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Giovedì 23 Novembre 2017 | 08:44

Lacarra a Decaro «Perché a Bari metà giunta a donne?»

di DANIELA D’AMBROSIO
BARI - Discontinuità discutibile, rinnovamento che non significhi rottamazione, donne in giunta solo se meritano. Questo, in sintesi, il messaggio a Decaro da parte dell’assessore uscente Marco Lacarra, che ieri mattina ha convocato una conferenza stampa nella stanza del gruppo consiliare del Pd al Comune per precisare che, rispetto alle voci circolanti sul totogiunta, «nessuno è stato fatto fuori»
Lacarra a Decaro «Perché a Bari metà giunta a donne?»
di DANIELA D’AMBROSIO

BARI - Discontinuità discutibile, rinnovamento che non significhi rottamazione, donne in giunta solo se meritano. Questo, in sintesi, il messaggio a Decaro da parte dell’assessore uscente Marco Lacarra, che ieri mattina ha convocato una conferenza stampa nella stanza del gruppo consiliare del Pd al Comune per precisare che, rispetto alle voci circolanti sul totogiunta, «nessuno è stato fatto fuori». Fra 48 ore, più o meno, Antonio Decaro entrerà a Palazzo di Città per ricevere dalle mani del sindaco uscente, Michele Emiliano, la fascia tricolore del primo cittadino. E immediatamente dopo, entro dieci giorni come previsto dal cronoprogramma, convocherà i dieci «cavalieri dell’Apocalisse» che comporranno il suo esecutivo. Non saranno solo cavalieri ma, stando alle dichiarazioni più volte ripetute dal neo eletto sindaco, la giunta sarà composta al cinquanta per cento da dame. I principi di base della scelta, infatti, saranno la parità di genere (cinque donne e cinque uomini), il rinnovamento, la qualità e la piena disponibilità (agli assessori verrà richiesto di dedicarsi «in toto» all’impegno di governo).

Marco Lacarra è il primo degli eletti del centrosinistra, assessore ai Lavori pubblici nella giunta Emiliano: «I rapporti con Decaro sono assolutamente positivi e di particolare vicinanza - spiega - ma non sono d’accordo sulla discontinuità che si opera nei confronti di fatti che vogliono essere rinnegati». «Noi non rinneghiamo i dieci anni di Emiliano - precisa - è stata u n’esperienza di governo positiva. Sono d’accordo sul rinnovamento, nuove persone possono dare nuovi impulsi, ma bisogna coordinare il rinnovamento con i risultati elettorali e comunque, se di rinnovamento vogliamo parlare, dobbiamo farlo a tutti i livelli, anche per le municipalizzate, per i ruoli di nomina nei settori più vitali, il capo di gabinetto, il direttore generale».

«Il mio posizionamento è irrilevante - ha voluto precisare l’assessore uscente - anche perché, qualsiasi sia l’incarico che dovessi avere, valuterò con Decaro se può essere compatibile con la mia candidatura alla Regione Puglia a marzo prossimo. Gli assessori devono essere in grado di dare supporto al sindaco a tempo pieno, hanno un ruolo importantissimo e io non potrei far coesistere due situazioni, entrambe impegnative» . «Perché sono sceso in campo alle comunali se sapevo di non poter portare a termine il mandato? - prosegue - Perché era importante mettere a disposizione del sindaco il proprio consenso. Il voto degli eletti è stato importante per la vittoria di Decaro».
«Comunque - chiarisce - Decaro non sta tenendo fuori nessuno. Io ho dato una disponibilità a svolgere un percorso a prescindere dal ruolo. Valuteremo cosa è meglio per la città, per il partito e per me. I componenti della giunta Emiliano non sono stati fatti fuori, Decaro non ha voltato le spalle al passato. Gli ultimi dieci anni di governo sono stati importanti al punto da sgretolare completamente il centrodestra e lo abbiamo visto alle ultime elezioni. Nei prossimi giorni parlerò con Antonio: se ha bisogno di me io sono pronto».

Nel totonomine Marco Lacarra è posizionato sulla presidenza del consiglio comunale anche se ex aequo con l’uscente, Pasquale Di Rella, e con l’ipotesi new entry di Vincenzo Brandi, di Realtà Italia. «È una delle ipotesi - dice Lacarra - ma è una nomina che è prerogativa del Consiglio, decideranno i consiglieri, come per i capigruppo». Tutto questo, naturalmente, dopo la formazione della giunta. Sempre seguendo il cronoprogramma di Decaro, la giunta seguirà di dieci giorni l’insediamento del sindaco, il Consiglio di venti.

E arriviamo alla parità di genere: «Sono contrario per principio alla riserva alle donne - continua Lacarra -, la trovo una cosa retrograda. Se le preferenze hanno eletto 3 donne e 19 uomini le riserve non servono a niente. In giunta voglio persone competenti al di là del sesso e dell’età. Ma le mie sono solo valutazioni e non divergenze di natura politica. Dico solo che io farei diversamente. Quando ho iniziato la mia carriera da avvocato le percentuali uomo-donna nella professione erano molto diverse. Ora si sono ribaltate. Si ribalteranno naturalmente anche in politica».

«Nella squadra di governo - conclude Lacarra - servono dieci persone che si impegnino per la città, se sono nuove va bene lo stesso. Secondo me bisogna miscelare le giuste dosi. E non posso condividere l’idea del nuovo a tutti i costi. Se abbiamo bisogno di un chirurgo, chiediamo quello esperto. Perché nella politica questo si sovverte? È giusto crescere la nuova classe dirigente ma non è giusto eliminare una generazione. In ogni caso la sintesi si troverà rapidamente, anche con la mediazione dei partiti, laddove i partiti avranno l’autorevole zza».

IL SALUTO DI SANNICANDRO - Anche Elio Sannicandro si prepara a lasciare il ruolo di assessore allo Sport e all’Urbanistica e ha postato il suo saluto sulla pagina Facebook: «Ho svolto il compito di assessore allo sport di Bari per 10 anni con impegno e dedizione, affiancando il sindaco Emiliano per tutto il suo mandato». Dopo i ringraziamenti a raffica e il riassunto di quanto fatto in questi anni ha concluso: «Con un po’ di malinconia cedo il testimone ad altri sperando che si prosegua questo percorso di progresso e civiltà».

IL NUOVO CHE AVANZA - I candidati della lista #Decarosindaco, eletti e non, intanto, mandano una nota in merito alla formazione della nuova giunta: «Non intendiamo proporre nomi per le cariche che il sindaco è chiamato a conferire in questi giorni - scrivono - ma mettiamo a disposizione le professionalità, le competenze e l’impegno degli eletti e di tutti i candidati, nei ruoli che saranno ritenuti più idonei per la compiuta attuazione del programma. L’aspettativa è, quindi, che il sindaco operi in linea con gli impegni assunti in campagna elettorale, soprattutto con riferimento ai, più volte, enunciati criteri di scelta della squadra di governo, che non può prescindere da un profondo rinnovamento della classe dirigente e dalla necessità di assicurare la parità di genere»

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