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Martedì 21 Novembre 2017 | 12:59

i container

Bari, no del Municipio
al villaggio dei rifugiati

stadio della vittoria

FRANCESCO PETRUZZELLI
Il Comune vuole allestire il «villaggio della seconda accoglienza» nei pressi della Fiera del Levante, ma dal Terzo Municipio arriva già il primo secco «no».
Rischia di complicarsi e non poco la vicenda del trasferimento degli oltre cento migranti dal fatiscente capannone dell’ex Set del «Libertà» ai più civili moduli abitativi che dovrebbero sorgere nel quartiere fieristico, in largo Mohamed Taher Pacha, a due passi dal Della Vittoria e dalle Piscine Comunali.
Il caso è scoppiato nelle scorse ore creando non poche fratture tra gli alleati di centrosinistra. Il 23 dicembre scorso, poco prima di Natale, il III Municipio San Paolo-San Girolamo ha infatti sonoramente bocciato all’unanimità il progetto (lavori edili ed impiantistici) della giunta comunale sulla creazione di questo centro di seconda accoglienza. Tanto da esprimere un parere, che seppur non vincolante per Palazzo di Città, resta comunque sfavorevole e si trasforma in un assist per i diversi consiglieri comunali che già stanno storcendo il naso sull’allestimento in quella zona di prefabbricati abitativi finanziati dal ministero dell’Interno con un milione e 600mila euro.
«Non si tratta di razzismo, ma chiediamo solo ulteriori approfondimenti e vogliamo capire perché non c’è un’equa distribuzione dei migranti anche negli altri Municipi. Nel nostro territorio abbiamo già strutture d’accoglienza», dicono in ordine sparso diversi consiglieri municipali difendendo le ragioni di quel voto sfavorevole. E trovando sponda in alcuni colleghi comunali che ribadiscono la centralità del quartiere fieristico. «Destinato a diventare una vera cittadella dello sport. Noi siamo per l’accoglienza ma il Comune trovi un’altra sede più idonea», ripete Salvatore Campanelli (Decaro per Bari) e presidente della commissione comunale Urbanistica che per giovedì, assieme alla commissione Lavori Pubblici presieduta da Silvio Delle Foglie (Pd) ha convocato in audizione congiunta il sindaco Antonio Decaro, l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso e il presidente del III Municipio, Massimiliano Spizzico.
L’allestimento del villaggio dovrà necessariamente passare dalle forche caudine del consiglio comunale chiamato ad esprimersi con numeri che già appaiono ballerini all’interno dello stesso centrosinistra. La delibera portata in aula (e che da ieri ha iniziato il suo iter preventivo nelle commissioni preposte) sarà una variante urbanistica per cambiare la destinazione d’uso di quei suoli, da servizi a parcheggi a servizi per la residenza, passaggio indispensabile per procedere con il regolare progetto di allestimento dei moduli, dotati di illuminazione, acqua, recinzione e servizi igienici. Moduli che nemmeno i migranti dell’ex Set vogliono. E lo ribadiscono da mesi proponendo al Comune una soluzione alternativa come la concessione d’uso di palazzi o edifici dismessi da ristrutturare con le proprie mani sul modello di autocostruzione dell’ex liceo Socrate.
Intanto, nel capannone del Libertà gli oltre 100 migranti hanno trascorso un altro Natale e un altro Capodanno. Stazionano lì dal 13 novembre del 2014 dopo il trasferimento dall’ex convento di Santa Chiara, prima occupato e poi reso inagibile da un incendio.

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