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Domenica 19 Novembre 2017 | 07:48

Pesce «senza qualità» sulla tavola dei baresi Si studiano 4 marchi di qualità per la filiera ittica pugliese

di LUCA NATILE
BARI - Parte l’operazione «Mare Sicuro 2014» disposta a livello nazionale dal Comando generale delle Capitanerie di porto – Guardia costiera alla quale parteciperà insieme alla Capitaneria di Bari. Per scovare sui banconi di venditori all’ingrosso spregiudicati, delle pescherie compiacenti o nelle celle frigo di ristoratori senza scrupolo, il pescato illegale
Pesce «senza qualità» sulla tavola dei baresi Si studiano 4 marchi di qualità per la filiera ittica pugliese
di LUCA NATILE

BARI - Ecco come vivere, navigare, nuotare in un mare sicuro, mangiare primizie autentiche e non intossicarsi. Parte l’operazione «Mare Sicuro 2014» disposta a livello nazionale dal Comando generale delle Capitanerie di porto – Guardia costiera alla quale parteciperà insieme alla Capitaneria di Bari, sotto la guida del contrammiraglio Giovanni de Tullio, anche la Squadra nautica della Polizia di Stato. L’obiettivo è garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività in mare e lungo i litorali, tutelare i bagnanti, individuare gli scarichi abusivi, promuovere comportamenti «ecologicamente corretti» nell’ottica di una nautica sostenibile.
Capitaneria e Questura moltiplicheranno i loro sforzi per impedire e contrastare ogni forma di abuso ai danni del demanio e dell'ambiente marino e costiero. Sotto la lente di ingrandimento ci sarà anche la filiera della pesca, per impedire che prodotti ittici non «idonei» finiscano nel piatto dei baresi.

Sui banconi di venditori all’ingrosso spregiudicati, delle pescherie compiacenti o nelle celle frigo di ristoratori senza scrupolo, ogni estate (e ogni inverno) finisce del pescato sotto la cosiddetta «taglia minima», oppure in cattivo stato di conservazione o addirittura delle specie protette. Poi c’è il pescato «senza identità», quello privo della garanzie minime di salubrità. Una minaccia per la salute dei baresi che la Capitaneria di Porto-Guardia Costriera di Bari sta cercando di disinnescare con un lavoro che ha permesso, nel corso del 2013, di produrre sequestri record.

Un esempio? Cominciamo dalle primizie d’Oriente che rispondono al nome di Rita sacerdotum, gattu essiccato, rohio e carpo. Prima di finire nelle zuppe di pesce dei bengalesi trapiantati a Bari e di un numero sempre maggiore di baresi incuriositi dal prezzo, probabilmente nuotavano liberi nei mari ai confini del mondo. I loro nomi scientifici o la equivalente denominazione in lingua birmana (si presume siano stati pescati nel Golfo del Bengala, nell’Oceano Indiano) non compaiono tra le specie ittiche di interesse commerciale contenuto nell’elenco ufficiale del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali. Insomma per la legge e la burocrazia non esistono, ma sono tra le specie «senza identità» sequestrate a Bari negli scorsi mesi dagli uomini del Nucleo di polizia giudiziaria della Guardia Costiera, guidati dal capitano di corvetta Angelo Maggio.

Nel corso del 2013 i detective della marina Militare hanno stabilito un record da «guinness» dei primati sequestrando ben 642 tonnellate di pesce «fuorilegge». E l’attenzione verso questo tipo di commercio è aumentato nel corso del 2014. Esiste l’obbligo di etichettare i prodotti della pesca al fine di garantire la massima trasparenza al consumatore. La normativa impone che venga specificato il nome commerciale della specie ittica, il nome scientifico, l’indicazione se il prodotto è stato allevato o pescato nel suo ambiente naturale e la zona geografica dove ciò è avvenuto. È proprio queste etichette che cercheranno gli uomini della Capitaneria.
Le attività operative di Mare Sicuro 2014 prevedono anche missioni svolte utilizzando il metodo del pattugliamento mare – terra, con motovedette e gommoni veloci e con autovetture di servizio. Verranno inoltre sensibilizzate le amministrazioni comunali affinché venga assicurato il regolare funzionamento dei servizi di competenza lungo la costa; richiamati circoli nautici e gli oltre trenta stabilimenti balneari del compartimento alla puntuale applicazione di quanto previsto dall’ordinanza balneare e dalle leggi in materia di sicurezza della navigazione, da pesca e da diporto. L’assistenza in mare sarà garantita a tutte le ore della giornata. Per le emergenze c’è il numero telefonico 1530. Valgono poi per tutti, sia i frequentatori delle spiagge libere sia quelli degli stabilimenti balneari, le regole di comportamento da tenere in riva al mare.

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