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Giovedì 23 Novembre 2017 | 12:22

Dal Tar Lazio via libera a 200 iscritti a Medicina Potrebbero rientrare in 2.000

di LUCA BARILE
BARI - Dal Tar Lazio semaforo verde per altre 200 immatricolazioni a Medicina e il rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio, apre un filo diretto con il ministero, nella speranza che da Roma arrivino notizie rassicuranti. Il preside di Medicina, Paolo Livrea, si sta preparando al peggio, in caso di esiti negativi. In Puglia come in altri atenei italiani, da Napoli a Milano e da Catania a Padova, si cercano soluzioni per reggere l’impatto, prevedibile, che avrà sul prossimo anno accademico l’immatricolazione in sovrannumero
Dal Tar Lazio via libera a 200 iscritti a Medicina Potrebbero rientrare in 2.000
di LUCA BARILE

BARI - Dal Tar Lazio semaforo verde per altre 200 immatricolazioni a Medicina e il rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio, apre un filo diretto con il ministero, nella speranza che da Roma arrivino notizie rassicuranti. Il preside di Medicina, Paolo Livrea, si sta preparando al peggio, in caso di esiti negativi. In Puglia come in altri atenei italiani, da Napoli a Milano e da Catania a Padova, si cercano soluzioni per reggere l’impatto, prevedibile, che avrà sul prossimo anno accademico l’immatricolazione in sovrannumero dei concorrenti esclusi ai test di aprile scorso e che hanno vinto, in sede cautelare, il ricorso al Tar del Lazio. In vista dell’invasione, ben oltre la capienza del numero programmato, si cercano aule in prestito, ma soprattutto si azzardano ipotesi di accesso degli aspiranti camici bianchi alle fasi di addestramento pratico in corsia.

Nel Policlinico barese, sede primaria delle attività didattiche, il rapporto dei posti letto rispetto agli studenti iscritti è già ai limiti del possibile. La speranza dei rettori e dei presidi di facoltà (con la riforma Gelmini si chiamano presidenti delle Scuole di Medicina) è che il ministero ricorra e vinca al Consiglio di Stato.«Siamo in estrema difficoltà – dice il professor Livrea, presidente della Scuola barese. Potremmo trovare degli spazi adatti – aggiunge – ma non possiamo moltiplicare i corsi già esistenti perché non abbiamo docenti né posti letto». Questo vuol dire ricorrere alla videoconferenza. «Con tutti gli inconvenienti del caso – ammette Livrea – perché un conto è il confronto diretto con il professore e un altro conto è seguire la lezione su un maxischermo». Sul piano della sostenibilità economica, nell’ateneo barese non mancano gli immobili vuoti e abbandonati, come il palazzo Ex Enel ristrutturato, a distanza accettabile dal Policlinico, sprovvisto però di aule. Aule che invece ci sono nel palazzo semideserto in via Giulio Petroni, alle spalle dell’hotel Excelsior, pure a due passi dal Policlinico. Oppure come lo student center mai realizzato in zona ex facoltà di Economia, un altro edificio inutilizzato, che non è dotato di spazi per la didattica.

«Con il rettore stiamo valutando possibili soluzioni all’esterno» ammette Livrea. Per non parlare dell’ipotesi di un’eventuale ricorso con esiti simili di qui a qualche mese, in vista del sempre affollato quiz di accesso alle professioni sanitarie, a settembre prossimo. Intanto, proprio ieri sono state pubblicate nuove ordinanze del Tar romano che vanno nella stessa direzione delle prime, depositate venerdì scorso. Finora le decisioni del giudice amministrativo, legate fondamentalmente al dubbio che sia stato violato l’anonimato durante il test, riguardano i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria. «Ma arriveranno presto nuove ordinanze, su Veterinaria e su Architettura» dichiara l’avvocato Michele Bonetti, di Roma, che ha raccolto centinaia di adesioni al ricorso promosso dall’associazione studentesca Udu. Bonetti prevede, a chiusura dei lavori del Tar, circa duemila ricorrenti ammessi in sovrannumero nelle varie università italiane, 700 dei quali solo a Bari. Già ieri con l’ordinanza n. 7839 del Tar del Lazio sono stati ammessi alla facoltà quasi altri 200 candidati in tutt’Italia.

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