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Sabato 18 Novembre 2017 | 07:29

Promozioni e trasferimenti i pasticci dell’Agenzia sanitaria della Puglia

BARI - A cosa serve una dirigente infermiere nell’Ares, che è sì un’azienda sanitaria ma non ha posti letto e si occupa di questioni amministrative? E come mai un funzionario a tempo indeterminato viene promosso dirigente, in quanto «indispensabile», e poi viene trasferito alla Regione? Sono due delle tante vicende che riguardano l’Agenzia regionale della sanità, un caso di cui la «Gazzetta» si è già occupata
Promozioni e trasferimenti i pasticci dell’Agenzia sanitaria della Puglia
BARI - A cosa serve una dirigente infermiere nell’Ares, che è sì un’azienda sanitaria ma non ha posti letto e si occupa di questioni amministrative? E come mai un funzionario a tempo indeterminato viene promosso dirigente, in quanto «indispensabile», e poi viene trasferito alla Regione? Sono due delle tante vicende che riguardano l’Agenzia regionale della sanità, un caso di cui la «Gazzetta» si è già occupata. Basta leggere i documenti per rendersi conto che si si è trasformata in un carrozzone: una agenzia di ri-collocamento e di favori reciproci tra Asl.Il caso dell’infermiera-dirigente è senz’altro il più curioso. Risale al settembre 2011, quando Girolama De Gennaro, proveniente dalla Asl di Bari, viene nominata dirigente delle professioni sanitarie. Praticamente, diventa capo delle infermiere. Solo che all’Ares di infermiere non ce n’è nemmeno uno, mentre alla Asl di Bari, che ne ha qualche migliaio, i dirigenti delle professioni sanitarie sono appena due. L’incarico della De Gennaro viene prorogato altre due volte, ed è sempre lì: ci rimarrà almeno fino a settembre.

E siccome all’Ares le infermiere devono piacere proprio tanto, l’agenzia si è presa anche due caposala. L’incarico di caposala, secondo il contratto, è collegato alla funzione svolta sullo specifico posto di lavoro: in caso di trasferimento, di norma, si perde. Eppure a luglio 2011 l’Ares fa trasferire in comando dalla Asl Bat due infermiere, Sabina Borraccino e Francesca Bruno, permettendo loro di conservare anche la funzione di coordinamento: di quale ambulatorio, non si sa visto che all’Ares ci sono soltanto telefoni, pc e scrivanie. Una delle due, a marzo 2012, parteciperà anche al congresso dell’Ipasvi. Naturalmente a spese dell’agenzia.

Sul tema dei dirigenti se ne possono raccontare diverse. Nel 2009 il dottor Benny Pacifico vince un avviso pubblico a tempo determinato per funzionario di categoria D, e viene stabilizzato ad aprile 2011. Già prima, a gennaio 2010, aveva ricevuto le mansioni dirigenziali come responsabile amministrativo: ora è stato trasferito alla Regione, come dirigente, ma il passaggio in Ares gli è evidentemente servito per «conquistare» la qualifica, per la quale di norma servirebbe un concorso. Nel frattempo, l’incarico di dirigente del servizio Personale era stato affidato a Grazia Rubino, una dipendente chiamata in comando della Asl di Bari dove non aveva i requisiti per il passaggio di categoria. Ma in Ares, evidentemente, tutto è possibile: basta richiamarsi a «motivi di urgenza», e ad aprile 2011 la signora (che era assunta come «B») diventa dirigente. Subito dopo, ad agosto, la Asl di Bari la richiede indietro in comando, naturalmente come dirigente: ma il trasferimento dura poco, forse per via di certe lettere anonime.

L’Ares ha fatto diventare dirigente anche Mario Lembo, funzionario dell’Arpa, che viene trasferito a gennaio 2011. Gli viene affidato (con la firma della signora Rubino) l’incarico di dirigente del progetto Pht, ovvero la distribuzione regionale dei farmaci, servizio che spetta alla Asl Bari e che l’Ares dovrebbe gestire temporaneamente fino a fine 2011. Ma invece si va avanti di proroga in proroga.

Tutte le persone citate, se non lo hanno già fatto, potrebbero intentare causa. Anche su questo, all’Ares sono laici: fanno transazioni. È accaduto a gennaio del 2011, quando un collaboratore ha fatto vertenza chiedendo l’assunzione e un risarcimento da 200.000 euro. Di norma la pubblica amministrazione attende almeno il primo grado, ma l’Ares è stata buona: ha tirato fuori, senza fiatare, 100.000 euro. In Regione ieri sera giuravano di non saperne niente.

m.s.
 

Dal dirigente della Regione Puglia, Benny Pacifico, riceviamo la seguente lettera, che pubblichiamo.

Gentile Direttore, le scrivo in riferimento all’articolo dal titolo «I pasticci dell’Agenzia sanitaria tra promozioni e trasferimenti» che per quanto mi riguarda, riporta informazioni non corrette.

Il mio percorso lavorativo in Ares e quello in Regione non sono correlati come invece afferma l’estensore dell’articolo. Infatti nel 2007, prima dell’incarico in Ares, ho partecipato, insieme a qualche migliaio di persone, al concorso in Regione per dirigenti che ho superato nel 2009, risultando idoneo.

Nel giugno 2012, sono stato assunto in Regione per scorrimento della graduatoria insieme ad altre decine di colleghi. I relativi atti sono pubblici.

Risponde Massimiliano Scagliarini

Mi spiace molto che il dottor Pacifico si ritenga diffamato. L'articolo non mette in dubbio né le sue capacità professionali né il suo valore, ma racconta di politiche di gestione del personale sistematicamente basate su incarichi temporanei, interim e «mansioni superiori»: il fatto che lui abbia parallelamente vinto il concorso in Regione, quindi, nulla cambia rispetto a ciò che è avvenuto in Ares e che lui stesso conferma. Chi volesse approfondire può ad esempio consultare sul sito dell'Ares le delibere 139/2011, 18/2012, 23/2012, 49/2012 e farsi la propria opinione.

m.s.

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