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Giovedì 23 Novembre 2017 | 14:17

A Bari si mangia senza controllare

di ALESSANDRA MONTEMURRO
BARI - Solo l’8% dei cittadini del capoluogo legge «sempre» l’etichettatura degli alimenti all’atto dell’acquisto. L'indagine è stata realizzata somministrando un questionario appositamente predisposto a un campione di circa 5mila soggetti (46% maschi, 54% donne) scelti su tutto il territorio comunale e con una età media di 42 anni
A Bari si mangia senza controllare
di ALESSANDRA MONTEMURRO

BARI - Mangiare non significa solo nutrirsi. Anzi. Sedersi a tavola è un modo per scambiarsi informazioni e trascorrere momenti di relax. Il cibo stesso è considerato un piacere che va condiviso. Se a questo aggiungiamo che la cucina italiana è considerata una tra le migliori al mondo, ben si può immaginare quanto agli italiani piaccia passare qualche ora del proprio tempo a tavola. Ma c'è un ma. Globalizzazione, sofisticazioni e adulterazioni, fast food e take away, insieme alle trasformazioni industriali e sociali, stanno mettendo a dura prova la classica dieta mediterranea, determinando radicali cambiamenti nelle abitudini alimentari dei cittadini dell’Unione europea, italiani inclusi.

A tal proposito l’Efsa (European food safety authority), la più importante autorità in materia di sicurezza alimentare, in un recente studio ha svelato che circa l’85% degli europei ha un rapporto essenzialmente edonistico e poco consapevole con il consumo alimentare e tende a non considerare le informazioni inerenti dieta e salute, trascurando anche gli aspetti associati alla sicurezza alimentare.

Non sono da meno i baresi. Grazie all’indagine «Consumo consapevole, i baresi e il cibo: un rapporto mediatico e disinformato» - ideata dall’Associazione biologi e ambientalisti pugliesi (Abap), e realizzata nell’ambito di un project work dai corsisti del 16° master in «Alimentazione e nutrizione umana» e da quelli del 5° corso in »Sicurezza, certificazione e comunicazione alimentare» - è emerso che solo l’8% dei cittadini del capoluogo legge «sempre» l’etichettatura degli alimenti all’atto dell’acquisto. L'indagine è stata realizzata somministrando un questionario appositamente predisposto a un campione di circa 5mila soggetti (46% maschi, 54% donne) scelti su tutto il territorio comunale e con una età media di 42 anni.

Dai risultati si evince inoltre che il 50% dei baresi sceglie un prodotto in base alla marca e un altro 50% si basa sulle offerte promozionali. Numeri, questi, che vanno letti anche in relazione al periodo storico di crisi che si sta vivendo. «L'indagine (i cui risultati completi saranno illustrati il 10 luglio alle 16 nella sala consiliare della Provincia di Bari) è nata nel momento in cui, dopo una serie di riflessioni, ci siamo resi conto che c'è poca consapevolezza su come acquistare, trasportare, conservare e consumare i cibi» commenta Elvira Tarsitano, presidente dell’Abap.
«Con questo lavoro - prosegue - vorremmo sensibilizzare i consumatori a considerare l’atto del “fare la spesa” come un momento fondamentale nella determinazione delle condizioni di salute e favorire uno scambio di informazioni al fine di promuovere la cultura della conoscenza e del benessere».

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