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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 06:47

Bari, ferì la fidanzata per impedire suicidio condannato a 3 anni

BARI – Il gup del tribunale di Bari Antonio Diella ha condannato alla pena di tre anni di reclusione il 31enne pregiudicato Giacomo Stea, accusato di aver ferito con un colpo di pistola la sua ex fidanzata nel tentativo di impedirle di suicidarsi. I fatti risalgono all’8 aprile 2011. Stando alla versione dei fatti fornita dall’imputato, in parte condivisa dal giudice, quel colpo al petto della 29enne Lucia Antonia Bisceglie sarebbe partito accidentalmente mentre i due discutevano
Sparò e rese paraplegico presunto estorsore: condannato
Bari, ferì la fidanzata per impedire suicidio condannato a 3 anni
BARI – Il gup del tribunale di Bari Antonio Diella ha condannato alla pena di tre anni di reclusione il 31enne pregiudicato Giacomo Stea, accusato di aver ferito con un colpo di pistola la sua ex fidanzata nel tentativo di impedirle di suicidarsi.

I fatti risalgono all’8 aprile 2011. Stando alla versione dei fatti fornita dall’imputato, in parte condivisa dal giudice, quel colpo al petto della 29enne Lucia Antonia Bisceglie sarebbe partito accidentalmente mentre i due discutevano. Stea ha raccontato che quel giorno i due si erano incontrati con l'intenzione di suicidarsi perchè il loro amore non aveva futuro dal momento che lei era sposata.

Giunti con l’auto in un luogo appartato, i due avrebbero discusso perchè il 31enne aveva cambiato idea sulla decisione di farla finita. Quindi avrebbe sparato un colpo fuori dall’auto per farla spaventare e farle capire la stupidaggine che stavano per commettere. Lei a quel punto avrebbe preso l’arma per spararsi e lui, nel tentativo di fermarla, le avrebbe tolto di mano l’arma, facendo partire accidentalmente un colpo.

Stea, difeso dall’avvocato Nicola Quaranta, è stato processato con rito abbreviato per i reati di tentato omicidio (derubricato dal gup in lesioni), porto e detenzione di arma clandestina e violazione delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno, alla quale il pregiudicato era sottoposto.

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