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Domenica 19 Novembre 2017 | 04:19

Nulla di nuovo
sopra il divano dei potenti

Weinstein

«All’inizio della mia carriera ho passato molto tempo in ginocchio, e non era per pregare», ammetteva candidamente tanti anni addietro Norma Jean Morteson Baker Monroe, dopo essere diventata una delle attrici più famose al mondo con lo pseudonimo di Marilyn Monroe.
Ma nonostante il datato «coming out» di Marilyn, Hollywood e tutto il mondo del cinema hanno sempre preferito mascherare il mondo di compromessi e squallidi ricatti sessuali nascosti dietro i lustrini del loro mondo. Certo «il divano del produttore o del regista» non sono mai stati ignoti a nessuno, tanto da diventare un modo di dire abituale, ma l’ammissione spontanea e dichiarata di tutto ciò è sempre stata accuratamente evitata, meglio le mezze voci e i si dice e le indiscrezioni dei rototalchi costantemente smentite anche se con scarsa convinzione.

Nulla di nuovo sotto il sole, pertanto. Ma il caso di Harvey Weinstein, il «cinghialone» produttore cinematografico che avrebbe insidiato buona parte delle attrici del pianeta sembra aver scoperchiato il mitologico «Vaso di Pandora» mettendo in luce tutte le nefandezze nascoste sotto il tappeto. Rotto il muro di silenzi è stata una cascata di accuse che sta travolgendo personaggi di primissimo piano. E dallo show business lo scandalo si è allargato alla politica, allo sport: nessun ambito sembra poterne restare fuori. Inutile fare l’elenco dei vip coinvolti, bastano solo alcuni nomi: il bravissimo attore Kevin Spacey, sempre chiacchierato ma prima mai incastrato.
Poi c’è il mitico Dustin Hooffman: avrebbe molestato un’attrice e forse altre. Per arrivare ai vip della politica: dalla sedia a rotelle sulla quale è costretto dall’età e dalle malattie, George Bush senior, ora 94enne, ex presidente degli Stati Uniti avrebbe toccato il sedere ad alcune signore. E non manca lo sport: Sepp Blatter ex numero uno della Fifa, la federazione internazionale del calcio, già accusato di tante altre «marachelle» avrebbe pure lui palpeggiato il fondoschiena di una campionessa di calcio.

Il tempo, il tanto tempo passato, bisogna annotarlo, accomuna tante accuse: alcune risalgono a trenta e più anni fa e questo crea difficoltà tanto negli accusatori, tanto negli accusati: i primi difficilmente potranno provare le accuse, i secondi difficilmente potranno provare la loro innocenza. Certo non è facile denunciare una molestia soprattutto se avvenuta col ricatto del lavoro, anche se più spesso, è doveroso dirlo, più che dal lavoro il contraltare era costituito dalla fama e dalla ricchezza. Come pure alcuni racconti fatti da alcune delle vittime dichiarate lasciano perplessità: si pensi al dibattutissimo caso di Asia Argento. Ma approfittare della propria posizione per estorcere sesso resta una cosa ignobile, come pure offrirne per fare carriera.
Servirà tutto il can can di questi giorni a «depurare» il mondo dello spettacolo e qualsiasi altro settore lavorativo dalla sopraffazione e dal mercato sessuale? La speranza è l’ultima a morire, come fu l’ultima a lasciare il già ricordato «Vaso di Pandora». Ma lo scetticismo prevale.

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