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Lunedì 20 Novembre 2017 | 10:37

«Schiuma in mare» A Molfetta torna l’incubo depuratore

di LUCREZIA D’AMBROSIO
MOLFETTA - Schiuma biancastra tra gli scogli, in prossimità dello sbocco del depuratore di Molfetta, e poi in mare. A poche centinaia di metri di distanza da Torre Calderina. Nel frattempo, a poche centinaia di metri c’è chi tira le reti. E scatta la denuncia alla Procura. L’ennesimo della Lac Puglia (Lega per l’abolizione della caccia). Corredato di foto e video. Che promette: nei prossimi giorni saranno realizzate campionature di acqua per effettuare analisi
«Schiuma in mare» A Molfetta torna l’incubo depuratore
di LUCREZIA D’AMBROSIO

MOLFETTA - Schiuma biancastra tra gli scogli, in prossimità dello sbocco del depuratore di Molfetta, e poi in mare. A poche centinaia di metri di distanza da Torre Calderina. Nel frattempo, a poche centinaia di metri c’è chi tira le reti. E scatta la denuncia alla Procura. L’ennesimo della Lac Puglia (Lega per l’abolizione della caccia). Corredato di foto e video. Che promette: nei prossimi giorni saranno realizzate campionature di acqua per effettuare analisi chimiche e microbiologiche in laboratori privati per poter poi confrontare i risultati con quelli ufficiali. L’ultimo esposto era stato presentato a marzo scorso. La scoperta amara della schiuma, che lambisce il litorale per finire in mare, risale a qualche giorno fa, quando i volontari della Lac, impegnati in un giro di vigilanza del territorio, hanno notato la presenza di una forte concentrazione di schiuma allo sbocco del depuratore di Molfetta, «una lingua di oltre trecento metri che – puntualizza Pasquale Salvemini delegato regionale Lac - si spalmava lungo il tratto costiero della zona, oltre ad un odore nauseabondo e tipico dei tensioattivi».

Nell’esposto depositato, nella mattinata di ieri in Procura di Trani, la Lac «chiede – continua Pasquale Salvemini - di accertare eventuali responsabili di tale scempio che ormai pare essere una fotografia costante in tutta l’area. Proprio durante le riprese video sono stati sorpresi due pescatori che stavano tirando delle reti da posta posizionate a ridosso dello scarico. Poi si sono allontanati con il pescato, anche in questo caso una costante di illegalità. Ci sembra veramente ridicolo –aggiunge Salvemini - parlare di realizzazione di Riserva Marina in una zona dove tra antropizzazione del territorio, scarichi di liquami, pesca di frodo ed abbandoni incontrollati di rifiuti al momento c’è solo una “Riserva Marina di Liquami”. Diventa alquanto indispensabile confrontare i risultati delle analisi chimiche e microbiologiche del nostro mare. Per questo – conclude - nei prossimi giorni saranno concordati con un laboratorio privato una serie di verifiche/prelievi di acque in tutta l’area».

Nell’area interessata dagli scarichi di schiuma, nei giorni scorsi, sono stati avvistati “fratini” e “fraticelli” (specie protette ed inseriti nella lista rossa delle specie a rischio di estinzione) intenti ad alimentare i nidiacei. Ma lì, come è noto fanno sosta anche aironi, garzette, e tanti altri uccelli migratori (come il rarissimo gabbiano testagrigia). Eppure in soli 3,5 km di costa da Molfetta a Bisceglie insistono 4 scarichi provenienti dai depuratori dei comuni di Molfetta, Ruvo-Terlizzi, Corato e Bisceglie. Ed è sempre quella zona che, nel futuro prossimo, si realizzerà l’area marina protetta.

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