Sabato 21 Luglio 2018 | 11:57

Dopo il caso di Vivicittà

«Bene avere i defibrillatori
ma serve chi li sappia usare»

Il coordinatore Fimmg 118 barese interviene sull'episodio di domenica mattina a Bari: «Più attenzione all'emergenza»

malore vivicittà Bari

Il podista a terra (Foto Luca Turi)

BARI - «Il defibrillatore semiautomatico è un dispositivo molto utile, ma è importantissima la formazione degli operatori. Quanto accaduto domenica a Bari durante Vivicittà è molto grave, perché dimostra quanta approssimazione ci sia». Nicola Gaballo, segretario provinciale della Fimmg 118, interviene sul caso di domenica mattina quando un 50enne si è sentito male subito dopo lo start della gara e gli addetti all’assistenza - un’ambulanza privata - non sono stati in grado di praticare le manovre di rianimazione (notizia data in anteprima dalla nostra Redazione on line).

«Indossare una divisa arancione - dice Gaballo - non conferisce competenza. Non vogliamo dare colpe a nessuno. Associazioni e cooperative hanno sicuramente ottimo personale, volontari che donano il proprio tempo, ma gestire l’emergenza è tutt’altra cosa. Tra gli iscritti alla gara di domenica (come ha raccontato questo giornale, ndr) c’erano un rianimatore e personale qualificato del 118 che hanno eseguito immediatamente le manovre rianimatorie. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se non si fosse verificata questa fortunata circostanza». Anche perché, spiega Gaballo, è tutta questione di rapidità: «Le manovre di rianimazione devono essere rapidissime. Gli americani dicono “time is brain” perché ogni minuto di arresto cardiaco comporta la perdita del 10% di funzionalità del cervello. Quindi un intervento effettuato dopo 5-6 minuti fa perdere alla vittima il 50-60% di funzioni cerebrali». È qui che si innesta l’importanza di avere defibrillatori, ma è necessaria competenza. «Il concetto è questo: servono persone in grado di effettuare le manovre rianimatorie, rapidamente, nell’attesa che intervenga il personale qualificato del 118 con il medico e le appropriate dotazioni».

Quindi, visto che la Puglia è stata riempita di defibrillatori semiautomatici, cosa manca? «Manca la formazione. È fondamentale promuovere la cultura della rianimazione sul territorio. La Regione ha approvato una legge che stanzia un piccolo budget, ed è importante che tutti si adoperino e che i corsi partano. Non basta prendere un foglio di carta per avere le carte a posto, il valore aggiunto è nella qualità della formazione».

Il sistema dell’emergenza è interessato anche all’imminente chisura dei Ppi, i Punti di primo intervento, su cui i medici di settore invitano a guardare aspetti specifici. «Siamo a favore - dice Gaballo - di tutte le soluzioni che garantiscano per i cittadini l’assistenza sul territorio e lo standard qualitativo attuale. Il cronoprogramma era stato già stabilito nel 2016, ora siamo in fase di attuazione di questa riforma. Il passaggio dai Ppi alle ambulanze del 118 ci crea qualche perplessità, ma solo per quanto riguarda la copertura del servizio: bisognerà tenere presente che servirà più personale. Ad oggi abbiamo chiesto alla Regione tavoli di confronto che non si sono mai concretizzati».[m.s.]

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Commenti all'articolo

  • MALALA

    17 Aprile 2018 - 14:02

    Il sig. presidente Emiliano si attivi immediatamente per questi importantissimi tavoli di confronto richiesti.

    Rispondi

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