Cerca

Lunedì 20 Novembre 2017 | 01:24

Bari, i «nodi» di Decaro Giunta, bilancio e posti nelle municipalizzate

di NICOLA PEPE
BARI - In attesa della nomina degli assessori è iniziato il tam tam per le Municipalizzate. Il neo sindaco Decaro, oltre al nodo del bilancio che rischia di essere approvato dal «vecchio» consiglio a causa della proclamazione dei consiglieri prevista dopo metà luglio, dovrà comunque rinnovare tre cda: Multiservizi e le due Amgas (l'Amiu è stato rinnovato un mese fa e l'Amtab scade nel 2015). A disposizione 17 caselle: 13 posti nei cda (ma 8 devono essere dipendenti «interni» all'ente), 3 direttori generali e 9 componenti dei collegi sindacali. Ecco cosa accade in base alle nuove norme e alla sentenza del Tar su parità di genere e «discrezionalità». E all'Università corso sulle donne manager nelle società pubbliche
Corso su donne-manager nelle società pubbliche
Decaro: «Il primo cittadino sarete voi»
Emiliano assessore a San Severo
FI su Emiliano: mossa per sopravvivere
La grana Bilancio tra ritardi e proclamazione
Bari, i «nodi» di Decaro Giunta, bilancio e posti nelle municipalizzate
NICOLA PEPE
BARI - Dalle spine dei nuovi assessori al nodo delle nomine nelle municipalizzate. Per il neo sindaco, Antonio Decaro, i problemi sul tavolo sono tanti: oltre al bilancio, che rischia di essere approvato dal «vecchio» consiglio comunale  se la proclamazione dei nuovi eletti arriverà (come si dubita) dopo metà luglio, è iniziato il conto alla rovescia delle nomine nelle aziende comunali che viaggerà di pari passo con il turn over dei dirigenti che comunque non avverrà subito.

Procediamo con ordine. Se per la giunta il nuovo primo cittadino si è preso 10 giorni di tempo per decidere (ma non sono esclusi colpi di scena), cosa diversa sono le nomine nelle municipalizzate dove potrebbero essere deluse le aspettative di tanti trombati (e non). Il punto è rappresentato proprio dalle nuove norme tagliaspese, oltre alle cosiddette quote di genere, che limitano i poteri discrezionali degli enti pubblici. A tutto ciò, per il Comune di Bari, deve aggiungersi la sentenza del Tar di alcuni mesi fa che ha annullato le nomine nelle municipalizzate (per la parità uomo donna) introducendo un altro principio: la comparazione dei curricula degli esterni. In breve: se preferisco Tizio a Caio, non posso farlo a prescindere ma devo spiegare il perchè.

Fatta la cornice, vediamo nel dettaglio cosa dovrebbe succedere. A Bari, sono da rinnovare i Cda in tre municipalizzate essendo ormai scaduto il mandato con l'approvazione dell'ultimo bilancio (per chi l'ha approvato): l'Amiu lo ha fatto un mese fa in occasione della fusione con Foggia (incassando così una nuova riconferma), l'Amtab ha a disposizione un altro anno, mentre restano da rinnovare Multiservizi, Amgas spa ed Amgas srl. Nella prima le poltrone sono tre, cinque nelle altre due: a conti fatti, si tratta di fare 13 nomine (oltre ai collegi sindacali). Ma i numeri non sono quelli che sembrano: le nuove norme in vigore prevedono che nei cda con tre componenti, due siano dipendenti dell'amministrazione, mentre in quelli da 5 il numero lievita a tre.

Per essere più chiari: alla Multiservizi, il posto diventerebbe uno, 2 all'Amgas spa e 2 all'Amgas srl. In quest'ultima, essendo partecipata al 100% da Amgas spa, verrebbero nominati tre dipendenti delle controllante (in tal senso è stata già fatta una selezione interna per acquisire le disponibilità). Un inciso: gli incarichi dei dipendenti pubblici sono a titolo gratuito, e il lavoro svolto come consigliere di amministrazione-dipendente va computato nell'orario di servizio. In caso di indisponibilità di personale interno alle amministrazioni, la norma offre la via d'uscita: nomina di un amministratore unico. Dunque, il sindaco - previa nuova selezione pubblica - dovrebbe fare solo 5 nomine nei cda: una nella Multiservizi, e due nelle rispettive Amgas.

Ma non è tutto. Resta in piedi anche il discorso dei direttori generali, tutti in scadenza con il cda. E' il caso dell'Amgas srl e della Multiservizi, idem per l'Amgas spa dove è stata scelta una soluzione interna riconoscendo solo un extra di 5mila euro a un dirigente interno. Tali criteri devono fare i conti con la parità di genere: per il primo rinnovo, dopo l'entrata in vigore della legge, il 20% dei consigli di amministrazione devono essere rappresentati dal gentil sesso (per poi passare al 30% nei successivi rinnovi): il che riduce ulteriormente le possibilità di manovra.

In sintesi: sono a disposizione 13 posti nei cda, tre direttori generali e 9 componenti dei collegi sindacali. Fatta eccezione per gli 8 «interni», restano da nominare 5 consiglieri di amministrazione, 3 direttori generali e 9 componenti dei collegi sindacali. In tutto, 17 caselle. Trovare la quadratura dei conti, con i delicati equilibri politici in ballo, non sarà un compito facile.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione