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Venerdì 24 Novembre 2017 | 04:34

Puglia, nomi esterni per il dopo Vendola

di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Il canto del cigno pronunciato da Nichi Vendola all’assemblea di Sel ha riacceso gli animi nelle coalizioni che si preparano a fronteggiarsi prima a suon di primarie e poi, nel 2015, alle urne regionali. E nel toto-nomi già in circolazione, prevalentemente politico, si affacciano nuovi profili e identikit pescati qui e là dalla società civile in entrambi i poli
Puglia, nomi esterni per il dopo Vendola
di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Il canto del cigno pronunciato da Nichi Vendola all’assemblea di Sel ha riacceso gli animi nelle coalizioni che si preparano a fronteggiarsi prima a suon di primarie e poi, nel 2015, alle urne regionali. E nel toto-nomi già in circolazione, prevalentemente politico, si affacciano nuovi profili e identikit pescati qui e là dalla società civile in entrambi i poli.

Il centrodestra si appresta, nella riunione del tavolo di coalizione fissata il 28 luglio, a fissare la data. E quasi certamente intenderà bruciare i tempi per partire in anticipo sul centrosinistra nella campagna elettorale: i gazebo potrebbero tenersi già il 26 ottobre, ultima domenica del mese, la stessa data inizialmente ipotizzata dal Pd e poi, a conclusione dei negoziati con Sel, slittata al 30 novembre. Ma la novità è che il plenipotenziario di FI, Raffaele Fitto, avrebbe dato indicazioni chiare ai suoi: bene i profili «politici» sinora accennati, ma spazio alla società civile. Insomma, non solo apertura dei gazebo al popolo del centrodestra, ma cancelli spalancati alle candidature che arriveranno dal mondo del professioni. Un nome ancora non c’è, ma i profili su cui si sta lavorando potrebbero dare non pochi fili da torcere alle primarie ai politici che si stanno scaldando in panchina: il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli; il presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, spinto dal Ncd e in forte ascesa anche nelle fila dei berlusconiani, qualora dovesse andare in porto a Roma l’accordo Berlusconi-Alfano; il «fittiano» Sergio Silvestris, l’ex europarlamentare rimasto a bocca asciutta alle ultime Europee.

Il ragionamento che si fa nei corridoi del centrodestra non è lontano da quelli che circolano nel centrosinistra. Il Pd pugliese, com’è noto, sta facendo quadrato sulla candidatura di Michele Emiliano, il segretario regionale in trepidante attesa del responso del Csm sulla richiesta di proroga dell’aspettativa dalla Magistratura. I bene informati raccontano che al Quirinale da tempo c’è insofferenza nei confronti di Emiliano, il quale - com’è noto - è ricorso alla nomina di assessore a San Severo pur di non perdere il treno dell’aspettativa. I detrattori interni, dunque, sperano nell’accidenti che i già fragili equilibri col Capo dello Stato, Napolitano, saltino del tutto, inducendo il Csm a non considerare la nomina sufficiente per tenere in piedi la corsa politica. In quel caso, resterebbe campo libero per Elena Gentile: la neo-eletta a Strasburgo starebbe vivendo con insofferenza il suo nuovo mandato e sarebbe tentata da un ritorno in Puglia, forte sia del suffragio ottenuto alle Europee che del pressing che la sinistra Pd (Civati) sta esercitando su di lei. Senza contare la buona reputazione di cui l’ex assessore alla Salute gode anche nell’area Sel. Il partito di Vendola, infatti, non è ancora tutto compatto sul nome di Dario Stefàno, incoronato dal governatore uscente alla candidatura per la successione, e le divisioni interne (socialisti compresi) potrebbero far salire le quote della «pasionaria» del Pd. Ma, come detto, il Pd pugliese - sotto il cui vessillo intende correre anche l’assessore Guglielmo Minervini - non sta facendo i conti con i desiderata del leader nazionale Matteo Renzi.

Il metodo del premier è noto: lasciar giocare a scacchi per un po’ i suoi sui territori e poi, come accaduto con le capilista delle Europee, decidere all’ultimo in beata solitudine. I risultati delle urne (e quel 40,8% di consensi) gli hanno anche dato ragione. Non è da escludere, dunque, che all’ultimo momento (la scadenza per le candidature del centrosinistra è il 30 settembre) decida di sbaragliare il campo con un nome esterno agli accordi politici locali e in barba alla corsa di Emiliano, già «beffato» dalle mancate nomine a ministro, sottosegretario e capolista alle Europee. Il nome ci sarebbe già ed è quello di Vito Pertosa, imprenditore di successo a capo della Mer.Mec e già promotore della prima ora delle «Fabbriche» di Prodi. Il premier, nell’ultima tappa in Puglia, ha visitato le sue aziende e da lì sarebbe partito un forte pressing. Al quale l’ingegnere, come già fatto in passato, per ora oppone resistenza.

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