Domenica 24 Giugno 2018 | 22:31

Ma il cellulare
non chiede scusa

Ma il cellularenon chiede scusa

Sala di attesa di un medico di famiglia. Su cinque persone sedute, quattro sono di testa sul cellulare. La quinta sfoglia distrattamente (diciamo vede le foto) una rivista di un mese prima, uno di quei residuati che contribuiscono a rendere le attese della visita una depressione nell’incapacità dei medici di avere psicologia. Neanche i medici di famiglia, quelli che dovrebbero essere di famiglia come dice il nome stesso. E trasmettere serenità, chessò, con un fiore. Un tempo, se non si scambiavano la chiacchiera, i pazienti in attesa almeno si guardavano intorno. Insomma comunicavano con la vista, con l’udito, qualcuno con l’olfatto. Ora sensi azzerati e confiscati da quell’aggeggio. Con artrosi cervicali da tecnologia che li sbatterà dritto da un fisiatra, cioè altra sala d’attesa.

USO COMPULSIVO - Dice: perlomeno si informano. Sul cellulare consulteranno una rassegna stampa, navigheranno per capire qualcosa in più dello ius soli, che non è minacciare solitudine. O al massimo cercheranno di capire perché Bonucci finito al Milan è diventato un bidone. Insomma un modo diverso di leggere, una diversamente lettura nel Paese fra gli ultimi al mondo in questa rogna. Invece sono su Facebook, che una fonte di informazione comunque lo è, sul menu dell’ultima cena di Anna Fracchiolla, o sul cagnetto che si è comprato Vitino Sciancalepore, o sulle vacanze al mare degli Spezzacatene. Ma non è solo stile da sala d’attesa. Ragazzi escono per stare insieme e al tavolino del bar dialogano ciascuno col proprio telefonino. Titolo della scena: Conversazione.
Ora non è che vuoi fare il reazionario, come passa sempre chi invita a non credere che la modernità sia dio. E non è che in questo caso il cellulare sia un esempio di educazione, almeno al disopra di quella di un Salvini. Anche perché stai a cena, stai in riunione di lavoro, stai tenendo una lezione e se squilla lui s’interrompe tutto perché ha la precedenza, e neanche dicendo «scusate». E se non rispondi, se resisti, comunque è finita. Perché da allora in poi l’attenzione si dissolve come l’Italia sotto la prima pioggia. E stai solo a pensare chi poteva essere, cosa mi avrà voluto dire, anche se era un deficiente che gli voleva solo dire che il Bari chissà come lo vede pure quest’anno.
Ma lanci la prima pietra chi è in grado di resistere, magari un po’ più di un Renzi davanti a una telecamera. O chi riesce a concentrarsi più su ciò che sta facendo che su quell’affare che squilla, specie se è uno che ha difficoltà a camminare e a masticare contemporaneamente una gomma. Figuriamoci ora che è uscito l’iPhone 8, aggeggino da oltre mille euro, annunciato come quello che sfonda la soglia psicologica. Che non è solo la soglia di un prezzo che dovrebbe scoraggiare almeno chi non arriva all’ultima settimana del mese (anche se ci potrebbero essere mutui allo scopo). Ma è la soglia di fronte alla quale saremmo davvero capaci di resistere, appunto, a tutto tranne che alla tentazione. Arrivando a un lusso di massa (e forse anche a debiti di massa).

COME - Però lo sappiamo com’è, mica ci vogliono le neuroscienze. Il consumo è emozione più che soldi in tasca. Compriamo non solo ciò che ci fa sognare. Ma anche ciò che comprano gli altri, mica posso essere da meno del Lacalendola del terzo piano che non paga il condominio ma il coso ce l’ha già. E poi, non mi regalo mai niente. Né del resto chi se la compra si comprerebbe mai una Ferrari, anzi un Ferrari, se non fosse per questo. Perché arrivare a 100 all’ora in 3 secondi non lo faresti mai se no te la sequestrano il primo giorno. Vai col culo per terra e a ogni accelerata hai lo stomaco in bocca. Non ti puoi far vedere se no dicono che sei uno spacciatore di droga. Eppure te la prendi perché, vuoi mettere, hai , anzi il Ferrari.
Così siamo come quelli che sanno che il gorgonzola fa venire il colesterolo, ma il dottore ha detto che bisogna mangiare tutto. Forse distinguendo fra cento grammi e mezzo chilo. Ora pare che decidano di consentire lo smartphone anche a scuola. Come strumento di formazione, dicono, e chissà come devono essere stati sformati i ragazzi finora. E dopo che i titoli dei giornali sono da tempo un bollettino di guerra non contro il cellulare, ma contro l’uso compulsivo da sala d’attesa del medico: "Le app uccidono l’intelligenza"; "Più tristi, soli e impreparati: la condanna dei nativi digitali"; "Google e Facebook ci trivellano l’anima"; "Quel mondo tascabile che era nostro amico e ora è diventato padrone"; "Prosciugano il cervello: lo smartphone ai ragazzi divide gli accademici"; "Adolescenti depressi e solitari: è la gioventù bruciata della generazione iPhone"; "Lo smartphone ci isola".
Eppure prova a non regalare l’ultimo modello di cellulare per il compleanno di tua figlia, e vedi se non parte una chiamata a Telefono Azzurro per abuso di mezzi educativi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DALLA SEZIONE

