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Sabato 25 Novembre 2017 | 10:49

Una estate fa «Quattro fidanzate insieme: che rischio!»

di FRANCESCO SCHITTULLI
I ricordi delle mie estati, quelle della spensieratezza, iniziano nella campagna di Gravina per trasferirsi al mare di Santo Spirito. Fino a 14 anni, per me la stagione estiva coincideva con il viaggio in calesse verso la fattoria di mio nonno tra Gravina e Poggiorsini, poi col liceo la famiglia si trasferì a Bari e, finita la scuola, si prendeva in affitto una villetta a Santo Spirito assieme ai miei zii e cugini. In pratica si trasferiva al mare tutta la nostra famiglia
Una estate fa «Quattro fidanzate insieme: che rischio!»
di FRANCESCO SCHITTULLI

I ricordi delle mie estati, quelle della spensieratezza, iniziano nella campagna di Gravina per trasferirsi al mare di Santo Spirito. Fino a 14 anni, per me la stagione estiva coincideva con il viaggio in calesse verso la fattoria di mio nonno tra Gravina e Poggiorsini, poi col liceo la famiglia si trasferì a Bari e, finita la scuola, si prendeva in affitto una villetta a Santo Spirito assieme ai miei zii e cugini. In pratica si trasferiva al mare tutta la nostra famiglia simil patriarcale, considerato che con noi vivevano mio zio, mia zia, mia nonna paterna e mio nonno paterno.

La stagione delle vacanze significava anche avere primi flirt. Ricordo ancora adolescente, che ebbi un feeling con una ragazza, che però andava in spiaggia a Torre a Mare, così ogni giorno in bici mi facevo oltre 20 km ad andare e altrettanti a tornare, per poter stare con lei. In pratica sparivo di casa e quando tornavo subivo l'interrogatorio dei miei: «Dove sei andato?». A giocare a pallone, rispondevo pronto.

Un'altra ragazza, invece, amica di mia sorella più piccola, si fece rimandare in matematica affinché potessi darle lezione. Infatti pur non essendo un secchione andavo molto bene a scuola, allo Scacchi, liceo scientifico del quale ricordo ancora i miei professori, dal Libero Amato Pensiero Pinuccio di matematica e fisica all’on. Cesario Rodi di filosofia, al mitico Mike, Michele Morizio di inglese e così via. Nel periodo tra scuola e università, una volta arrivai ad avere quattro fidanzate contemporaneamente (!!!!!) con tutto quello che ne poté conseguire una volta scoperto da una di loro che mi beccò ad una festa con un'altra. In ogni caso sono rimasto più che in buoni rapporti con tutte. Nessuna esclusa.

Nel frattempo arrivò il tempo di scegliere la facoltà da seguire e contrariamente alle aspettative di casa mia - volevano tutti che mi iscrivessi a ingegneria - decisi di studiare Medicina, per contribuire ad alleviare le sofferenze umane. Fu una battaglia ma la spuntai. Fu la decisione della mia vita sia per il mio futuro, sia perché al primo anno conobbi la ragazza che sarebbe diventata poi mia moglie. Lei viveva a Mola, la notai una sera che accompagnai alcuni amici in missione amorosa nella cittadina a sud di Bari. Allora si facevano le cosiddette vasche nella piazza del paese per poter incontrare le ragazze. Quando vidi Carmen mi piacque subito, ma i miei amici mi «sfottevano», mi dicevano: quella si vede ma non si tocca! Per questo, addirittura non volevano presentarmela.
All'inizio non fu facile, ma cedette dopo sei mesi di corteggiamento serrato in cui minacciai anche di buttare la mia nuova 500 Fiat celeste in mare fino ad andar via da Bari per iscrivermi alla Nunziatella, la scuola per ufficiali di Napoli, se lei non mi avesse pronunciato il fatidico sì. Era il 1965, sette anni più tardi ci saremmo sposati.

Ma quante ne abbiamo passate fino al luglio del ’72, quando il 18 siamo convolati a nozze. Sei mesi prima avevamo rischiato di morire a causa di un incidente stradale sulla Santo Spirito-Bitonto. Stavamo andando al cinema con la mia Mini Minor nuova, quando ci scontrammo con una utilitaria familiare con 7 persone a bordo: mia zia, che era con noi morì qualche giorno dopo, mia moglie la davano per deceduta (stette diversi giorni in rianimazione) e le mie condizioni non erano certo migliori. Scampati a quella tragedia, decisi che entro l'estate ci saremmo sposati. E infatti, ancora una volta con la stagione calda è iniziata l'avventura più bella della mia vita. Che oggi ancora continua felicemente e di cui sono fiero e orgoglioso.

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