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Giovedì 22 Febbraio 2018 | 20:04

Calcio, la Var della discordia fa colpo anche sugli stranieri

Il sistema Var

Il sistema Var

di Gaetano Campione

Il dado è tratto. E indietro non si torna. Analizzando le 210 partite del calcio italiano che hanno visto l’impiego della «Moviola in campo», è infatti emerso che gli errori sono stati solo l’1% del totale. Insomma, le decisioni sono sempre più rapide, si assegnano più rigori e non spunta neanche un cartellino rosso per le proteste. Così gli arbitri hanno convinto gli allenatori e la tecnologia, nonostante le perplessità e i mugugni iniziali, è stata promossa. Il prodotto funziona da noi più che in Germania. E questa è già una grande notizia. I tedeschi hanno un unico centro collegato con tutti gli stadi, mentre nel Belpaese del pallone c'è una sala Var in ogni impianto.

Il sistema Var tricolore piace. Dalla Cina, una delle nuove frontiere del calcio, arrivano richieste pressanti: «Mandateci i vostri arbitri». La Fifa ha individuato Coverciano come centro pilota e i fischietti del prossimo Mondiale si formeranno a casa nostra. A Marzo si deciderà se inviare alla corte di Putin quattro arbitri italiani. Peccato che la nostra Nazionale di calcio in Russia non ci sarà.

È «Varmania»? Non sempre. Il percorso per abolire l’ingiustizia nel calcio è lungo e complesso. Basti pensare alla sudditanza psicologica, quel fantasma che aleggia su ogni campionato. La direzione presa, però, sembra quella giusta. Bisogna migliorare costantemente le zone grigie, correggere gli errori per restituirie credibilità a Eupalla. In Francia, ad esempio, è stata bocciata la Goal-line technology a causa di due clamorosi errori attribuiti ad altrettanti guasti tecnici: all’arbitro non sono arrivate le segnalazioni giuste.

In Spagna, invece, niente Var e nemmeno Goal-line technology. Se ci fossero stati, sarebbe stato convalidato il gol fantasma di Messi nel match clou Valencia-Barcellona della Liga: il pallone supera la linea bianca di almeno 30 centimetri. Ma arbitro e guardialinee non lo vedono. Risultato? Finisce 1-1 e classifica falsata nonostante i blugrana siano sempre primi.

Una mano, senza clamori, la chiedono gli inglesi, tradizionalmente cauti nei confronti di tutto ciò che rappresenti una novità. Loro, la tecnologia, l’anno appena introdotta nella FA Cup.

Tutti interessati. Rosetti, il supervisore del progetto italiano sulla video assistenza chiarisce: «L'obiettivo è avere un calcio più giusto, eliminare gli errori senza disturbare la bellezza gioco. Interferenza minima e massimo beneficio: la Var serve solo per errori chiari e importanti, non per situazioni controverse. La decisione finale è presa sempre e comunque dall’arbitro».

È bene ricordarlo sempre.

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