Domenica 24 Giugno 2018 | 22:30

La Caravella riprende
il mare verso Levante

La Caravella riprendeil mare verso Levante

MICHELE MIRABELLA

Ignoro se i 62, tra marinai e commercianti, che salparono da Bari, nel 1087, per Antiochia con carichi di semenze e cereali avessero delle mappe adeguate della Puglia da cui mossero la prua della Caravella.
Avevano utili forniture agiografiche e volenterosi piani di mistica razzia per la missione di santamente scassinare il Sepolcro di San Nicola di Mira, liberarne i mistici resti e farlo diventare San Nicola da Bari. Ma, forse, le mappe non erano fedeli alla natura dei luoghi e delle rive di questa nostra regione cosi spropositatamente lunga e bella. E ardimentosa, oltre che abitata da instancabili mercanti e gagliardi marinai.

La traslazione delle reliquie fu ideata e realizzata in un contesto storico problematico. La città, a seguito della conquista normanna attraversava un’aspra crisi con ingente calo delle attività commerciali. A questa si aggiungeva un deperimento d’identità politica, non risolto dalla ribellione del 1079, che aveva provocato la dura e umiliante  reazione di Roberto il Guiscardo. L’occupazione musulmana di Antiochia aveva assestato il colpo di grazia al commercio, essendo quella città il principale partner commerciale dei Baresi.

«Riportare» a Bari, le reliquie nicolaiane fu un’operazione geniale che rilanciò i negozi foranei dei baresi. La caravella ancora ne segnala la gloria e la fortuna. La panciuta e veleggiante caravella scelta come simbolo di un’altra idea, più pacifica e borghese, per il rilancio dei commerci del sud Italia: la Fiera del Levante. Direi come simbolo del Levante, anche senza Fiera, quel Levante che per noi Pugliesi è l’interlocutore geografico, è l’interfaccia culturale, la sponda altra con cui misurarsi e dialogare. Sin dai tempi che lambirono l’arcaicità del mito quando a muoversi per sete di conoscenza e per intraprendenza marinara furono altri naviganti, viaggiatori ansiosi non di reliquie, ma di fraternità.

A guardarla sulla mappa geografica la Puglia ha una forma strana: un tacco lungo di uno stivale sbilenco con uno sperone greve e proteso nell’acqua di carta tutta celeste di varie gradazioni. Una terra che ha nella forma il suo destino: si protende nel mare con una decisione ed una forza che sembrano suggerire una temeraria e implicita vocazione a spingersi oltre. Verso terra il suo confine non si chiude, ma è avido di terre vicine, della Basilicata sorella e del Molise cui contende immaginarie dogane e varchi amichevoli dopo le foci del Fortore. Antichi vagabondi e curiosi giramondo, i Greci raggiunsero le coste italiche e, con la foga del colonizzatore, ma, anche, spesso, con la bramosia del naufrago, hanno deposto le armi e dato di piglio all’aratro e alla rete unendosi ai sagaci e forti indigeni per dar vita alla civiltà che fece verdeggiare l’ulivo, la spiga e l’uva e fruttificare il mare pescoso di Orazio.

Scrutiniamo il pelago pugliese: dal confine a nord-est dei laghi garganici di Lesina e Varano fino a quello fatidico di Metaponto, scorrendo lungo le marine culminanti con il capo di Leuca, lo sguardo accarezza la mappa e rinnova il ricordo di una costa bellissima, sempre diversa e sempre suggestiva: la chiave d’accesso alla terra che racchiude. Come una riviera deve fare.
Per i naviganti dell’Oriente greco e, poi, per tutti quelli che si sono avvicendati a venire da noi, si spalancava uno scenario immenso di approdi, pretesti, richiami e scenari mirabilmente pronti a ripristinare gli orizzonti perduti delle patrie rissose o nemiche.

Si racconta che, spesso, i girovaghi di quel pelago interno che è il Mediterraneo, bighellonando tra bufere reali e mitiche sirene, razzie furenti e improvvise  e approdi fiabeschi, incontri divini e navigazioni burrascose, prima di trovare finalmente «Itache» nuove o città da fondare, scrutassero le coste per ravvisare, nella speranza degli sguardi rapaci, una qualche somiglianza con la terra nativa, un rinvio possibile della memoria per trasformare l’avventura in nostos (il viaggio di ritorno) e per sedare l’algos (il dolore) della lontananza.

Ecco le nuove Argo, Micene, Creta, Tebe, Corinto e Samo e Tessalonica, e Atene e Sparta rimembrate nelle coste ospitali dello sperone sghembo e ardito. Coste aperte al mare rude e cantatore che era l’Adriatico antico, coste che, se non offrivano sempre approdi facili e scontati, pure non lesinavano accoglienza. A pensarci, anche quello era un modo di andar per reliquie: i baresi muoveranno per negozi, ma, anche, per rintracciare la sacralità rituale della religione, gli antichi padri, e cercare «l’antica madre». Ricordate il Virgilio dell’Eneide? «Antiquam exquirite matrem», (Dardani irriducibili, la stessa terra che vi creò dalla stirpe dei padri, reduci vi accoglierà nel seno fecondo. Ricercate l'antica madre.) Sempre di nostos, del ritorno, si tratta.

