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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 23:18

Rifiuti, indagine per truffa su discarica di Conversano

BARI – Truffa aggravata ai danni della Regione Puglia è l’ipotesi di reato su cui indaga la Procura di Bari in un’inchiesta stralcio relativa alla discarica di Conversano. Agli atti del procedimento penale che è ormai in fase di udienza preliminare (la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone e due società) c'è infatti un provvedimento di stralcio per ulteriori accertamenti
Rifiuti, indagine per truffa su discarica di Conversano
BARI – Truffa aggravata ai danni della Regione Puglia è l’ipotesi di reato su cui indaga la Procura di Bari in un’inchiesta stralcio relativa alla discarica di Conversano. Agli atti del procedimento penale che è ormai in fase di udienza preliminare (la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone e due società) c'è infatti un provvedimento di stralcio per ulteriori accertamenti.

Il fascicolo, aperto dal pm Baldo Pisani, riguarda presunte irregolarità nella gestione dell’impianto. La Procura starebbe concentrando le verifiche anche sulla questione relativa all’incremento delle tariffe per il conferimento dei rifiuti. Su questo secondo filone, ancora in fase di indagine, gli inquirenti mantengono al momento il massimo riserbo.  E' invece chiusa da mesi l’inchiesta sul presunto disastro ambientale causato dalla discarica, sotto sequestro da oltre un anno. In udienza preliminare saranno chiamati a rispondere a vario titolo dei reati di falso ideologico, omissione di atti di ufficio, frode in pubbliche forniture, gestione di rifiuti non autorizzata e disastro ambientale i titolari della società 'Lombardi Ecologica Srl' proprietaria della discarica di contrada Martucci, tecnici e componenti della commissione di collaudo regionale che avrebbero omesso i controlli, oltre alla società 'Progetto gestione bacino Bari 5', gestore dell’impianto.

Secondo la ricostruzione della magistratura inquirente, la vasca che per anni ha raccolto i rifiuti (alcuni anche pericolosi e non autorizzati) non sarebbe stata costruita secondo il progetto e le norme di legge, provocando l'infiltrazione del percolato nel sottosuolo e inquinando così la falda e i terreni agricoli circostanti.

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