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Lunedì 20 Novembre 2017 | 18:07

Gravina, gettoni di presenza per commissioni «fantasma» chiesta condanna ex politici

BARI - I fatti tra il 2009 e il 2012 al Comune di Gravina. 18 imputati, due hanno chiesto l'abbreviato. In base alle indagini della magistratura barese, i 18 consiglieri comunali in carica in quel triennio (sei dei quali rieletti) avrebbero dichiarato di aver partecipato a commissioni consiliari andate invece deserte e ad inesistenti conferenze di capigruppo, usufruendo così di centinaia di gettoni di presenza non dovuti per oltre 250mila euro
Gravina, gettoni di presenza per commissioni «fantasma» chiesta condanna ex politici
BARI - Il pm della Procura di Bari Antonino Lupo ha chiesto la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione ciascuno per il consigliere comunale di Gravina in Puglia (Bari) Antonio Stragapede e per l’ex consigliere comunale Salvatore Buonamassa, e l’assoluzione per l’assessore comunale Sergio Varvara, imputati di abuso d’ufficio e falso nel procedimento sui gettoni di presenza illecitamente percepiti al Comune di Gravina in Puglia tra il 2009 e il 2012.
Le richieste sono state avanzate dall’accusa al termine della requisitoria nel processo con rito abbreviato dinanzi al gup del tribunale di Bari Antonio Diella. Per gli altri 16 imputati (cinque consiglieri comunali ancora in carica e 11 ex consiglieri, accusati degli stessi reati) la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’udienza preliminare che si sta celebrando contestualmente. Il Comune di Gravina in Puglia si è costituito parte civile. Le discussioni dei difensori proseguiranno nell’udienza del prossimo 14 luglio.
Stando alle indagini della magistratura barese, i 18 consiglieri comunali in carica in quel triennio (sei dei quali rieletti) avrebbero dichiarato di aver partecipato a commissioni consiliari andate invece deserte e ad inesistenti conferenze di capigruppo, usufruendo così di centinaia di gettoni di presenza non dovuti per oltre 250mila euro. Secondo gli accertamenti della Guardia di finanza, presidenti e segretari delle commissioni avrebbero omesso di redigere e trasmettere i verbali, impedendo così qualsiasi tipo di verifica postuma sui gettoni intascati. In altri casi i verbali sarebbero stati redatti ma attestando falsamente la presenza a sedute andate deserte. Un consigliere comunale avrebbe dichiarato di aver partecipato a 68 riunioni mai tenutesi.

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