 19 Novembre 2017 | 15:23

«Extra» illegittimi ai medici danno da 24 milioni all'Asl Vendola: fatto inquietante Il manager: anomalie e casi sospetti già denunciati alla Regione

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Per Colasanto si profila la procedura disciplinare. Le prestazioni aggiuntive, quelle che dovevano servire ad abbattere le liste d'attesa, hanno prodotto soltanto «una mera integrazione stipendiale» a favore di medici che hanno guadagnato migliaia di euro di compensi extra al mese, senza alcun controllo. Qualcuno, nella Asl di Bari, è riuscito a documentare 23 ore di lavoro in un giorno, facendosi pagare (illegittimamente) persino i riposi non goduti. È con questo giochino, secondo gli ispettori del ministero dell'Economia, che in 5 anni sono stati succhiati non meno di 24 milioni di euro. La Fimmg: accuse generiche. L'opposizione: Nichi venga in consiglio. Il Governatore: uno spaccato di come l’illegalità sia capillarmente diffusa in tutto il sistema
Spese folli all'Asl, sotto tiro rimborsi ai medici di base
«Extra» illegittimi ai medici danno da 24 milioni all'Asl Vendola: fatto inquietante Il manager: anomalie e casi sospetti già denunciati alla Regione
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Le prestazioni aggiuntive, quelle che dovevano servire ad abbattere le liste d'attesa, hanno prodotto soltanto «una mera integrazione stipendiale» a favore di medici che hanno guadagnato migliaia di euro di compensi extra al mese, senza alcun controllo. Qualcuno, nella Asl di Bari, è riuscito a documentare 23 ore di lavoro in un giorno, facendosi pagare (illegittimamente) persino i riposi non goduti. È con questo giochino, secondo gli ispettori del ministero dell'Economia, che in 5 anni sono stati succhiati dalle casse della terza azienda sanitaria d'Italia non meno di 24 milioni di euro.

È uno dei casi, non l'unico, che il ministero ha denunciato alla Corte dei Conti e alla procura, e che potrebbe costare caro al direttore generale Domenico Colasanto. Ieri, dopo che il caso è esploso sulla stampa, il governatore Nichi Vendola ha aperto un procedimento di contestazione disciplinare a carico del manager, invitandolo «a fare altrettanto» nei confronti dei dirigenti apicali dell'azienda che avrebbero dovuto vigilare e non lo hanno fatto.A giovarsi dei mancati controlli, del resto, non sono stati soltanto quei medici strutturati che in alcuni giorni hanno erogato più «prestazioni aggiuntive» e «intra moenia» (pagate a parte) rispetto a quelle incluse nell'orario di lavoro, anche grazie – secondo il ministero – a una contabilità tenuta «in contrasto con le norme in vigore».

I medici di base, oltre a essere riusciti a farsi pagare la rimozione delle suture 12,3 euro «a punto» (la tariffa è ad intervento), hanno messo in atto quella che gli ispettori definiscono «miracolosa moltiplicazione dei pani e dei pesci» anche sulle commissioni Uvm (40 euro a seduta diventati 40 euro a paziente) e sulle medicazioni a domicilio: «Se le ferite o le lesioni da medicare sono sparse in diverse parti del corpo (…), il compenso percepito non è unico, pari a 12,32 o a 6,60 euro a seconda che sia una prima medicazione o una successiva medicazione, ma viene moltiplicato per il numero di medicazioni eseguite sullo stesso paziente e nel medesimo accesso domiciliare».

Un'altra stranezza è stata scoperta sulla riabilitazione domiciliare, per la quale nel 2012 la Asl ha speso 9,1 milioni: 2,7 in più rispetto al tetto di spesa. Nel distretto di Altamura, per esempio, nel 2012 il 62% dei residenti risulta aver ricevuto da parte delle strutture private accreditate un trattamento di norma riservato «a pazienti intrasportabili» e «dietro motivazioni tecniche»: a Bari Est, per esempio, la stessa percentuale è pari al 3%. Siccome è improbabile che ad Altamura ci sia stata un epidemia, secondo il ministero si tratta senza mezzi termini di una truffa ai danni delle casse del servizio sanitario nazionale.

«In tutto questo – attacca il consigliere regionale Gianmarco Surico (Fi), che ha fatto scoppiare il caso rendendo nota l'esistenza della relazione ministeriale – la politica c'entra poco, c'entra molto invece la gestione amministrativa. Se Vendola ne era in conoscenza, il suo intervento è tardivo. Se non lo sapeva, significa che la struttura dell'assessorato non ha messo al corrente la presidenza di un fatto così grave. Ora mi aspetterei che la politica dia una risposta forte, rendendo trasparente l'azione amministrativa e pubblicando la relazione su cui serve un confronto in Consiglio: è paradossale che a fronte di una situazione critica degli ospedali, pubblici e privati, il denaro venga sperperato in questo modo».

La denuncia presentata dagli ispettori ministeriali alla Corte dei Conti riguarda, oltre che i manager, anche i dirigenti della Asl e tutto il personale che potrebbe aver percepito compensi non dovuti. L'effetto della contestazione mossa ieri da Vendola al dg Colasanto potrebbe essere, tra l'altro, l'avvio delle azioni di recupero. Per i soli medici di base il ministero ipotizza compensi non dovuti per 2,5 milioni di euro, ma ci sono decine di altre contestazioni. Un’altra, ad esempio, riguarda la morosità sia da parte dei cittadini che da parte dei privati: la Asl di Bari non è in grado di farsi pagare e, nonostante sia stata già condannata dai giudici contabili per questo, negli ultimi 4 anni ha svalutato crediti per oltre 4 milioni di euro.

LA FIMMG: ACCUSE GENERICHE, AUMENTATE LE PRESTAZIONI
Queste notizie creano un clima di diffidenza e sospetto su professionisti che ogni giorno assicurano con abnegazione ed equità l’assistenza a tutti i cittadini».
A protestare per la vicenda dei rimborsi d’oro è la Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale. «I medici, per contratto regionale, hanno diritto al compenso «per la partecipazione all’UVM», una equipe multi-professionale per i casi sanitari e sociali complessi e, aggiunge, «ogni cittadino ha e deve avere la sua Unità». Se i costi sono aumentati, aggiunge, è per «l’avvio delle procedure per l’erogazione degli assegni di cura, che ha determinato un aumento delle prestazioni. Anzi, «i medici nell’anno in corso hanno accettato di ridurre il compenso del 50%, pur continuando ad effettuare le prestazioni».

Anche sulle rimozioni dei punti di sutura «la generalizzazione del comportamento, così come riportata, è errata e ingenerosa». Per la Fimmg «va sottolineato che la ASL BA, pur avendo avviato una verifica su queste attività, non ha avviato alcuna procedura di contestazione ai medici».

L'OPPOSIZIONE: NICHI ORA VENGA IN CONSIGLIO
È utile rendere conto ai cittadini di come viene utilizzata la tassazione imposta per coprire il deficit della sanità. Vendola si diceva “diverso, eversivo e pericoloso”. A fronte di quello che sta accadendo nella Asl Bari, come dobbiamo intendere questi aggettivi?».
Va all’attacco il capogruppo di FI, Ignazio Zullo, chiedendo che «Vendola venga in Consiglio Regionale per relazionare alla collettività sulla gestione dell’Asl barese».

«Non è possibile - dice Peppino Longo (Udc) - che non ci siano soldi per le postazioni del 118 con la conseguenza di avere turni scoperti o a mezzo servizio; niente fondi per tenere aperti anche di notte i punti di primo intervento nelle località dove la presenza di turisti è maggiore; si tagliano i reparti; si chiudono servizi; si smantellano ospedali ma si permette alla Asl barese di fare il bello ed il cattivo tempo con i soldi pubblici». Quanto ai controlli, «avrebbero dovuto essere più costanti ed effettuati dal governo regionale, non già aspettando che arrivassero da Roma gli ispettori del ministero».

È solo «la punta di un iceberg di una situazione che noi denunciamo da tempo», tuona Antonio Scianaro, consigliere di FI. C’è «una gestione quantomeno allegra della sanità locale» a cominciare dalle gare d’appalto. «C’è bisogno di ripensare a tutta l’organizzazione del settore seguendo una direzione opposta a quella di questa Giunta regionale i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Un fascio di luce si è acceso pure «sul pasticciaccio brutto dell’Ares, l'Agenzia Regionale Sanitaria della Puglia. Promozioni e trasferimenti del personale secondo logiche, per usare un eufemismo, poco chiare» dice Luigi Mazzei, consigliere regionale FI. Alla luce di quanto sta venendo fuori anche nell’Asl di Bari, Mazzei sottolinea che «tali situazioni non possano proseguire nel silenzio» ed è per questo che «ho chiesto l’immediata audizione nella Commissione dell’assessore alle Politiche della Salute e del Direttore dell’Ares».

IL GOVERNATORE: I RILIEVI SONO SPACCATO INQUIETANTE
"I rilievi fatti dal Ministero dell’Economia sulla Asl di Bari sono uno spaccato inquietante": lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola,  parlando oggi a Bari con i giornalisti, a margine di un incontro, dei rilievi ministeriali sollevati sulle prestazioni aggiuntive nella Asl di Bari che sarebbero dovute servire per abbattere le liste di attesa ma che, in realtà, secondo quanto emerge dalla relazione del ministero, hanno prodotto migliaia di euro di compensi extra al mese ai medici, senza alcun controllo.

"Uno spaccato di come l’illegalità sia capillarmente diffusa in tutto il sistema. Ed è – ha aggiunto Vendola – un problema del sistema. Credo onestamente sia giunto il momento in cui l'autocritica la facciano anche i soggetti che operano all’interno del sistema sanitario, dal lato dell’organizzazione professionale e dal lato dell’amministrazione e della gestione”.

“Credo che la politica - ha detto ancora – sia stata lungamente sul banco degli imputati e abbia fatto molto, tentando di liberarsi dalla sindrome di occupazione delle Asl, abbia vissuto un processo di rinnovamento della modalità d’interpretare il rapporto con la sanità. Nelle cose scandalose che s'intravvedono nella relazione del Ministero c'è qualcosa che parla di altro, che non parla della politica, ma di come funziona giorno dopo giorno un ospedale, un circuito di assistenza medica”.

“L'illegalità - ha concluso Vendola – è un sistema: forse è giunto il momento di dire parole di verità che vadano in profondità perchè il bisturi possa incidere in profondità il male".

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