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Martedì 21 Novembre 2017 | 22:15

Investimento da 100 milioni L'accusa: «Ci frenano» «Dicono cose inventate»

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Un gigantesco investimento da 100 milioni di euro, un parco acquatico che doveva essere inaugurato questa estate e poi un teatro da 3mila posti, una piscina semiolimpionica, un albergo, un centro residence e 300 assunzioni. Sembra un sogno ad occhi aperti quello sventagliato da Filod’acqua, il gruppo che fa capo all’imprenditore Domenico Fiano, già candidato sindaco alle ultime comunali a Foggia (1% di preferenze). Che oera accusa l'Asi di ritardi burocratici. Ma il Consorzio industriale smentisce e respinge al mittente le accuse: loro hanno fatto perdere le tracce
Investimento da 100 milioni L'accusa: «Ci frenano» «Dicono cose inventate»
MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Un gigantesco investimento da 100 milioni di euro, un parco acquatico che doveva essere inaugurato questa estate e poi un teatro da 3mila posti, una piscina semiolimpionica, un albergo, un centro residence. Sembra un sogno ad occhi aperti quello sventagliato da Filod’acqua, il gruppo che fa capo all’imprenditore Domenico Fiano, già candidato sindaco alle ultime comunali a Foggia (1% di preferenze). E in effetti un sogno ancora lo è se si pensa che di questi tempi è più facile trovare qualcuno che regali soldi per strada piuttosto che imprenditori - a decine poi e pure in gran parte foggiani - decisi a imbarcarsi in un progetto a nove zeri.

Ma la vicenda, almeno per come la raccontano i protagonisti, presenta tratti ancor più incredibili se chi dovrebbe autorizzare tutto ciò inspiegabilmente frena. Chi sono questi marziani con in tasca 100 milioni di euro di «fondi propri», e chi osa fermarli?

«Tutta colpa dell’Asi», la sentenza senza appello di Fiano pronunciata in una conferenza stampa convocata per l’occasione. «Il consorzio industriale – sbotta – trova mille pretesti per non rilasciarci le documentazioni che noi dobbiamo mostrare ai soci, altrimenti non tireranno fuori un quattrino». Fiano dice che questa storia dell’Asi che blocca «va avanti da gennaio», da quando cioè il suolo di 18 ettari alle porte di Ascoli Satriano opzionato per l’investimento è stato trasferito dal Comune al consorzio. «La prima cosa che ha fatto l’Asi è stato applicare il diritto di superficie, 1,54 euro a metro quadro che fanno 153mila euro tondi tondi a nostro carico. Non stiamo lì a discutere anche se il Comune di Ascoli ce lo avrebbe fatto gratis. Abbiamo allora chiesto la bozza di convenzione all’Asi finora sempre rifiutata con i pretesti più assurdi: l’ultimo, appena qualche giorno fa, davanti al sindaco Danaro, il direttore dell’Asi Marseglia ha ammesso di essersela dimenticata».

Cosa c’è sotto? Tuona Fiano che poi ammette come l’Asi in realtà abbia «condiviso il progetto, consapevole – sottolinea – della sua capacità di attrazione di nuove imprese nell’area. Perciò non riusciamo a capire il perché di questa frenata».

L’area prescelta è una sottospecie del Contratto d’area di Manfredonia, nata con i fondi residui della grande illusione in riva al Golfo. Il patto territoriale di Ascoli-Candela doveva avere 14 nuove imprese, ma ne entrarono in funzione appena la metà e ancor meno sono quelle rimaste. Oggi il patto è ormai è andato, ma la zona resta appetibile perché al centro dello svincolo di Candela crocevia per l’A16 e l’A14. «Un luogo ideale per investire – dice Fiano – abbiamo fretta di partire, ma siamo già in ritardo di un anno». Filodacqua oggi conta nove soci fondatori e altri 23 acquisiti, tra questi anche la società New Dieresis di Castelnuovo del Garda (Verona) specializzata in parchi acquatici e il gruppo foggiano Cocco (hotellerie). Tra i vertici del gruppo l‘avvocato Vincenzo Rocco, presente all’incontro e una vecchia conoscenza della politica foggiana, Oronzo Orlando, commercialista, ex assessore e consigliere comunale (giunta Agostinacchio) il cui nome è legato alla compagnia aerea Federico II.

«I nostri soci – ragguaglia Fiano – hanno rilevato una quota da 100mila euro, qualcuno ne ha due ma oltre non si può andare. Abbiamo altri che vogliono entrare, arriveremo a 45 soci in poco tempo. Questo progetto ha già scatenato un mare di aspettative: 300 persone già selezionate che verranno a lavorare con noi, ci chiedono continuamente quando si comincia. Vuol dire che se l’Asi tentennerà ancora li inviteremo a recarsi da loro, noi invece andremo in Procura: l’ente pubblico dovrebbe rispondere in trenta giorni, è questa l’efficienza della pubblica amministrazione?».

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