Cosa troverebbero le vele greche se tornassero, oggi, in Puglia? Proviamo a riguardare la mappa e a studiare uno sbarco.
La pattuglia di cadetti Ateniesi che si spingesse sotto il Gargano e dintorni troverebbe cancelli inchiodati a difesa delle proprietà usurpate; i Corinzi che corressero la costa tra Mola di Bari e Punta Penne farebbero fatica a sbarcare tra le auto sulle dune, le considererebbero Lestrigoni inattaccabili e scapperebbero via. Anche la Caravella finirebbe nelle secche, dalle parti di San Giorgio dove pure fece sosta nel fatidico viaggio.

Il Cretese che cercasse le foci del torrente simile a quello di casa sua tra Santo Spirito e Palese troverebbe difficoltà ad approdare tra gli stabulari di cozze, ruderi di ristoranti a mare falliti a dieci metri dal pelo dell’acqua. Del torrente neanche il letto residuale: morto e sepolto nel cemento. Risalendone il corso, si dice che un mitico re Bitos abbia fondato Bitonto avendo trovato una straordinaria somiglianza paesaggistica. Armiamoci di pazienza, tenacia, rispetto della legge e riapriamo le coste, ripuliamo i meravigliosi litorali, buttiamo giù il cemento assassino. Chiamatele pure «grandi opere»!

Dove questo è stato fatto, noi pugliesi, abbiamo restituito al pianeta un orizzonte in più, magnifico, quello del paesaggio rispettato. Non bastassero il nostro interesse e il rispetto della Costituzione, lo vuole la storia e lo chiede il mito. La Caravella, dalla Fiera, riprenderà il mare. Verso Levante.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DALLA SEZIONE

Il Mare Nostrum dei migranti morti sognando l'Europa

Il Mare Nostrum dei migranti morti sognando l'Europa

 
Il ritorno dei fantasmi contro la scienza

Il ritorno dei fantasmi contro la scienza

 
festa della repubblica

Una Repubblica fondata sui (tele) raccomandati

 
Il buonismo visto da Vauro

Si fa presto a dire buonismo o cattivismo

 
Si parla di Ilva a Bruxelles: stop al carbone e resti aperta

Si parla di Ilva a Bruxelles: stop al carbone e resti aperta

 
Reazionari e progressisti nell’Italia giallo-verde

Reazionari e progressisti nell’Italia giallo-verde

 
Oggi al via gli esami. A Bari zuffa bocciati

Oggi al via gli esami. A Bari zuffa bocciati

 
Grosso vuole il Verona ma occhio alla clausola

Il Grosso schiaffo ai tifosi del bari

 

MEDIAGALLERY

Scudetto alla Pink Bari Primavera, è festa grande a Firenze

Scudetto alla Pink Bari Primavera, è festa grande a Firenze

 
Impresa della Pink Bari Primavera battuta la Juve 4-3 all'ultimo respiro

Scudetto alla Pink Bari Primavera
battuta la Juve 4-3 all'ultimo respiro

 
Apricena, una discarica abusiva in pieno parco

Apricena, trovata una discarica abusiva in pieno parco

 
Il vincitore di Sanremo Ermal Meta canta in barese

Il vincitore di Sanremo Ermal Meta canta in barese

 
Confiscati beni per 30 mln fatti con un sequestro degli anni '80

Confiscati beni per 30 mln fatti con un sequestro degli anni '80

 
Lecce da «barocca» a «impacchettata»: in restauro due simboli della città, invisibili ai turisti

Lecce da «barocca» a «impacchettata»: in restauro due simboli della città

 
La rapina all'Auchan di Taranto ripresa col telefonino

La rapina all'Auchan di Taranto ripresa col telefonino

 
Rapina all'Auchan di Taranto, panico tra la gente

Rapina all'Auchan di Taranto, arrestati un 18enne e un 16enne incensurati Vd

 
Carlo Dragonetti, pugliese che diventa star del web in Cina

Carlo Dragonetti, pugliese che diventa star del web in Cina

 
Incidente sulla tangenziale sud di Bari: due feriti

Incidente sulla tangenziale sud di Bari: due feriti

 
Mondiali robotica, dal Canada l'esibizione dei maghetti della Tommaso Fiore

Mondiali robotica, dal Canada l'esibizione dei maghetti della Tommaso Fiore

 

LAGAZZETTA.TV

Notiziari TV
Ansatg delle ore 19

Ansatg delle ore 19

 
Italia TV
Topi tra i cassonetti al centro di Roma

Topi tra i cassonetti al centro di Roma

 
Mondo TV
Saudite al volante: finalmente indipendenti

Saudite al volante: finalmente indipendenti

 
Economia TV
In aziende appena 5% donne al top stipendi

In aziende appena 5% donne al top stipendi

 
Calcio TV
Baresi e Albertini al memorial Freti

Baresi e Albertini al memorial Freti

 
Spettacolo TV
Fuga dall'isola del Diavolo

Fuga dall'isola del Diavolo

 
Meteo TV
Previsioni meteo per domenica, 24 giugno 2018

Previsioni meteo per domenica, 24 giugno 2018

 
Sport TV
Tortu batte Mennea

Tortu batte Mennea