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Venerdì 24 Novembre 2017 | 00:43

Iniziativa della Gazzetta la Guida del BuonGusto per due regioni di serie A

di GAETANO CAMPIONE
BORGO EGNAZIA - Gli intenditori del buon mangiare non possono perderla. Perché questa mappa enogastronomica di Puglia e Basilicata, presentata ieri nella suggestiva cornice di Borgo Egnatia alla presenza di politici e addetti ai lavori, è una pubblicazione nata per sollecitare tutti e cinque i sensi. Il segreto della “Guida al BuonGusto”, distribuita da oggi nelle edicole con La Gazzetta del Mezzogiorno, è tutta qui
Iniziativa della Gazzetta la Guida del BuonGusto per due regioni di serie A
di Gaetano Campione

BORGO EGNAZIA - Gli intenditori del buon mangiare non possono perderla. Perché questa mappa enogastronomica di Puglia e Basilicata, presentata ieri (conduttrice Nicoletta Virgintino)n ella suggestiva cornice di Borgo Egnatia alla presenza di politici e addetti ai lavori, è una pubblicazione nata per sollecitare tutti e cinque i sensi. Il segreto della “Guida al BuonGusto”, distribuita da oggi nelle edicole con La Gazzetta del Mezzogiorno, è tutta qui. Una mappa del piacere che raccoglie ricette della salute, della tradizione e dell’innovazione - scelte da otto istituti scolastici superiori - a cui abbinare vino e birra. Cibo e cultura, insomma, un connubio vincente. Il cibo, infatti, è cultura, in ogni sua fase. Ogni vera tradizione gastronomica vive di scambi, contaminazioni, incontri. Così il gusto cambia, si affina, si adatta alle esigenze. Senza dimenticare però la tradizione, i cibi poveri dei contadini, ieri una necessità, oggi una risorsa, un’ alternativa di gusto legata al territorio.“La civiltà di un popolo - ha ricordato il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tomaso – si misura dalla cucina. Non è un caso se il pane, l’alimento che ha unito tutto il Mediterraneo, distingueva i barbari dai romani”. De Tomaso ha parlato di “gastrosofia”, la filosofia del gusto legata ai sapori e ai profumi di casa nostra: “E’ compito del nostro giornale difendere e valorizzare il meglio delle produzioni di un territorio”.

Dunque, Puglia e Basilicata da serie A in campo enogastronomico. Lo raccontano i numeri e le esperienze, i successi e le ricette: cinque componenti della nazionale italiana cuochi sono pugliesi. A tavola siamo artisti che aspirano a soddisfare il palato utilizzando prodotti e ingredienti nati nel pieno rispetto della natura, creando capolavori di gusto che raccontano di tradizione e profumano di innovazione.

Spesso questo “tesoretto” è sconosciuto al grande pubblico. La guida, tra l’altro, ha lo scopo di farlo conoscere, mettendo in risalto soprattutto il ruolo determinante rivestito dalla dieta mediterranea. Riconosciuto anche in campo medico. La forza di Puglia e Basilicata? La capillarità del territorio. Non ci sono primogeniture, buoni o cattivi. Il gusto è un patrimonio di cui ovunque si possono trovare testimonianze importanti dai peperoni di Senise alla focaccia barese, passando per le fragole del Metapontino e il primitivo di Manduria. L’augurio è che la pubblicazione sia in grado di riscoprire una rinnovata vitalità, diventando uno dei sistemi più efficaci di marketing territoriale. Non è un caso se la “Guida al Buon gusto” sarà pubblicata anche in inglese, pensando con un pizzico di ambizione ad una vera e propria geopolitica del gusto senza confini.

E’ toccato al direttore generale della Gazzetta del Mezzogiorno, Franco Capparelli, sottolineare l’impegno dell’azienda editoriale: “Un entusiasmo e una passione a difesa del territorio perché le tradizioni e la cultura rappresentano il petrolio delle nostre regioni. Che non si può esportare. Di qui l’importanza di informare e di essere informati”. Il dottor Capparelli ha annunciato un impegno ancora maggiore del quotidiano, nei prossimi mesi, con iniziative a tutto campo anche col supporto del sito internet del giornale. Plauso all’iniziativa dal cavaliere del lavoro Giuseppe Lobuono.

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