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Venerdì 24 Novembre 2017 | 02:47

Scuolabus senza assicurazione imprenditori baresi a processo

BARI – Autobus senza assicurazione, con revisione scaduta, condizioni igieniche precarie, alunni costretti a viaggiare in numero superiore ai posti disponibili e senza personale di assistenza. Per i reati di truffa aggravata, turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture e falso ideologico, sono imputati sette imprenditori e le due Ati 'Miccolis' e 'Sabatò, per i presunti disservizi legati al trasporto scolastico negli anni 2005-2006 e 2006-2007 a Bari
Scuolabus senza assicurazione imprenditori baresi a processo
BARI – Autobus senza assicurazione, con revisione scaduta, condizioni igieniche precarie, alunni costretti a viaggiare in numero superiore ai posti disponibili e senza personale di assistenza. Per i reati di truffa aggravata, turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture e falso ideologico, sono imputati sette imprenditori e le due Ati 'Miccolis' e 'Sabatò, per i presunti disservizi legati al trasporto scolastico negli anni 2005-2006 e 2006-2007 a Bari.

Questa mattina nuova udienza del processo con rito abbreviato che si sta celebrando dinanzi al gup del Tribunale di Bari Ambrogio Marrone. Le indagini della Procura, coordinate dal pm Renato Nitti, erano state avviate dopo la denuncia di un genitore fatta quando lo scuolabus su cui viaggiava suo figlio era rimasto intrappolato tra le sbarre chiuse di un passaggio a livello. Gli accertamenti della magistratura avrebbero poi fatto emergere tutte le presunte inadempienze delle dieci aziende consorziate nelle due Ati e dei rispettivi titolari. Il Comune di Bari si è costituito parte civile nei confronti di tutti gli imputati.

Stando all’ipotesi accusatoria, gli imprenditori, all’epoca dei fatti vincitori di due appalti per complessivi 2,8 milioni di euro, avrebbero indotto in errore la società Servizi Trasporti Mobilità Bari e il Comune di Bari (enti appaltanti dei servizi scuolabus nel 2005 e nel 2006) non consegnando la documentazione richiesta dal bando (elenco dei mezzi e indicazione delle scuole, copia dei libretti di circolazione, delle polizze assicurative e delle patenti di guida, elenco del personale e piantina toponomastica indicante itinerario, punti di raccolta e orari). “Non possedevano strutture idonee da utilizzare quali autofficine e autolavaggi; – si legge nel capo d’imputazione – non hanno mai avuto mezzi a disposizione per fronteggiare eventuali emergenze; utilizzavano automezzi sprovvisti di copertura assicurativa e della prescritta revisione periodica, in stato di sporcizia e comunque inadeguati al servizio da svolgere; non effettuavano alcune delle corse previste”. La Procura ha quantificato le presunte truffe in circa 280mila euro, calcolando l’ingiusto profitto nella percentuale del 10 per cento sull'intero importo degli appalti conseguiti.

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