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Sabato 18 Novembre 2017 | 11:08

Bari, crac dell'Ilcam Ritella ai domiciliari

BARI – Il gip del Tribunale di Bari Ambrogio Marrone ha disposto la scarcerazione dell’imprenditore di Putignano (Bari) Francesco Ritella (foto), in carcere da martedì 17 giugno per bancarotta fraudolenta, concedendogli gli arresti domiciliari. La decisione del giudice è arrivata due giorni dopo l'interrogatorio di garanzia al quale l’indagato è stato sottoposto nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari sulla presunta bancarotta fraudolenta della società Ilcam
Bari, crac dell'Ilcam Ritella ai domiciliari
BARI – Il gip del Tribunale di Bari Ambrogio Marrone ha disposto la scarcerazione dell’imprenditore di Putignano (Bari) Francesco Ritella, in carcere da martedì 17 giugno per bancarotta fraudolenta, concedendogli gli arresti domiciliari. La decisione del giudice è arrivata due giorni dopo l'interrogatorio di garanzia al quale l’indagato è stato sottoposto nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari sulla presunta bancarotta fraudolenta della società Ilcam.

Dinanzi al gip Ritella aveva spiegato in un’interrogatorio durato circa due ore di non aver mai sottratto soldi dalla casse aziendali. I suoi legali, gli avvocati Antonio La Scala e Maria Malcangi, inoltre, avevano insistito sulla sostituzione della misura per carenza di esigenze cautelari essendosi Ritella dimesso nell’aprile scorso dall’incarico di direttore generale di un’altra società a lui riconducibile, la Kentron.

Il giudice, con parere negativo della Procura, ha accolto la richiesta della difesa disponendo l’immediata scarcerazione dell’imprenditore che ora è ai domiciliari.

Nell’inchiesta, chiusa a marzo nei confronti di 15 persone accusate a vario titolo di bancarotta fraudolenta e riciclaggio, il pm Francesco Bretone e l’aggiunto Lino Giorgio Bruno ipotizzano distrazione di fondi per oltre 25 milioni di euro a partire dal 2002 da parte di Ritella e della sua ex socia, Carmela Sisto (agli arresti domiciliari nell’ambito della stessa indagine, il cui interrogatorio di garanzia è fissato per martedì prossimo), attraverso prelievo di denaro contante e l'emissione di 1572 assegni, quasi tutti con la formula “me medesimo”, con la presunta compiacenza dell’allora direttore della filiale barese dell’istituto di credito Monte dei Paschi di Siena, Filippo Ambruosi e di altre 12 persone.

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