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Il caso baraccopoli

È caos sul campo profughi
a Bari non lo vuole nessuno

Casette per gli immigrati: il centrodestra chiede la testa di tre assessori. «Il campo di accoglienza è a ridosso della discarica»

È caos sul campo profughi a Bari non lo vuole nessuno

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Sui quei suoli a ridosso dello stadio Della Vittoria il Comune annuncia la nascita di un villaggio d’accoglienza per i migranti. Per la precisione in largo Mohamed Taher Pacha, di fronte ai campetti di calcio. Ma a pochi metri di distanza giace indisturbata una discarica a cielo aperto tra cattivi odori, continui roghi e tracce di amianto. Mentre poco più in là spuntano baracche rom con il bucato steso e bimbi che giocano tra i rifiuti. Più di un motivo, quindi, per far andare su tutte le furie il centrodestra comunale, tanto da chiedere a gran voce le dimissioni di ben tre assessori, Pietro Petruzzelli (Ambiente), Giuseppe Galasso (Lavori Pubblici) e Francesca Bottalico (Welfare) «perché non sono in grado di trovare soluzioni alternative».

Torna a far discutere il progetto di allestimento dei 40 moduli abitativi che entro la primavera ospiteranno, nella zona compresa tra la Fiera del Levante e le Piscine Comunali, i circa 80 rifugiati sistemati da oltre un anno nel fatiscente capannone ex Set del Libertà. Una proposta inizialmente non condivisa, tra non poche polemiche politiche tanto a destra quanto a sinistra, ma poi accettata dopo le rassicurazioni del sindaco Antonio Decaro – «sarà una sistemazione solo temporanea» – e che adesso apre un nuovo fronte di scontro.

«Abbiamo documentato la presenza di una bomba ecologica davanti al polo sportivo dello stadio Della Vittoria, ma i tre assessori Petruzzelli, Bottalico e Galasso sembrano del tutto indifferenti tanto da posizionare a ridosso della discarica il nuovo campo per l’accoglienza temporanea dei migranti con permesso di soggiorno» dicono in coro i consiglieri di Forza Italia Irma Melini e Fabio Romito, Filippo Melchiorre (Fratelli d’Italia) e Giuseppe Carrieri (Impegno Civile).

Le forze di centrodestra, ma anche i Cinque Stelle, da tempo seguono la vicenda di quel sito inquinato sollecitando il Comune ad adottare la diffida contro i proprietari dei terreni e a far scattare la successiva ordinanza per la bonifica e la messa in sicurezza. «Il caso è stato segnalato da mesi alle autorità competenti – dice Melini – ma è grave che nessuna ordinanza sindacale sia ancora intervenuta a tutela della salute pubblica». Si preannuncia quindi infuocato il consiglio comunale dell’11 febbraio; l’aula Dalfino dovrà decidere se votare la variante urbanistica che cambia la destinazione d’uso di quei suoli – da parcheggi a servizi per la residenza – e che di fatto spiana la strada alla realizzazione del villaggio. «Ed è quindi gravissimo – sottolinea il centrodestra - che si chieda ai consiglieri comunali di approvare una variante urbanistica che legittimi un insediamento abitativo in una zona che risulta già compromessa dal punto di vista ambientale».

«La situazione dei rom sulla città è sempre monitorata e laddove si prefigura un pericolo, come la presenza di amianto, effettueremo sgomberi e troveremo soluzioni alternative soprattutto per i bambini. C’è un’unità mobile che segue gli accampamenti e stiamo completando la rete dell’accoglienza diffusa per creare e potenziare il numero degli alloggi notturni sia per gli italiani, sia per gli stranieri» replica l’assessore al Welfare Bottalico.

«Sono due aspetti distinti, su quel sito inquinato lavoriamo da mesi. Alla Asl abbiamo inviato una nota a novembre e adesso aspettiamo esiti da tutti i soggetti interessati, compresi i servizi sociali e l’edilizia pericolante – controbatte l’assessore Petruzzelli attaccando in primis il consigliere Melini - Io lezioni da una che è consulente dell’Unar, l’agenzia governativa che combatte le discriminazioni razziali non le accetto. Il centrodestra comunale non pone il tema delle condizioni di benessere dei migranti, ma strumentalmente tira in ballo gli argomenti della discarica e dello stadio Della Vittoria, dimostrando in realtà un atteggiamento discriminatorio».

Ma intanto contro la realizzazione del villaggio spunta anche un neonato comitato, Residenti Piscine Comunali, stanco di subire «anni di scelte sbagliate da parte dell’amministrazione comunale» che hanno compromesso e non poco la vivibilità della zona. Tra queste la decisione nel 2006 di far transitare i tir su viale Vittorio Emanuele Orlando, con «l’inevitabile aumento di smog»; non da meno poi l’allestimento del 2009 della tendopoli della Croce Rossa e l’istituzione delle fermate per i bus del Cara e nel 2013 l’arrivo dell’imponente mercato settimanale del lunedì, trasferito da via Nazariantz. «Residenti e non – scrive il comitato - chiedono rispetto, considerazione, idee e soluzioni che diano valore, vivibilità e decoro a un quartiere che, da oltre un decennio, è stato relegato a “ghetto” e “ripostiglio” dei problemi cittadini». Il comitato infine propone in alternativa la realizzazione di un’area verde attrezzata perché «l’idea di allestire un centro di accoglienza sarebbe una scelta pessima».

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