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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 06:52

Il marò Latorre su Fb tanti puntini «Senza parole»

BARI – Il fuciliere tarantino della Brigata Marina San Marco Massimiliano Latorre pubblica su Facebook una lunga serie di puntini di sospensione, che gli internauti non esitano ad interpretare come l’espressione di "chi è rimasto senza parole, di fronte a uno Stato che ti ha abbandonato". Latorre è trattenuto da due anni e mezzo in India con il commilitone barese Salvatore Girone
Il marò Latorre su Fb tanti puntini «Senza parole»
BARI – Il fuciliere tarantino della Brigata Marina San Marco Massimiliano Latorre pubblica su Facebook una lunga serie di puntini di sospensione, che gli internauti non esitano ad interpretare come l’espressione di "chi è rimasto senza parole, di fronte a uno Stato che ti ha abbandonato". Latorre è trattenuto da due anni e mezzo in India con il commilitone barese Salvatore Girone, con l’accusa di aver ucciso due pescatori del posto, scambiandoli per pirati, nel corso di una missione antipirateria. Su Facebook non è più visibile neanche la foto del profilo in cui il fuciliere tarantino era ritratto in divisa. Se l'interpretazione degli internauti fosse corretta, questa sarebbe la prima volta che Latorre manifesta dissenso verso la gestione della vicenda in cui i fucilieri sono coinvolti, e per la quale ha sempre pubblicato 'post’per dare coraggio ai loro sostenitori e ai loro parenti.

Ma ad utilizzare lo stesso messaggio di Latorre è la sua compagna Paola Moschetti che, oltre a pubblicare su Facebook più di cinque file di puntini di sospensione, aggiunge la frase di una nota canzone: "Ci sono cose in un silenzio che non m'aspettavo mai". Anche il suo 'post’è interpretato dalla rete come una protesta contro la lunga permanenza dei fucilieri in India. In occasione della festa della Repubblica, lo scorso due giugno, fu il fuciliere Girone, in videoconferenza con l’Italia, ad alzare il tono della voce per dire: "Abbiamo obbedito a degli ordini, abbiamo mantenuto una parola e la continuiamo a mantenere con grande dignità. E siamo ancora qui. Vorremmo che fosse riconosciuta la nostra innocenza" e "che i Paesi si parlassero".

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