Il Mare Nostrum dei migranti morti sognando l'Europa

Il Mare Nostrum dei migranti morti sognando l'Europa

 
Il ritorno dei fantasmi contro la scienza

Il ritorno dei fantasmi contro la scienza

 
festa della repubblica

Una Repubblica fondata sui (tele) raccomandati

 
Il buonismo visto da Vauro

Si fa presto a dire buonismo o cattivismo

 
Si parla di Ilva a Bruxelles: stop al carbone e resti aperta

Si parla di Ilva a Bruxelles: stop al carbone e resti aperta

 
Reazionari e progressisti nell’Italia giallo-verde

Reazionari e progressisti nell’Italia giallo-verde

 
Oggi al via gli esami. A Bari zuffa bocciati

Oggi al via gli esami. A Bari zuffa bocciati

 
Grosso vuole il Verona ma occhio alla clausola

Il Grosso schiaffo ai tifosi del bari

 

MEDIAGALLERY

Scudetto alla Pink Bari Primavera, è festa grande a Firenze

Scudetto alla Pink Bari Primavera, è festa grande a Firenze

 
Impresa della Pink Bari Primavera battuta la Juve 4-3 all'ultimo respiro

Scudetto alla Pink Bari Primavera
battuta la Juve 4-3 all'ultimo respiro

 
Apricena, una discarica abusiva in pieno parco

Apricena, trovata una discarica abusiva in pieno parco

 
Il vincitore di Sanremo Ermal Meta canta in barese

Il vincitore di Sanremo Ermal Meta canta in barese

 
Confiscati beni per 30 mln fatti con un sequestro degli anni '80

Confiscati beni per 30 mln fatti con un sequestro degli anni '80

 
Lecce da «barocca» a «impacchettata»: in restauro due simboli della città, invisibili ai turisti

Lecce da «barocca» a «impacchettata»: in restauro due simboli della città

 
La rapina all'Auchan di Taranto ripresa col telefonino

La rapina all'Auchan di Taranto ripresa col telefonino

 
Rapina all'Auchan di Taranto, panico tra la gente

Rapina all'Auchan di Taranto, arrestati un 18enne e un 16enne incensurati Vd

 
Carlo Dragonetti, pugliese che diventa star del web in Cina

Carlo Dragonetti, pugliese che diventa star del web in Cina

 
Incidente sulla tangenziale sud di Bari: due feriti

Incidente sulla tangenziale sud di Bari: due feriti

 
Mondiali robotica, dal Canada l'esibizione dei maghetti della Tommaso Fiore

Mondiali robotica, dal Canada l'esibizione dei maghetti della Tommaso Fiore

 

LAGAZZETTA.TV

Notiziari TV
Ansatg delle ore 19

Ansatg delle ore 19

 
Italia TV
Topi tra i cassonetti al centro di Roma

Topi tra i cassonetti al centro di Roma

 
Mondo TV
Saudite al volante: finalmente indipendenti

Saudite al volante: finalmente indipendenti

 
Economia TV
In aziende appena 5% donne al top stipendi

In aziende appena 5% donne al top stipendi

 
Calcio TV
Baresi e Albertini al memorial Freti

Baresi e Albertini al memorial Freti

 
Spettacolo TV
Fuga dall'isola del Diavolo

Fuga dall'isola del Diavolo

 
Meteo TV
Previsioni meteo per domenica, 24 giugno 2018

Previsioni meteo per domenica, 24 giugno 2018

 
Sport TV
Tortu batte Mennea

Tortu batte Mennea