Domenica 22 Luglio 2018 | 18:46

Bari

Quel ponte-cerniera che fa paura ai pedoni

Sovrappasso di via Traiano: il cantiere è fermo da oltre da un anno

Quel ponte-cerniera che fa paura ai pedoni

BARI - Anna prende di peso il passeggino e affida la piccola Giorgia a sua sorella: «Porto la bimba in spiaggia soltanto se c'è qualcuno che mi accompagna. Salire su questo ponte è come scalare una montagna. Avrei preferito un sottopasso, come quello realizzato alla fermata di Marconi, con lo scivolo e l'ascensore, perché è più comodo. Per utilizzarlo devo però camminare ancora più a lungo sotto il sole». Giovanni, che ascolta le riflessioni della giovane mamma ai piedi delle scale, non è d'accordo: «Questa passerella, così com'è ridotta, fa paura. Si ha la sensazione che possa crollare da un momento all'altro. Ma l'altro tunnel non è sicuro, soprattutto di sera. L'illuminazione, quando funziona, è insufficiente. Chi lo attraversa è costretto a guardarsi le spalle, temendo aggressioni o scippi. Il problema è che il fascio di binari spezza in due la città e a farne le spese sono i cittadini».

Alle 12,30 di una mattina rovente, un'umanità varia si incrocia sul sovrappasso pedonale di via Traiano. C'è la mamma in prendisole, il commercialista in giacca e cravatta, la signora Pina che abita a Madonnella da sempre e che, a 78 anni, va a fare la spesa al mercato di Japigia che sta proprio di fronte a quello che per lei sta diventando un ostacolo insormontabile: «Anche i miei figli mi dicono di non uscire nelle ore più calde, ma l'abitudine prevale sul buon senso. La pensione è di pochi spiccioli e la piazza di via Pitagora è più conveniente del supermercato. Peccato che i gradini, con il passare del tempo, siano diventati meno stabili. Sono invecchiati come me», scherza.

Di gradini da macinare con l'affanno, soprattutto quando le braccia vengono messe alla prova dalle buste con frutta e verdura oppure dagli ombrelloni e dalle sedie da piazzare sul lido pubblico di Pane e pomodoro, ce ne sono 45 dal lato di via Traiano e 50 dalla parte opposta di via Messapia che si affaccia sul quartiere di cui porta il nome. Da questa parte Madonnella, dall'altra per l'appunto Japigia, due fette di città molto popolose unite da quel ponte pedonale che sta cadendo a pezzi. Visto da Madonnella, il sovrappasso sembra sospeso nel vuoto: il rivestimento di cemento è stato picconato perché instabile, ma la struttura di ferro è stata rafforzata.

Le tracce del cantiere, seppur abbandonato da oltre un anno, resistono a fatica alle intemperie: la rete metallica è stata forzata in qualche punto, quella arancione di plastica è stata strappata o divelta dal vento, e a terra c'è un tappeto di rifiuti che ha la forma delle bottiglie di plastica, delle lattine, delle bottiglie di birra, dei cartoni della pizza, degli avanzi di cibo, dei mozziconi di sigaretta, delle carte utilizzate per avvolgere i panini acquistati da un camioncino che dopo il tramonto, poco distante, vende cibo di strada. «Di sera i giovani si siedono sui gradini – spiega Angelo, un 50enne che ha la casa sui binari – e si sfamano con wurstel e hamburger. Poi buttano i rifiuti sotto il ponte della vergogna. Le istituzioni non hanno rispetto per noi residenti. Questo camminamento è una cerniera fondamentale perché unisce due rioni della città, separati dai binari. Nonostante le proteste dei cittadini e i sopralluoghi dei tecnici, è tutto fermo. Gli unici a viaggiare veloci, alle volte così veloci da far tremare i palazzi insieme a questo sovrappasso arrugginito dal quale cadono calcinacci da almeno dieci anni, sono i treni che passano sotto il cavalcavia. L’impalcatura che oggi lo incerotta rende l’idea dello stato di emergenza in cui si trova. L'infrastruttura sarà pure stata puntellata a seguito degli interventi di consolidamento statico, ma in tanti la oltrepassano temendo che possa cedere».

Le promesse di costruire un ponte nuovo di zecca si annidano nei ricordi. Secondo una stima fatta anni addietro dal Comune, il taglio del nastro avrebbe dovuto portare la data di dicembre 2017. Così non è stato.

Antonella Fanizzi

Viale Imperatore Traiano, 70126 Bari BA, Italia

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