Domenica 19 Agosto 2018 | 21:46

Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

Il fantasma
dell'uomo forte
nell'Italia senza pace

Mussolini film

Nel 1969, lo scrittore dissidente sovietico Andrej Amalrik (1938-1980) scrisse un saggio (Sopravviverà l’Unione Sovietica fino al 1984?) che destò un certo clamore in Occidente. Già il titolo del pamphlet costituiva una duplice provocazione: l’interrogativo retorico nascondeva la convinzione che l’Urss sarebbe implosa a dispetto di tutti gli analisti che prefiguravano il crollo di America ed Europa; l’epilogo dell’esperienza comunista fissata nel 1984 evocava proprio 1984, il celebre romanzo di George Orwell (1903-1950) sulla degenerazione dello stalinismo (il Grande Fratello era il ritratto del dittatore georgiano).
Quando apparve in libreria, il volume del coraggioso Amalrik fece discutere, ma non riuscì a superare lo scetticismo generale.
Uno, perché in quei tempi l’Urss sembrava più solida di una costruzione in marmo. Due, perché il conflitto Mosca-Pechino e la nascita di un’opposizione interna nel Pcus (elementi che, secondo l’autore, avrebbero portato l’impero rosso all’autodissoluzione), sembravano più lontani di Plutone nella previsione degli eventi futuribili.
Invece, il povero Amalrik si sbaglierà di poco. Già nel 1985, con l’avvento di Michail Gorbaciov, l’edificio costruito da Lenin (1870-1924) comincerà a mostrare le prime crepe e a traballare, fino a sfaldarsi al suolo nel giro di pochi anni.
Parafrasando le opere di Orwell e di Amalrik, e tralasciando la Russia, ci si potrebbe chiedere se l’Italia sopravviverà fino al 2084, o addirittura se riuscirà a sopravvivere fino al 2034, cioè fino a mezzo secolo dopo la data simbolo della deriva totalitaria.

La domanda può sembrare peregrina, oltre che provocatoria. Ma la democrazia, a differenza del mercato, non è un fatto naturale, né corrisponde alla condizione umana. La democrazia ha richiesto secoli di battaglie e sofferenze prima di imporsi nella prassi umana e sul piano costituzionale. Non solo. La sopravvivenza della democrazia richiede una continua vigilanza, visto che il cammino democratico non procede sempre nella direzione di sola andata, ma a volte deve arrendersi ai fautori di un percorso a ritroso. La storia è prodiga di esempi, in proposito.
Viceversa il mercato (lo scambio di merci, servizi e idee tra le persone) corrisponde all’azione umana. Non a caso, neppure Stalin (1878-1953) riuscì a sopprimerlo del tutto, visto che il mercato nero provvedeva a reperire e distribuire le merci per rimediare alle lunghe code per pane e latte causate da una pianificazione improbabile e pressoché impossibile.
Ma torniamo all’Italia. Riuscirà a sopravvivere a se stessa dal momento che la democrazia non costituisce un dato acquisito o uno status a tempo indeterminato?

Il dubbio è tutt’altro che eccentrico o campato in aria. Nessuna società può vivere in eterno in uno scenario di confusione e conflittualità permanente, protesa, per giunta, ad allargarsi, ad aggravarsi senza limiti. In questi giorni ha debuttato nelle sale cinematografice il film Sono tornato, una parodia del Duce (redivivo nell’ Italia odierno) che prende le mosse proprio dal caos dilagante nella Penisola. La pellicola esorcizza il ritorno del Mascellone, ma riporta con sufficiente realismo gli stati d’animo più diffusi nella società italiana. Una società senza bussola, senza valori e senza doveri. Una società che presto potrebbe conoscere i dolori dello scontro sociale, senza sapere quali sarebbero le inevitabili conseguenze politiche.

