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Restart

Ristorazione 4.0, Ladisa presenta progetto da 27mln a Bari

Oltre 1.200 persone alla kermesse dell'azienda per illustrare la nuova attività di ristorazione: piatti pronti e alimenti salutistici. La ricerca di Cnr e due Università

Ristorazione 4.0, Ladisa presentaprogetto da 27mln a Bari

Mangiare sicuro e promuovere «piatti pronti» grazie a nuove tecniche produttive e packaging unici a basso impatto ambientale e ad elevata garanzia di conservazione. Ladisa srl ha presentato il progetto Restart (RESTaurant Advanced Research & Technologies), il nuovo investimento alla zona industriale di Bari che prevede la realizzazione di un centro di produzione pasti ispirato alla ristorazione 4.0. Oltre 1.200 persone hanno preso parte alla kermesse organizzata dall'azienda: un appuntamento cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, banche, società di revisione, imprese e dipendenti provenienti da ogni parte d'Italia.

IL PROGETTO - Il progetto, illustrato nel corso della serata che è stata condotta dal giornalista Nicola Pepe - si svilupperà all’interno di una struttura di 11.500 metri quadrati – già nella disponibilità dell’azienda - attigua alla sede dell’attuale industria di ristorazione Ladisa, costruita nel 2011 che dà lavoro a circa 400 persone. Tre gli obiettivi di Restart: realizzazione di una nuova linea di cottura e confezionamento di «ready to meat», ovvero piatti pronti sotto il marchio «Che Bontà»; sviluppo di una linea innovativa per le fasi di lavorazioni e packaging dei prodotti di IV gamma (frutta e verdura); sviluppo di una moderna tecnologia di confezionamento che sfrutti l’effetto delle proprietà antibatteriche degli imballaggi.

LA RICERCA - Queste fasi comprenderanno un lavoro di ricerca – durerà almeno tre anni – che coinvolgerà un team dell’Ispa-CNR (istituto di Scienze delle produzioni alimentari), dall’Università del Salento e dal Caisial (centro di Ateneo per l’Innovazione e lo sviluppo nell’Industria alimentare), spin off dell’Università Federico II di Napoli. I coordinatori del progetto saranno Alessandro Sannino, associato di Scienza e tecnologia dei materiali dell’Unisalento e Antonio Logrieco, direttore Cnr Ispa. Restart rientra nella strategia di consolidamento di Ladisa srl – 4mila dipendenti, 23 milioni di pasti serviti e 700 centri serviti in tutta Italia – e allo sviluppo di nuovi segmenti di business attraverso un’azione integrata tra ricerca, innovazione, competitività, internazionalizzazione, sostenibilità ambientale e soprattutto sicurezza. L’azienda prevede un potenziale di assunzioni fino a 250 unità nel prossimo quinquennio.

LA RISTORAZIONE GREEN - Il progetto Restart consentirà il raggiungimento di nuovi e importanti obiettivi nella cosiddetta «ristorazione ecosostenibile», attraverso il ricorso a ulteriori interventi di efficientamento energetico e di riduzione dell’impatto ambientale del processo produttivo. Il nuovo stabilimento sarà dotato di un parco fotovoltaico di 726 pannelli (260 MWh potenza) – si aggiunge a quello di 800 pannelli dell’attuale opificio - e un impianto Solar Cooling, che attraverso l’abbinamento tra pannelli solari termici e una macchina frigorifera consente di produrre acqua refrigerata o di aria condizionata.


Sarà realizzato un digestore anaerobico comprendente un’area di accumulo rifiuti organici e un impianto di gestione e fornitura del biogas prodotto; gli impianti permetteranno, oltre che la produzione di energia pulita, anche una riduzione dei rifiuti da smaltire in quanto il principale flusso di rifiuti generati nel servizio di ristorazione collettiva è rappresentato da quello organico. L’area sarà altresì dotata di un impianto di quadrigenerazione con turbina di derivazione aeronautica per la produzione combinata di energia elettrica, acqua calda e fredda e vapore. L’energia elettrica sarà destinata al fabbisogno della produzione. In questo modo è possibile giungere ad un notevole risparmio sulle fonti energetiche primarie con significativa riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera. Complessivamente, si stima che a regime, l’intero complesso industriale produrrà ed utilizzerà energia pulita pari a circa 2.500 Megawatt evitando di approvvigionarsi dalla rete e consentendo un risparmio di CO2 in atmosfera pari a 1.745 tonnellate.

LA NUOVA GOVERNANCE - La nuova governance a due anni dall’approccio con Borsa italiana attraverso il progetto Elite, Ladisa srl in occasione del progetto Restart ha annunciato la nuova governance: dall’amministratore unico si passerà al consiglio di amministrazione di 5 componenti (di cui due indipendenti) che risulterà così composto. Presidente: Gioacchino De Palma, co-amministratore: Sebastiano Ladisa, co-amministratore Vito Ladisa, consiglieri indipendenti, il prof. Gianvito Giannelli, orinario di diritto commerciale all'Università di Bari, nonchè avvocato, amministratore giudiziario per conto del tribunale di Bari in società sottoposte a sequestro; il dott. Federico Maurizio D’Andrea, per 30 anni ufficiale della Gdf (lavorava al fianco del pool Mani pulite), presidente di Olivetti e Sangalli e componente/presidente di alcuni organismi di vigilanza tra cui Sole 24 ore e Metropolitane milanesi.

Bari BA, Italia

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