Lunedì 25 Giugno 2018 | 21:54

Se il turismo in Italia
si riduce ad uno stupro

turismo Salento mare estate Otranto

di GIOVANNI VALENTINI

Cinquanta milioni di turisti arrivati in tre mesi. Due giovani americane «abusate» da due carabinieri, armati e in divisa. L’estate boom e il sospetto di stupro. I dati sul turismo sono ufficiali, l’episodio di Firenze è ancora controverso e da accertare. Ma intanto - di fronte alle ammissioni di uno dei due militari - il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette, ha già dichiarato che si è trattato comunque di un «comportamento indegno, illegittimo e immorale». E infatti, la questione non è se il rapporto sia stato più o meno «consenziente», bensì se i due carabinieri in servizio hanno approfittato di due ragazze che avevano «soccorso» durante l’orario di pattuglia: tanto più grave se fossero state ubriache o drogate.

Èvero che questa storia “infanga tutta l’Arma”, come ha detto lo stesso Del Sette, difendendo giustamente il lavoro che svolgono ogni giorno e notte i centomila uomini di quella che una volta si chiamava “Benemerita”. Ma offende anche l’immagine dell’Italia, la sua reputazione e la sua affidabilità all’estero. E danneggia quindi il turismo che resta tuttora la nostra prima industria nazionale.

In quale altro Paese europeo, occidentale, civile, due militari, componenti delle forze dell’ordine, tutori della sicurezza pubblica, potrebbero commettere un atto del genere? Che cosa devono pensare o temere milioni di genitori nel mondo prima di mandare le figlie in vacanza o a studiare in Italia? E più in generale, quali conseguenze o contraccolpi può avere un fattaccio come questo sull’appeal turistico del Belpaese?

A parte l’onore e l’integrità fisica e morale delle due giovani americane, c’è evidentemente un danno di immagine e anche un potenziale danno materiale che rischia di ripercuotersi sulla nostra industria turistica. E vuol dire, occupazione, lavoro, reddito, per migliaia di connazionali impegnati in questo settore: viaggi, alberghi, pensioni, “bed & breakfast”, ristoranti, pizzerie, bar, discoteche.

Aveva ragione Dario Franceschini, all’esordio da ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, a dire che il suo è “il più importante ministero economico”. Per il nostro Paese, e per il Sud in particolare, si tratta di una risorsa primaria, fatta di natura e arte, di ambiente e storia, di artigianato e tradizione eno-gastronomica: un patrimonio che appartiene a tutti noi e che tutto il mondo ci invidia. Anche per questo non si può lasciare impunito il comportamento inqualificabile di quei due carabinieri che, in ogni caso, hanno trasgredito ai loro doveri e compiti istituzionali, abusando della divisa e “approfittando” delle ragazze che avevano chiesto o accettato il loro aiuto. E perciò, non si può tollerare neppure lo “stupro collettivo” che tanti operatori turistici commettono più o meno consapevolmente ai danni dei loro clienti, italiani o stranieri: prezzi esosi, conti truccati, servizi di scarsa qualità, piccole o grandi truffe.

Ora la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, la prima donna in Italia ad assumere questa responsabilità, annuncia e promette: “Saremo inflessibili”. Il governo lo deve innanzitutto all’Arma dei Carabinieri. Ma lo deve a tutti i cittadini che rispettano i militari e le forze dell’ordine, come garanzia di sicurezza per l’intera società. E lo deve anche a quei cinquanta milioni di turisti che quest’estate sono venuti in Italia, per apprezzare – insieme alla nostra “Grande Bellezza” – anche la nostra tradizionale ospitalità, la nostra accoglienza, la nostra amabilità.

Dipenderà in gran parte da questa reazione l’atteggiamento degli stranieri nei nostri confronti. Se la punizione per i due carabinieri non sarà adeguata alla loro indegna condotta, nell’opinione pubblica internazionale resterà l’idea di un Paese insicuro, inaffidabile, pericoloso. Un Paese in cui le giovani donne rischiano di fare brutti incontri anche quando si affidano agli uomini in divisa per essere protette e i genitori non saranno mai tranquilli di mandarle in viaggio da noi.

Una volta, ai tempi del terrorismo delle “Brigate Rosse”, l’Italia veniva raffigurata in copertina dal settimanale tedesco “Der Spiegel” con un piatto di spaghetti conditi da una pistola. Non vorremmo che in futuro la Fiamma dei carabinieri fosse accostata a una ragazza in minigonna o a qualche indumento intimo femminile. Meglio, allora, tornare alla chitarra e al mandolino.

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