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Martedì 21 Novembre 2017 | 07:31

Bari, emergenza sfratti altre 500 famiglie per strada

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - È sempre emergenza sfratti. Il dato ministeriale (ancora parziale) riferito al 2013 rivela che le esecuzioni effettuate con l’intervento dell’ufficiale giudiziario superano quelle relative al 2012: 509 contro 389, mentre i procedimenti avviati presso il Tribunale superano quota 1.500. A farne le spese una fascia sempre più ampia e trasversale della società che coinvolge anche una parte del ceto medio. IL numero dei morosi in aumento del 30%. Alcuni casi emblematici. Zambetti (Sunia): il sindaco Decaro deve varare il nuovo piano casa
Bari, emergenza sfratti altre 500 famiglie per strada
NINNI PERCHIAZZI

BARI - In attesa dell’annunciata (e sperata) ripresa economica, la crisi continua a fare danni senza sosta né pietà. A farne le spese una fascia sempre più ampia e trasversale della società che coinvolge anche una parte del ceto medio come dimostra la fotografia degli sfratti scattata dal ministero degli Interni per il 2013 (pubblicata nei giorni scorsi): a Bari come in Puglia il dramma delle persone sbattute fuori di casa per l’impossibilità di pagare l’affitto rivela un trend in pericoloso aumento rispetto al 2012 e in ogni caso davvero corposo e sempre più preoccupante dal 2007 ad oggi.

Il dato ministeriale (anche se ancora parziale) riferito allo scorso anno rivela che le cosiddette esecuzioni effettuate attraverso l’intervento dell’ufficiale giudiziario superano di gran lunga quelle relative all’anno precedente: 509 contro 389 con un aumento di oltre il 30 per cento, mentre i procedimenti avviati presso il Tribunale superano quota millecinquecento. morosiSi chiamano morosi ma in realtà sono dei poveri disgraziati vittime del disagio, della miseria, dell’incapacità di reggere al continuo aumento del costo della vita o a qualche sciagurato incidente di percorso che tante persone spingono ai margini della società. Spesso con conseguenze amare ed inimmaginabili.

Protagonisti involontari del preoccupante fenomeno sociale sono padri di famiglia che perdono il posto di lavoro (licenziati o in cassa integrazione), persone vittime di malattie invalidanti e di altre situazioni del genere o coinvolte nella fine di un matrimonio o in un’attività d’impresa o commerciale finita male.Tutti casi, che tra i tanti effetti deleteri prodotti, causano una ridotta disponibilità economica dei soggetti coinvolti, con la conseguenza di non essere più in grado di poter soddisfare le esigenze quotidiane di sostentamento, compreso il pagamento dell’affitto. Il risultato sempre con maggior frequenza è sempre il medesimo: ci si ritrova da un giorno all’altro per strada, senza sapere dove andare a dormire.

I meno sfortunati riescono a riparare da qualche parente ma il problema resta.in pugliaSembra quindi essere inarrestabile l’aumento degli sfratti per morosità che raggiungono in Puglia l’87% del totale di quelli emessi: passano da 3.304 del 2012 a 3.882 del 2013. L’incremento è di oltre il 12%. Di questi ultimi ben 3.416 sono per morosità contro i 3.028 del 2012. In crescita anche gli sfratti eseguiti con l’intervento dell’ufficiale giudiziario: da 1.118 del 2012 ai 1.442 del 2013 (+5 %).a bariPer la prima volta il Ministero ha fornito il dato della città di Bari (anche se, come detto, incompleto) disaggregato da quello della Provincia Bat. Sommando gli sfratti emessi dal Tribunale di Bari e quello della Bat il numero complessivo si attesta a 1.927 nel 2013, con uno scatto verso l’alto del 22% rispetto ai 1.573 dell’anno precedente.

«I dati forniti dal Ministero sono allarmanti e devono spingere da un lato i Comuni a dotarsi di piani casa di lungo respiro, dall’altro a essere consapevoli che per uscire dall’emergenza casa sono necessarie maggiori risorse, ma soprattutto un lavoro sinergico tra Regione, Prefetture e Comuni», afferma Nicola Zambetti, segretario regionale e nazionale del Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari), che suggerisce di utilizzare alcuni strumenti forniti dalla legge negli ultimi mesi.«Il Sindacato ha chiesto al prefetto di Bari, Antonio Nunziante, di sollecitare il Governo centrale ad adottare il decreto ministeriale sul riparto dei fondi e la definizione di morosità incolpevole - afferma Zambetti -.

Il decreto previsto dalla legge (n.124 del 2013) prevede per la Puglia un stanziamento di circa 700mila euro che sommati ad altre risorse aggiuntive (legge n. 80/2014) sono un mezzo per i Comuni ad alta tensione abitativa per affrontare la grave emergenza degli sfratti per morosità incolpevole».

L’obiettivo è arrivare ad un incontro al fine di promuovere un protocollo d’intesa tra Tribunale, Regione, Comune, ordine degli avvocati, sindacati inquilini e associazioni della proprietà, «per ridurre il disagio abitativo cittadino». Si tratta di uni tipo di accordo già sottoscritto in alcune città come Bologna e Venezia. Il passo successivo è un percorso breve che porti ad approvare un nuovo piano casa regionale.proposte«Nel fare gli auguri di buon lavoro al sindaco Antonio Decaro - afferma ancora il segretario del Sunia - da lui ci aspettiamo la nomina di un assessore al Patrimonio ed Erp competente, a tempo pieno capace di confrontarsi con tutti per risolvere il problema della casa a Bari».

«Occorre, a nostro avviso, partire dall’aggiornamento del piano casa comunale per avviare un piano di edilizia sociale in grado di soddisfare i vari bisogni casa dei cittadini», sostiene Zambetti, che tra l’altro propone di istituire «l’agenzia delle locazioni», utilizzando anche le risorse messe a disposizione della Regione, e di emanare un avviso pubblico per censire e trovare soluzioni abitative alle famiglie con sfratto per morosità incolpevole, oltre ad un nuovo accordo comunale sui canoni di locazione agevolati (legge 431/98).«Inoltre, al San Paolo - incalza il sindacalista - ci sono 24 alloggi pronti e da assegnare a favore delle famiglie sfrattate, mentre va rinnovata la convenzione con ex Iacp (oggi Arca) per la gestione degli oltre 3mila alloggi popolari di proprietà comunale. In tal modo sarà possibile migliorare la gestione e il controllo degli assegnatari anche attraverso un patto per la legalità, che consenta di individuare i “furbi” che ancora non pagano canoni e servizi pur avendo redditi che lo consentono».

Zambetti poi ribadisce la necessità di un monitoraggio attento al fenomeno delle occupazioni abusive, combattuto dall’amministrazione Emiliano, ma non debellato del tutto, senza dimenticare la necessità di stilare un piano di manutenzione degli alloggi comunali e di un’altrettanto importante «verifica del piano vendita degli stessi».

Infine, Zambetti, annuncia un’altra battaglia. «Siamo pronti a chiedere un incontro urgente col sindaco e con la nuova giunta - spiega - per discutere della nuova tassa comunale - la Tasi - che non può essere pagata anche dagli inquilini già tartassati dai canoni di locazione alti».

Insomma, nonostante interventi e notevoli passi avanti compiuti in tema di housing sociale, sono ancora tanti i problemi da risolvere e le ingiustizie da eliminare.

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