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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 00:24

Asportato a bimba un tumore che bloccava la bocca

di ROBERTO CALPISTA
BARI - È un tumore benigno ma raro e dalle conseguenze devastanti. Il nome scientifico è «fibroma desmoplastico» e in letteratura se ne contano non più di cento casi simili. In Italia non più di 10-15 in pazienti al di sotto dei 10 anni. Una casistica in cui ora è entrata anche una bambina barese di 2 anni e mezzo operata con successo dai dottori Luigi Madami, responsabile della Chirurgia oncologica cervico-facciale, e Giuseppe Conserva (entrambi nella foto).
Asportato a bimba un tumore che bloccava la bocca
ROBERTO CALPISTA

BARI - È un tumore benigno ma raro e dalle conseguenze devastanti. Il nome scientifico è «fibroma desmoplastico» e in letteratura se ne contano non più di cento casi simili. In Italia non più di 10-15 in pazienti al di sotto dei 10 anni. Una casistica in cui ora è entrata anche una bambina barese di 2 anni e mezzo operata con successo dai dottori Luigi Madami, responsabile della Chirurgia oncologica cervico-facciale, e Giuseppe Conserva, entrambi dirigenti di primo livello presso la clinica universitaria di Otorinolaringoiatria (diretta dal prof. Nicola Quaranta) del Policlinico di Bari.

A tutti gli effetti, insomma, un caso di sanità di eccellenza risolto positivamente nel più grande ospedale della Puglia, dove grazie ad un intervento delicato anche per la sua rarità è stato possibile restituire un futuro normale alla piccola paziente.

Abbiamo detto che c’era sì un tumore, ma anche che si trattava di una patologia benigna. Siamo costretti ad aggiungere che la massa, sviluppandosi a ridosso della mandibola, aveva già cominciato a creare effetti estremamente invalidanti. Tanto che la piccola da 5 mesi era affetta ad quello che i medici definiscono «trisma»: aveva i denti serrati, non poteva in alcun modo aprire la bocca ed era costretta ad alimentarsi prima con un’apposita cannula e poi tramite tracheotomia. Adesso la bimba è a casa e in perfette condizioni fisiche, come del resto risulta dall’ultima visita di controllo.

La storia, l’anamnesi, la ricostruiscono gli stessi Madami e Conserva. «La paziente aveva questa grossa tumefazione nella regione sottomandibolare da circa un anno. Vengono eseguiti accertamenti e visite specialistiche pediatriche, con somministrazione di terapie mediche ma senza modifica del quadro clinico».

La situazione precipita a gennaio scorso con l’impossibilità ad aprire la bocca. «Si tratta di una conseguenza legata al blocco dei muscoli masticatori interni del cavo orale, con associata deformità esterna della guancia. La piccola era costretta ad una alimentazione esclusivamente liquida (con cannucce) con conseguente apporto alimentare spesso non idoneo».

Dopo una valutazione specialistica al reparto di Otorino dell’ospedale San Paolo, si decide per il ricovero al Policlinico. Qui la bambina viene sottoposta ad accertamenti strumentali: Tac e risonanza che mettevano in evidenza la presenza di una massa di oltre 3 cm che «erodeva la mandibola (massa osteolitica) e si accresceva all’interno della bocca.

L’équipe di chirurgia oncologica testa–collo (appunto i dottori Luigi Madami, primo responsabile, e Giuseppe Conserva, l’aiuto) sottoponeva la bambina a tracheotomia in anestesia locale e successiva biopsia. Dall’esame istologico la diagnosi di «fibroma desmoplastico» della mandibola.

Dopo circa 20 giorni è stato effettuato l’intervento necessario per rimuovere completamente la lesione. «La scelta chirurgica ha previsto una approccio attraverso la regione sottomandibolare, l’asportazione della ghiandola in modo da ottenere un campo operatorio sufficiente. Si è provveduto ad eseguire una sezione della mandibola lungo il suo bordo inferiore (splitting) ed alla successiva asportazione della lesione. In questa maniera si è ottenuta la possibilità di raggiungere la sommità della massa, vicino all’articolazione temporo-mandibolare ma soprattutto questo ha permesso di non sezionare trasversalmente la mandibola. Si è ottenuto un completo sblocco dei muscoli della bocca, non apertura pressoché completa della stessa», spiega Madami.

Questa tecnica ha permesso in pratica la rapida ripresa dell’alimentazione grazie al recupero della masticazione. «Dopo soli 4 giorni dall’interevento si rimuoveva la cannula tracheotomia ed in settima giornata la piccola paziente veniva dimessa».

«Il fibroma desmoplastico della mandibola - dicono i due chirurghi - è un tumore benigno molto raro caratteristico dell’età adulta o di soggetti con più di 10 anni. È estremamente raro in soggetti in età pediatrica (sotto i 6 anni). La condotta chirurgica è stata dettata dalla tenera età della paziente e dalla necessità di permetterle una crescita ossea armonica dello scheletro facciale». Poi il responso con l’ultima visita: la piccola è guarita

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