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Martedì 21 Novembre 2017 | 16:55

L’impatto meteo neurolinguistico del col. Laricchia

di ALBERTO SELVAGGI
Ombrello al seguito, Porte di Carcasson, ventate di Scirocco. L’impatto di Laricchia sulla società. Un tema parafrasato dal titolo del saggio di un filosofo e matematico del Galles. L’influenza del colonnello meteo Vitantonio, volto di Joker gratinato in estate come una cozza, sulle opinioni, sull’organizzazione sociale entro la tessitura delle abitudini, nel lessico, soprattutto, che si fa appartenenza collettiva
L’impatto meteo neurolinguistico del col. Laricchia
di ALBERTO SELVAGGI

Ombrello al seguito, Porte di Carcasson, ventate di Scirocco. L’impatto di Laricchia sulla società. Un tema parafrasato dal titolo del saggio di un filosofo e matematico del Galles. L’influenza del colonnello meteo Vitantonio, volto di Joker gratinato in estate come una cozza, sulle opinioni, sull’organizzazione sociale entro la tessitura delle abitudini, nel rapporto con l’ambiente, nel senso di controllo sulle cose, sulla filosofia quotidiana che si determina da sola. Nel lessico, soprattutto, che si fa appartenenza collettiva nella programmazione linguistica inconscia. E che Bertrand Russell dall’aldilà ci perdoni.

Da un po’ il propalatore della dimensione esistenziale meteorologica si è vaporizzato in ombra. Lo vedono soltanto quelli che incocciano nei suoi Ray-Ban, nel suo naso aquiliforme, nel sorrisone disegnato come il fumetto di una dentatura, nel casco nero nuvola di pioggia mentre romba per Bari con lo scooterone Yamaha 125 vagamente polveroso. O quelli che avvistano la sua figura aeronautica, sempre aitante, costi quel che costi: «Colonnello, che fine ha fatto?, d ov ’è finito il venerdì?, ha una pagina Facebook dove possiamo seguire le previsioni?», urla un tipo da una Fiat scalcagnata nell’attesa del verde lungo via Dante verso corso Cavour. L’appuntamento mattiniero «Buongiorno Regione» del TgR Puglia è sospeso dal 20 giugno, riprenderà in settembre al solito: punte record del 12% di share, secondo in classifica nella nazione. Lo spazio del venerdì con le previsioni per la fine settimana è attualmente vacante del Joker: Laricchia, con tutti i titoli di cui si giova, da Col. a Consulent., da Espert. a Resp., Consigl. Prefettur. e chi più ne ha ne ponga, sguazza in vacanza sulla Marina di Ostuni, tartassato da telespettatori a mollo o, via cellulare, da amici e amici di costoro che lo interrogano sulle «previsioni a media scadenza perché dovremmo andare fuori».

Tuttavia la gens barese, come quella di Taranto, Brindisi, Lecce e Foggia, non è più quella che fu dacché Vitantonio, stelletta dell’Aeronautica che è la venerazione sua, comparve nel 2008 sulla Rai pugliese, attualmente rivitalizzata dal caporedattore Attilio Romita Mezzobusto (è il suo secondo cognome) con speaker giovani. Quando esci di casa e guardi su, se il cielo è fosco, non pensi più «tempo di m… vaf …»: ti divarica la mente barbabianca Giove pluvio.
Il «weekend» è decaduto nella comunicazione, e se non espettori un pleonastico «fine settimana prossimo venturo» vieni denunciato subito. Tieni ormai una cartina dei venti incardinata nella fronte, le bandierine del Circolo Barion si dibattono nell’Amico Maestrale, che potrebbe essere un ex compagno di scuola, il quale «nasce, pasce e muore». Niente niente in barca al largo ti ritrovi nel mezzo di una «cavalcata meteorologica», e in spiaggia guardi non più le belle pupe o i pupi tosti bensì «lo scenario meteorologico che si va disegnando in questi giorni».

Tieni a mente aforismi laricchiani scippati a Socrate, Sofocle, Dante, Dumas, Tagore, Hugo, e perfino a Jim Morrison. Non ti riconosci più: sei in «allerta meteo» durante l’insonnia, e di aver contratto l’Aids non ti impipa più. Inanelli sentenze clima-latinorum alla Vitantonio anche dove non ci vogliono, perciò agli esami non hai ricevuto la lode. Laricchia è in te con la facciozza sua, ti parla neurolinguisticamente e non puoi farci nulla: tempo instabile fino a martedì, poi bel periodo nel mese di luglio, perturbazione in arrivo dal mare di Alboren, Grecale in arrivo (chi è, cugino tuo?), brusco abbassamento della temperatura, probabile pioggia rossa da Tunisia e Algeria nascosta dalle nubi, anticiclone delle Azzorre… Basta, no, no! Se ascolti la radio ti si insinua nei padiglioni una delle meteo-canzoni che il colonnello fa intonare durante le sue conferenze spiritose quali «Con la testa fra… le nuvole!» che sta portando a zonzo.

Se schiatti di caldo non pronunci più «maledizione» ma «il nostro favonio» nell’espirazione agonica. Ci sono «Eolo, titano del vento che stappa l’otre di cuoio», Auril che ti romperà i maroni cogli «occhi di gelo e i capelli neri lunghi nelle brezze fredde che si approssimano». Con i cittadini in fuga condividi «gite fuoriporta», mica vai più «a mare a Torre a Mare» o «in una masseria agriturismo vicino a Turi». È il laricchismo che s’è assiso sul trono delle nostre memorie e ci sta cambiando come la scoperta della penicillina, la tivù commerciale, i cellulari e i social network. Grande Fratello di tutti i meteo prossimi venturi.

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