L’Italia è un Paese oscillante tra anarchia e autocrazia, tra sovversione ed eversione, tra rifiuto del padre e attesa dell’uomo forte, tra solidarismo e menefreghismo. È un Paese che portò l’acuto Piero Gobetti (1901-1926) a definire il fascismo come l’autobiografia della nazione. Un’autobiografia che forse non ha ancora completato l’ultimo capitolo se, sia pure, e per fortuna, solo cinematograficamente, ha ripreso a discutere di Benito Mussolini (1883-1945) come un risolutivo deus ex machina.
Le democrazie non hanno polizze assicurative, né recinzioni imperforabili. Possono franare da un momento all’altro. Per questa ragione i sistemi democratici hanno bisogno di istituzioni forti, ma soprattutto hanno bisogno di valori non negoziabili. Altrimenti è il disastro, la fine.

Forse mai come oggi l’Italia si è ritrovata allo sbando sul piano della moralità e della coesione sociale. Di qui la domanda (sempre più inquietante): fino a quando il Belpaese potrà sopportare questo vortice di tensioni? E se finisse come nel secolo scorso, quando un capopopolo spuntato dal nulla s’impose e impose di decidere per tutti gli altri?
Si dirà. Meno male che c’è l’Europa, che di sicuro reciderebbe sul nascere ogni tentazione autoritaria. Ma nessuno potrebbe mettere la mano sul fuoco sul ruolo dissuasivo dell’Unione Europea, alla luce della massiccia ondata populistica che sta attraversando l’intero continente. Purtroppo, a volte, le democrazie sanno vincere le guerre, ma non sanno vivere la pace. Specie in Paesi come l’Italia, divisi tra cento città e mille tribù, tra estremismi mai sopiti, e spesso frantumati all’interno di ogni singola famiglia.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DALLA SEZIONE

Caso Genova e giochi pericolosi sull'altare di Europa ed euro

Caso Genova e giochi pericolosi sull'altare di Europa ed euro

 
Dramma sfollati, la vita racchiusa in un trolley

Dramma sfollati, la vita racchiusa in un trolley

 
L’alleanza gialloverde alla prova grandi opere

L’alleanza gialloverde alla prova grandi opere

 
Che fare domani dei turisti in Puglia

Che fare domani dei turisti in Puglia

 
premier Giuseppe Conte

Ripensare la politica delle grandi opere

 
L'alibi economico dell'autunno caldo

L'alibi economico dell'autunno caldo

 
L'insostenibile pesantezza di un paese senza colpevoli

L'insostenibile pesantezza di un paese senza colpevoli

 
Non servono più soldatini alla Fantozzi

Non servono più soldatini alla Fantozzi

 

GDM.TV

Bari, ecco il ponte che da anni minaccia il rione Japigia: un giro fra degrado e sporcizia

Bari, ecco il ponte che da anni minaccia il rione Japigia: un giro fra topi e degrado

 
Ruba auto per consegna di farmaci, il proprietario lo scopre e lui lo trascina per 20mt con la macchina: arrestato

Ruba auto per consegna di farmaci e trascina il proprietario per 20mt: arrestato

 
Salento, 10 soccorsi per mare mossoUno motoscafo rischia di affondare

Salento, 10 soccorsi per mare mosso: un motoscafo rischia di affondare

 
Leuca, Gdf intercetta cabinatoe veliero con 24 migranti: 3 arresti

Leuca, Gdf intercetta cabinato e veliero con 24 migranti: 3 arresti

 
Giovinazzo diventa magica: con danze sull'acqua e luci multimediali

Giovinazzo diventa magica: danze sull'acqua e luci multimediali

 
Bari, «scompare» l'aereo rumeno: a rischio le vacanze in Grecia

Bari, sparisce il jet rumeno: addio alle ferie in Grecia

 
Ponte crollato a Genova, le immagini dall'alto

Ponte crollato a Genova, le immagini dall'alto

 
«Oh mio Dio», il terrore in diretta

«Oh Dio, oh Dio!», il terrore in diretta

 

PHOTONEWS