Sabato 21 Luglio 2018 | 10:03

sanità in Puglia

Montanaro esce di scena
si complica il puzzle nomine

Lagravinese favorito su Bari, ma resta in bilico la casella Policlinico

La giunta regionale ci stava lavorando da tempo, almeno da marzo scorso, alle procedure utili alle nomine dei nuovi direttori generali delle As: Policlinico e Asl di Bari, Brindisi e Taranto. Ma la corsa contro il tempo ha subito prima una frenata con l’impugnazione da parte del governo dei commissariamenti decisi dalla Regione. E ora, a mettersi di traverso, la tegola giudiziaria che è piombata sulla testa di Vito Montanaro, il dg di Bari da tutti considerato in «pole position» per la conferma.

I dg, come noto, hanno agito in proroga (la scednza naturale è avvenuta lo scorso aprile) tramite l«’artificio» dei commissariamenti decisi dal governatore (col Policlinico di Bari affidato a Ruscitti, già impegnato nel ruolo di assessore alla Sanità «in pectore» visto che è a capo del Dipartimento Salute). Nel frattempo sono stati pubblicati i bandi per le candidature e palla è passata in mano alla commissione di valutazione. Ora, con la vicenda giudiziaria che coinvolge la Basilicata e la sanità pugliese, la conferma di Montanaro all’Asl di Bari si allontana e si avvicina la nomina di Domenico Lagravinese alla guida della Asl di Bari: Lagravinese, oggi capo dipartimento, è già stato direttore generale presso la Asl di Brindisi oltre che di direttore sanitario.Per il Policlinico, invece, la vicenda si complica: Emiliano vorrebbe il manager veneto Claudio Dario, oggi in Trentino, il quale potrebbe non accettare il trasferimento in Puglia per via dello stipendio sensibilmente più basso rispetto a quello attuale. Ecco perché l’altra ipotesi circolata nelle scorse settimane era quella di un trasferimento di Montanaro al Policlinico. Ipotesi, ora, che sembra venuta a cadere.

La commissione, chiamata a valutare le 62 candidature, ha effettuato lo screening dei curriculum per poi procedere al colloquio con i candidati ritenuti idonei. Spetta alla commissione (composta dal dirigente regionale Giovanni Campobasso, da Francesco Gabbrielli dell’Iss e da Giampaolo Grippa dell’Agenas), in base al decreto (ed alla sua trasposizione nella legge 15 impugnata) l’elaborazione della lista da cui il presidente della Regione dovrà scegliere i nuovi direttori generali. L’elenco delle proposte dovrebbe essere consegnato al presidente della Regione a breve, visto che la decisione era attesa proprio in questi giorni. Ora che si rimescolano le carte, con l’uscita di scena di Montanaro, il puzzle però rischia di complicarsi.

Resta in piedi, inoltre, l’impiugnativa del governo dinanzi alla Consulta dei commissariamenti decisi con la legge 15. Secondo l’impostazione dei tecnici del ministero Affari regionali, il commissariamento disposto da Emiliano l’11 aprile sarebbe illegittimo proprio perché non più previsto dal quadro normativo dopo la riforma che ha introdotto l’albo unico nazionale degli idonei e la nuova procedura di selezione e designazione. Tuttavia - è la considerazione che arriva dall’entourage di Emiliano - per dare il via al procedimento la Puglia è stata costretta ad attendere la pubblicazione dell’albo che sarebbe dovuto arrivare a dicembre ed è slittato ad aprile, e questo ha provocato la scadenza degli incarichi di Vito Montanaro (Bari), Stefano Rossi (Taranto) e Giuseppe Pasqualone (Brindisi) poi nominati commissari. Secondo il ministero della Salute, però, la Regione avrebbe dovuto osservare il decreto Lorenzin, che prevede l’interim al direttore amministrativo per un massimo di sei mesi. Se avesse voluto un commissario (pratica comune negli scorsi anni), Emiliano avrebbe dovuto chiederlo a Palazzo Chigi. Minuzie legislative, si dirà, dinanzi alla bufera che è arrivata con la sanitopoli appulo-lucana e che ha, probabilmente, alterato il quadro che il governatore stava cominciando a disegnare per la guida delle Asl pugliesi. [red. reg.]

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