Mercoledì 15 Agosto 2018 | 03:02

Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

Condannata per un grattino falsificato
La «pena» le ha cambiato la vita

Condannata per un grattino falsificato La «pena» le ha cambiato la vita

Novembre 2013. Fa freddo. Piove. Una signora in macchina ha fretta. Suzanne (è straniera, ma vive a Bari da anni). ha un appuntamento di lavoro importantissimo, sebbene si sia mossa da casa per tempo, non riesce a trovare parcheggio. Dopo alcuni disperati giri, in via Capruzzi trova un posto sulle strisce blu. Lei sostiene di essersi accorta solo dopo di non avere monete per il parchimetro. «Nervosamente cercai degli spiccioli per il parchimetro. E me ne sarebbero serviti parecchi, visto che quell’impegno lavorativo mi avrebbe tenuta occupata fino a sera. Nel portafoglio non c’era altro che un biglietto di 50 euro e nelle vicinanze non riuscii a cambiare quella benedetta banconota. Intanto, rischiavo seriamente di arrivare in ritardo. Anche il giorno precedente avevo svolto lo stesso impegno, nella stessa zona e il mio sguardo cadde su quel grattino lasciato esposto sul cruscotto il giorno prima». Un colpo di genio. «Senza pensarci due volte lo presi e cambiai a penna la data. Lo rimisi sul cruscotto pensando tra me che, intanto, il parabrezza era sporco e che pioveva a dirotto. Chi mai sarebbe venuto a controllare?». Già: chi mai?

Suzanne, purtroppo, non sa che sarebbe stato meglio lasciare l’auto senza grattino o con un biglietto che segnalava l’orario dell’arrivo: se la sarebbe cavata con una multa «normale». Invece... «lasciai quel grattino “contraffatto” sul cruscotto e corsi via in gran fretta». La sera, al ritorno la macchina non c’è più. «In preda al panico corsi avanti e indietro lungo il marciapiede cercando disperatamente un vigile, o qualche ausiliario del traffico, perché ero certa che l’avessero rubata. Scorsi lontano finalmente un vigile il quale mi diede il numero del deposito delle macchine rimosse, perché era possibile che avessi parcheggiato in una zona a rischio di rimozione senza essermene accorta». Suzanne chiama il numero e scopre che in effetti l’auto è stata rimossa ma proprio per effetto del grattino falso. «Andai immediatamente dai vigili urbani a Japigia e scoprii che sia il grattino che il relativo provvedimento penale erano già stati inoltrati a Roma e che ormai non si poteva fare più nulla». Penale? Come, penale! «Ero allibita: qualche settimana dopo arrivò effettivamente la denuncia penale per frode con multa di diverse migliaia di euro oppure, in alternativa, la reclusione di trenta giorni». In galera? Per un grattino? La giustizia italiana è lenta (a volte no: è veloce) ma inesorabile.

«L’avvocato mi consigliò di chiedere al giudice una cosa che si chiama “messa alla prova”, vista l’entità “lieve” del reato. Accettai immediatamente. L’udienza andò bene, la mia richiesta fu accettata».

Ma prima di raccontare la parte più bella e sorprendente di questa storia, spieghiamo in poche battute in cosa consiste la «messa alla prova» (anche se la recente esperienza di Silvio Berlusconi ha fatto conoscere agli italiani questo modo alternativo di scontare una pena). È una misura pensata per porre rimedio ad un danno, ad uno sbaglio. Avviene attraverso un omonimo programma che consiste nello svolgimento di una serie di attività. Il programma dev’essere ovviamente approvato e ritenuto idoneo dal giudice. Durante lo svolgimento della messa alla prova, l’imputato viene controllato regolarmente da assistenti sociali o altri profili incaricati. Il programma spesso implica un’attività di volontariato di rilievo sociale: per esempio, un lavoro di pubblica utilità non retribuito in favore della collettività da svolgere presso enti pubblici.

«Devo ringraziare le assistenti sociali alle quali fui affidata: venni inserita in un programma speciale del Comune di Capurso. Mi fu assegnato il tutorato e il supporto didattico di uno studente delle superiori per la durata di tre mesi». E qui scatta la scintilla: Giuseppe comincia ad apprezzare libri e quaderni come mai prima. La nuova prof è così diversa ed empatica che il ragazzo (che aveva incontrato fino a quel momento non poche difficoltà) scopre all’improvviso la passione per lo studio. «Paradossalmente sono felice di questa “messa alla prova” perché ho avuto la fortuna di incontrare un ragazzo come Giuseppe». Suzanne ha ora chiesto al Servizio Sociale di Capurso di ripetere l’esperienza. (red. cro.)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DALLA SEZIONE

Bari e Trani, altri 4 mortiin due incidenti stradali

Bari, muoiono madre e figlia
Trani, 2 morti dopo il mare

 
Bar, allarme alga tossica: Ferragosto da bollino rosso da Santo Spirito a San Giorgio

Bari, allarme alga tossica: Ferragosto da bollino rosso da Santo Spirito a San Giorgio

 
Palagiustizia di Bari: Bonafede revoca l'ok alla sede di Via Oberdan

Palagiustizia Bari: Bonafede revoca sede di Via Oberdan. I penalisti: meglio tardi che mai

 
Crollo ponte, Decaro: «Vicino al sindaco, siamo con te»

Crollo ponte, Decaro: «Vicino al sindaco, siamo con te»

 
Alla figlia serve un certificato per lavorare, ma l'ufficio è chiuso: «Se ne vada al mare»

Alla figlia serve un certificato per lavorare, ma l'ufficio è chiuso: «Se ne vada al mare»

 
Palagiustizia, se ci sono le condizioni, il trasloco si può rinviare

«Palagiustizia Bari, se ci sono le condizioni, il trasloco si può rinviare»

 
Bari, agente penitenziario si suicida con la pistola d'ordinanza, Mastrulli: «Una perdita immensa»

Agente penitenziario barese si suicida con la sua pistola in Toscana

 

GDM.TV

Bari, «scompare» l'aereo rumeno: a rischio le vacanze in Grecia

Bari, sparisce il jet rumeno: addio alle ferie in Grecia

 
Ponte crollato a Genova, le immagini dall'alto

Ponte crollato a Genova, le immagini dall'alto

 
«Oh mio Dio», il terrore in diretta

«Oh mio Dio», il terrore in diretta dei testimoni

 
Genova, apocalisse sull'autostrada: crolla un ponte, giù oltre 100 metri. Auto e persone sotto le macerie

Genova, apocalisse sull'autostrada: crolla un ponte, 35 morti e 16 feriti. Quattro estratti vivi
«Oh, mio Dio!»: terrore in diretta | Video dall'alto

 
Commemorazione fratelli Luciani, il video

Mafia, a un anno dalla tragedia la cerimonia a San Marco in Lamis

 
Brindisi, l'aereo-forno di RyanairMalori a bordo. «Bloccati sulla pista»

Brindisi, l'aereo-forno di Ryanair
Malori a bordo. «Bloccati sulla pista»

 
Prof. Gesualdo: «Primo trapianto al mondo a partire da donatore cadavere»

Trapianto di rene a catena a Bari. Gesualdo: «Ecco il primo caso al mondo»

 
La masseria che faceva affari con 2mila piante droga a Lecce

La masseria che faceva affari con 2mila piante droga a Lecce

 

PHOTONEWS