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Sabato 18 Novembre 2017 | 05:37

Regione, pronta legge per prestito di 200 mln a Aqp e Aeroporti Puglia

BARI - Acquedotto Pugliese otterrà 200 milioni di euro, Aeroporti di Puglia invece 50: la Regione farà da banca alle sue controllate più importanti, utilizzando il «tesoretto» (l’avanzo di amministrazione, superiore a 2,1 miliardi di euro) per garantire investimenti in infrastrutture. Saranno però necessarie delle norme ad hoc: il disegno di legge, firmato dall’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Giannini, passa ora all’esame delle Commissioni consiliari e dovrebbe essere esaminato dall’Aula martedì 29 in parallelo con la manovra di assestamento del bilancio
Regione, pronta legge per prestito di 200 mln a Aqp e Aeroporti Puglia
BARI - Acquedotto Pugliese otterrà 200 milioni di euro, Aeroporti di Puglia invece 50: la Regione farà da banca alle sue controllate più importanti, utilizzando il «tesoretto» (l’avanzo di amministrazione, superiore a 2,1 miliardi di euro) per garantire investimenti in infrastrutture. Saranno però necessarie delle norme ad hoc: il disegno di legge, firmato dall’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Giannini, passa ora all’esame delle Commissioni consiliari e dovrebbe essere esaminato dall’Aula martedì 29 in parallelo con la manovra di assestamento del bilancio.

L’anticipazione finanziaria, prevista dal codice civile, è uno dei pochi casi che sfuggono al Patto di stabilità: la legge 122/2010 permette però di effettuarla soltanto in pochi casi, tra cui figura la realizzazione di investimenti. È un’operazione che alla Regione conviene due volte. Primo, per motivi politici, perché supporta la battaglia che il governatore Nichi Vendola sta conducendo da mesi contro i vincoli alla spesa pubblica: si iniettano nel ciclo economico risorse che normalmente non potrebbero essere spese. Secondo motivo, perché l’anticipazione deve avvenire a titolo oneroso: le due società controllate restituiranno i soldi (entro il 2020 Aqp, entro il 2018 AdP) con un interesse pari al tasso debitore applicato dalla tesoreria regionale per le anticipazioni di liquidità maggiorato dell’Euribor. È un tasso molto più basso rispetto alle condizioni di mercato (siamo a meno del 2%), ma equivalente a quello correntemente applicato dalla Bei (Banca europea per gli investimenti) nelle operazioni con enti pubblici.

I 200 milioni anticipati ad Aqp, come ormai noto, serviranno colmare lo squilibrio di cassa esistente nel piano di investimenti per gli anni 2014-2018, quello che copre il periodo fino alla scadenza della concessione per gestire il servizio idrico integrato. Grazie a quei 200 milioni, l’Autorità idrica pugliese ha potuto applicare per il 2014 e il 2015 un aumento tariffario pari al 6,5%, meno di quanto sarebbe stato necessario se Aqp avesse dovuto finanziare gli interventi previsti attraverso le bollette dei cittadini. I soldi dovranno essere restituiti entro il 2020, sia che la gestione resti ad Aqp sia che passi ad un altro soggetto: in quest’ultimo caso, il nuovo gestore oltre all’«avviamento» (535 milioni) dovrà versare anche le rate residue del finanziamento.

Per quanto riguarda Aeroporti di Puglia, fino al 2018 il piano investimenti prevede opere per 99 milioni, interamente coperti da finanziamenti regionali e comunitari. Tuttavia Adp ha segnalato «un fabbisogno temporaneo di liquidità» pari a 50,25 milioni. Detto in altri termini, avendo saturato i propri fidi bancari, metà delle opere previste potranno essere attivate soltanto «quando verrà reso disponibile il finanziamento pubblico»: i soldi anticipati dalla Regione, dunque, permetteranno di sopperire alla «lentezza del ciclo di finanziamento» che l’amministratore della società, Giuseppe Acierno, ha segnalato nella relazione all’ultimo bilancio. I 50 milioni dovrebbero essere utilizzati in particolare per gli appalti che riguardano lo scalo di Grottaglie.

Gli uffici della Ragioneria in questi giorni stanno ultimando l’articolato dell’assestamento di bilancio. Il testo dovrebbe essere licenziato dalla giunta nella seduta di martedì prossimo, insieme al provvedimento che riassegna tra gli assessorati le disponibilità di spesa residue in base al Patto di stabilità. [m.s.]

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