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Martedì 21 Novembre 2017 | 18:15

Riammessi a Medicina Università in emergenza Il rettore: dove li metto?

di LUCA BARILE
BARI - L’Università di Bari studia un piano di emergenza. Dopo l’ordinanza del Tar Lazio sulle immatricolazioni in sovrannumero a Medicina e Odontoiatria, l’Ateneo sta cercando eventuali soluzioni in grado di contenere il surplus di studenti in entrata per il prossimo anno accademico. Se le stime dei ricorrenti fossero confermate, in attesa di ulteriori ordinanze del Tar Lazio, il numero totale degli immatricolati in sovrannumero potrebbe arrivare tra le seicento e le settecento unità. Numeri, dice l’Università, non sostenibili
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Riammessi a Medicina Università in emergenza Il rettore: dove li metto?
di Luca Barile

BARI - L’Università di Bari studia un piano di emergenza. A ventiquattr’ore di distanza dall’ordinanza del Tar Lazio sulle immatricolazioni in sovrannumero a Medicina e Odontoiatria, l’Ateneo sta cercando eventuali soluzioni in grado di contenere il surplus di studenti in entrata per il prossimo anno accademico. Con l’ammissione, in fase cautelare, dei ricorsi contro il concorso di ammissione svoltosi lo scorso aprile, già un centinaio di aspiranti camici bianchi ha ottenuto dal giudice amministrativo il via libera ad iscriversi, seppure con riserva, al primo anno. E se le stime dei ricorrenti fossero confermate, in attesa di ulteriori ordinanze del Tar Lazio, il numero totale degli immatricolati in sovrannumero potrebbe arrivare tra le seicento e le settecento unità. Numeri, dice l’Università, non sostenibili con l’attuale dotazione di strutture presso le sedi di formazione dei futuri medici, in primis il Policlinico di Bari.

Il rettore dell’Ateneo, Antonio Uricchio, inizia già a ragionare in termini di aule da reperire, corsi da attivare e, soprattutto, docenti da utilizzare per tutti gli insegnamenti necessari. «Ho già avuto un primo colloquio – dice il rettore - con il presidente della Scuola di Medicina (ex facoltà), il professor Paolo Livrea, il quale è preoccupato circa la capacità di poter reggere un eccessivo sovrannumero di iscritti». L’ordinanza del tribunale amministrativo potrebbe essere impugnata dal ministero per l’Università al Consiglio di Stato, ma in ogni caso è bene tenersi pronti ad ogni eventualità. «Non possiamo restare immobili senza far niente - aggiunge Uricchio - per cui non sarà facile, ma dovremo trovare soluzioni idonee ad accogliere questi studenti».

La decisione del Tar Lazio, in realtà una serie di ordinanze molto simili, è stata depositata due giorni fa sul ricorso presentato da molti studenti che hanno sostenuto il test di accesso a Medicina e ad Odontoiatria ad aprile scorso. Il sistema prevede, com’è noto, un numero programmato di studenti immatricolabili ed ogni anno il numero dei candidati eccede di parecchio i posti a concorso. Uno su dodici, in media, ce la fa.

A Bari è accaduto che qualcuno abbia fatto sparire un plico, di quelli contenenti il materiale utile allo svolgimento di un test e subito partì la caccia alla presunta truffa organizzata. Fu aperta un’indagine della Procura, tutt’ora in corso e subito partì la mobilitazione dell’Udu, unione degli universitari, che è un’associazione studentesca presente in alcuni atenei italiani.

Anche a Bari parecchi studenti esclusi dalle graduatorie di Medicina hanno aderito all’iniziativa dell’Udu, che contesta il sistema del numero programmato, partecipando al mega ricorso al Tar del Lazio. Il tribunale amministrativo romano, infatti, è competente su tutti i test di Medicina e di Odontoiatria in Italia, essendo il concorso unico a livello nazionale e con una sola graduatoria finale. I ricorrenti, assistiti da un avvocato romano, Michele Bonetti, sostengono (per via del plico sparito ma anche di altre circostanze) che nello svolgimento della prova non sia stato garantito l’anonimato di ogni partecipante.

I ricorrenti vengono ammessi all’iscrizione con riserva, in attesa cioè della decisione del Tar nel merito, a maggio prossimo. Bonetti e l’Udu sono fiduciosi che verrà confermata l’ammissione. Ma in caso contrario che destino attende gli immatricolati in sovrannumero? «Per quanto ci riguarda - spiega Uricchio - saremmo disponibili a concedere il passaggio in altri corsi di laurea ad iscrizione libera».

Per ora, le ordinanze del Tar Lazio riguardano un centinaio di studenti, ma sono attesi a breve altri provvedimenti.

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