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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 23:12

Triplice omicidio a Bari rischio scarcerazione per uno degli imputati

BARI – La Procura di Bari ha 52 giorni per notificare l’avviso di chiusura indagini e la successiva richiesta di rinvio a giudizio al pregiudicato Michele Lanave, coinvolto nel procedimento su un triplice omicidio (foto) avvenuto del quartiere San Paolo di Bari nel 2013. Nell’udienza preliminare una eccezione preliminare ha infatti costretto il giudice a stralciare la posizione di Lanave perché l’imputato non ha ricevuto gli atti. Il rischio è che i tempi per le notifiche si protraggano oltre il 5 settembre, data in cui scadranno i termini di custodia cautelare preventiva, consentendo all’indagato di tornare in libertà
Triplice omicidio a Bari rischio scarcerazione per uno degli imputati
BARI – La Procura di Bari ha 52 giorni per notificare l’avviso di chiusura indagini e la successiva richiesta di rinvio a giudizio al pregiudicato Michele Lanave, coinvolto nel procedimento su un triplice omicidio avvenuto del quartiere San Paolo di Bari nel 2013. Nell’udienza preliminare iniziata questa mattina dinanzi al gup Sergio Di Paola, una eccezione preliminare ha infatti costretto il giudice a stralciare la posizione di Lanave perchè l’imputato non ha ricevuto gli atti inviati dalla magistratura barese nei mesi scorsi. Il rischio è che i tempi per le notifiche si protraggano oltre il 5 settembre, data in cui scadranno i termini di custodia cautelare preventiva, consentendo all’indagato di tornare in libertà.

Lanave è detenuto in carcere dal 5 settembre 2013 insieme con gli altri sette imputati nel procedimento (soltanto uno di loro, il 27enne Giuseppe Ranieri, accusato di favoreggiamento, fu scarcerato dopo tre mesi). L’udienza preliminare proseguirà il 19 settembre per gli altri, accusati a vario titolo di omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto di armi da guerra e favoreggiamento. Nei confronti di due di loro, Nicola Fumai e Antonio Moretti, il pm della Dda Ciro Angelillis ha contestato la nuova aggravante prevista dal codice antimafia per coloro che commettono alcuni tipi di reati (come in questo caso, omicidio e detenzione di armi da guerra) durante la sorveglianza speciale o entro tre anni dalla esecuzione della pena.

Nel procedimento sono contestati il triplice omicidio del 19 maggio 2013 in cui furono uccisi a colpi di kalashnikov Vitantonio Fiore, figlio del boss del quartiere San Pasquale di Bari, Antonio Romito e Claudio Fanelli e altri due episodi di sangue precedenti, l'omicidio del boss Giacomo Caracciolese del 5 aprile e il tentato omicidio del pregiudicato Domenico Cantalice del 17 maggio. Rischiano il processo, oltre ai citati Michele Lanave, Nicola Fumai, Antonio Moretti e Giuseppe Ranieri, i pregiudicati Vito e Luigi Milloni, Vito De Tullio e Donato Cassano.

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