Cerca

Venerdì 24 Novembre 2017 | 03:03

Bari, chiude la Provincia Lunedì l'ultimo consiglio Sarà città metropolitana

di DANIELA D’AMBROSIO
BARI - La Provincia chiude per sempre i battenti. Lunedì 23 alle 9,30 è convocato l’ultimo Consiglio per l’approvazione e l’adozione degli ultimi atti amministrativi che si concluderà la relazione del presidente. Francesco Schittulli affida alla «Gazzetta» le sue emozioni: «Non mi sarei mai aspettato di essere io a dover chiudere definitivamente una istituzione che ha seguito la storia d’Italia dal momento della sua Unità - attacca con voce accorata il presidente -. La Provincia di Bari sta in piedi dal 1861 e passare alla storia locale come l’ultimo presidente è un rimpianto grande per chi ha vissuto l’istituzione a beneficio della comunità»
Bari, chiude la Provincia Lunedì l'ultimo consiglio Sarà città metropolitana
di DANIELA D’AMBROSIO

BARI - La Provincia chiude per sempre i battenti. Lunedì 23 alle 9,30 è convocato l’ultimo Consiglio per l’approvazione e l’adozione degli ultimi atti amministrativi che si concluderà la relazione del presidente. Francesco Schittulli affida alla «Gazzetta» le sue emozioni: «Non mi sarei mai aspettato di essere io a dover chiudere definitivamente una istituzione che ha seguito la storia d’Italia dal momento della sua Unità - attacca con voce accorata il presidente -. La Provincia di Bari sta in piedi dal 1861 e passare alla storia locale come l’ultimo presidente è un rimpianto grande per chi ha vissuto l’istituzione a beneficio della comunità».
«Quarantuno Comuni - prosegue - un milione e 300mila abitanti e realtà diversificate tra loro, il territorio della Murgia con la sua cultura e i suoi prodotti, il litorale da Monopoli a Molfetta, sdraiato sul mare, con le attività di commercio e turismo non di tipo rurale...».

Si chiude un epoca? «Se ne accorgeranno fra alcuni anni di quello che è stato cancellato anche se solo parzialmente. Si andrà avanti ma non ci sarà più l’interlocuzione diretta Comune- Regione. Questa era la funzione voluta dai Padri costituenti. Il Comune si interfacciava con la Regione attraverso la Provincia» .
Un ruolo che andrà perso? «Ogni regione è fatta di realtà diversificate, ogni provincia pugliese ha una sua peculiarità. Foggia non è come Lecce. Ma bisognava dare in pasto al popolo un effimero abbattimento dei costi della politica».
Effimero? «Di fatto non avverrà. Non solo, ma è stata tolta ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti che saranno invece nominati. Stride il fatto che le Province, tolte in Italia, restano nel resto d’Europa».
Ci sono le città metropolitane. «Le città metropolitane... C’è da chiedersi come mai la Spagna ne abbia solo due, Madrid e Barcellona, la Francia solo Parigi e Marsiglia, la Germania cinque, mentre noi, in Italia ne abbiamo già istituite dieci, con possibilità di allargamento ad altre otto».

Ma le Province sono state considerate un costo. «Il vero costo è da addebitare alle Regioni. Il debito pubblico è cresciuto con l’avvento delle Regioni che avrebbero dovuto programmare, legiferare e controllare, dando alle Province deleghe di funzioni per la gestione. Invece le Regioni legiferano e gestiscono, praticamente un controllo controllato o un controllo controllore» .
Si chiude un’esperienza. Che cosa porterà con sé? «È una medaglia a due facce. La prima è quella di aver toccato con mano lo stato di sofferenza della gente che si affaccia alle istituzioni, chiedendo aiuto e soccorso. Ho dedicato tutto il mio tempo ai giovani e alle politiche sociali, alla cultura, nonostante i tagli del governo centrale e regionale. Posso dire in coscienza di aver dato il massimo ascolto. Non c’è cittadino che possa dire di aver chiesto un appuntamento con me e non averlo avuto. Ma non ho potuto dare le risposte che avrei voluto. Non ho avuto le risorse».
L’altra faccia della medaglia? «L’altra faccia è rappresentata dal rapporto sempre umano che ho avuto con tutti e che tanto mi ha insegnato. Ho trovato una macchina lenta e burocratica che ho cercato con mille difficoltà di snellire. Oggi posso dire di aver contribuito a scrostare un sistema che allontana sempre più i cittadini dalle istituzioni, imperniato su iperburocazia, disorganizzazione e politicizzazione. E la soddisfazione è anche quella di lasciare in cassa liquidità per 208 milioni di euro, non spendibili per il patto di stabilità. Senza il patto avremmo potuto contribuire alla ripresa delle attività produttive del territorio».
Una soddisfazione che ricorderà? «Sono felice di aver posato la prima pietra di 11 istituti scolastici, fra licei, poliliceali e tecnici. Ma ancora di più di averli già inaugurati perché sono già a disposizione dei nostri ragazzi».

La città metropolitana? «Ho già dato al nuovo sindaco la piena disponibiltà collaborativa, che coinvolgerà in maniera attiva e diretta tutti i componenti dell’attuale consiglio provinciale, anche se non più in carica».
Un altro appuntamento con la storia. Lo dividerà con Decaro. «È importante mettere delle buone basi e non importa il colore politico. Togliatti e De Gasperi hanno fatto insieme la Costituzione. Nel piccolo dobbiamo fare la stessa cosa. Coinvolgerò tutta la minoranza perché collabori, perché tutti insieme dobbiamo costruire la città metropolitana nell’interesse dei nostri figli. E ringrazio sin d’ora tutti i consiglieri per il senso di responsabilità che hanno avuto tutti e per l’ottimo lavoro che abbiamo fatto. E per quello che ancora faremo» .

LUNEDÌ SI CHIUDE. IL PROGRAMMA - Per l’importanza istituzionale che riveste l’ultimo giorno di vita della Provincia sono state previste tutta una serie di iniziative istituzionali-culturali. Alle 17,30, nella sala consiliare «Matteo Fantasia» il mondo politico, universitario e istituzionale si interrogherà sul tema: «Dalle Province alle Città Metropolitane: quale futuro?». Dopo i saluti del presidente del Consiglio provinciale, Pietro Longo, e del presidente Schittulli, il direttore del «Corriere del Mezzogiorno», Antonio Polito, «interrogherà» il presidente nazionale dell’Upi, Antonio Saitta, il consigliere di Stato e già prefetto di Bari Carlo Schilardi, e il rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio. Parteciperà Antonio Decaro, alla sua prima uscita pubblica da sindaco. Dalle 20, infine, porte spalancate alla cultura in tutte le sue forme con la «Notte Bianca della Poesia».
Tutti gli spazi del palazzo della Provincia saranno interessati da eventi. L’intitolazione del «Cortile della cultura» darà inizio alla lunga notte. A scoprire la targa sarà Giuseppe De Tomaso, direttore de «La Gazzetta del Mezzogiorno». Per tutta la serata si susseguiranno altri incontri e dibattiti moderati dal direttore De Tomaso, dal direttore del TgNorba, Enzo Magistà, dal caporedattore del Tg3 Puglia, Attilio Romita, dalla capocronista della «Gazzetta del Mezzogiorno» Carmela Formicola e dal direttore di «Epolis Bari», Dionisio Ciccarese.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione